Condominio Solidale-VicinipiùVicini

Venerdì e sabato due eventi per presentare il progetto, un convegno con ospiti che proporranno le loro esperienze e una targa per il condominio di via Cima

 

 

CondominioSolidaleSassari. Due giornate dedicate al progetto “Condominio Solidale-VicinipiùVicini”. Si inizia venerdì alle 16 presso la sala Angioy della Provincia con la presentazione del progetto. Saranno ospiti: il direttore della Fondazione con il Sud che lo ha finanziato, Marco Imperiale, un rappresentante di via Fondazza di Bologna, la prima Social Street nata in Italia, un rappresentante della Biblioteca Rembrandt di Milano, prima biblioteca di condominio in Italia, ed i condomini partecipanti al progetto. Saranno presenti anche il Gruppo di Progetto e il Gruppo delle Facilitatrici che racconteranno l’esperienza. Il tutto sarà intervallato da video–testimonianze del lavoro svolto e dalle testimonianze dei condòmini. «“Condominio Solidale – VicinipiùVicini” è nato nell’aprile del 2013, ma la nostra scelta – scrivono gli organizzatori della due giorni – è stata quella di presentarlo pubblicamente quando i risultati erano già in uno stato avanzato». Sabato alle 11 nel condominio di via Cima n. 6 verrà scoperta la prima targa con la scritta “Questo è un condominio Solidale”. Sono invitati tutti gli abitanti della via, i condomini coinvolti nel progetto e quanti vorranno partecipare. Sarà un momento conviviale per tutti i presenti. A entrambi gli eventi sono previsti gli interventi del sindaco Nicola Sanna, della presidente della Uisp provinciale Maria Pina Casula, di Marco Imperiale per Fondazione per il Sud, di Cecilia Sechi per Vicini più Vicini.

Questi gli obiettivi principali del progetto Condominio Solidale.

Obiettivo 1: Circuitare un messaggio culturale e valoriale che interpelli il “posso fare” “posso dare” del singolo cittadino e non un messaggio che attiene a valori e azioni propugnabili in astratto, come partecipazione, responsabilità, sussidiarietà, reciprocità. Il progetto mira, infatti, a portare coloro che vi parteciperanno alla coscienza del valore dei beni relazionali e alla valorizzazione degli stessi.

La strategia di intervento prevede: la condivisione di conoscenze e saperi con le associazioni, da realizzarsi a livello di quartiere attraverso la costituzione di comunità di saperi, di reti interrelazionali e di laboratori di scambio; la creazione di spazi aperti di confronto, di comunicazione, di interazione tra soggetti di età e competenze diversi che possano alimentare la fiducia reciproca e la disponibilità a fare insieme “massa critica” rispetto al progetto, al quartiere e alla città.

L’ASPETTO INNOVATIVO: la co-progettazione delle attività attraverso il coinvolgimento attivo delle associazioni e quindi su entrambi i versanti del binomio volontari/operatori sociali e non soltanto sui secondi che fanno riferimento troppo spesso alla pedissequa applicazione di standard operativi maggiormente definiti.

Obiettivo 2: Mettere in relazione le azioni delle singole persone costruendo una rete di scambi e reciprocità che supportino il tessuto sociale rendendolo più robusto e variamente ricamato. Un primo passo sarà quello di avere una visione di insieme delle interrelazioni possibili tra le diverse variabili dello specifico contesto territoriale (essendo i quartieri diversi tra loro) definendo un percorso progettuale (programmazione partecipata e progetti inclusivi) che sia in grado di coinvolgere gli attori utili e di integrarne molteplici capacità e potenzialità a partire dalle semplici azioni che svolgono quotidianamente.

Il secondo passo sarà quello di contribuire ad indirizzare i condomini/cittadini coinvolti verso un passaggio dal “possesso” all’“uso” sia per i gesti quotidiani che per gli oggetti (un esempio per tutti: quanti trapani elettrici inutilizzati possiamo trovare in un condominio?).

Un ulteriore passo sarà l’attivazione di canali di comunicazione tra Quartieri-Laboratorio per giungere ad attività interquartiere, nonché allo scambio delle esperienze personali dei partecipanti: assemblee di comunità, forum tematici, focus group, gruppi di lavoro, nonché attraverso attività ludico ricreativo motorie.

L’ASPETTO INNOVATIVO: l’utilizzo dei facilitatori, figure già professionalizzate che però saranno formate per questo specifico progetto.

Obiettivo 3: Contaminare altri territori urbani attraverso la presentazione e la documentazione del progetto attraverso uno studio di campo che porti alla costruzione di un modello esportabile. Il progetto prevede due convegni di rilevanza nazionale che avranno due finalità: il primo, che cadrà dopo l’avvio e il consolidamento della sperimentazione nei quartieri laboratorio, avrà come finalità la presentazione del progetto alla città, agli esperti nazionali presenti, nonché alla Fondazione per il Sud; l’altro invece verrà svolto alla fine del progetto per documentare lo stesso e per focalizzare gli elementi che saranno utilizzati per lo studio e la realizzazione del modello esportabile.

L’ASPETTO INNOVATIVO: LO STUDIO DI UN MODELLO ESPORTABILE

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