Centro storico di Sassari, ripristinare gli antichi toponimi
Lo chiede alla Giunta il Consiglio comunale, che ha approvato all’unanimità un apposito ordine del giorno presentato da Lello Panu. Oggi i vicoli chiusi sono contrassegnati da anonime lettere
Sassari. Ripristinare gli antichi toponimi dei vicoli chiusi del centro storico di Sassari. Lo chiede un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale nella seduta di martedì scorso e presentato da Lello Panu (gruppo consiliare del Pd). Nel cuore della città ci sono infatti almeno «trenta vicoli chiusi contrassegnati da anonime lettere dell’alfabeto ma di cui si conoscono le antiche denominazioni che risalgono ai secoli XVII-XVIII, come Vicolo del Pozzo, Corte della Schiuma, Stretta della Guardia e Stretta Deliperi, piccoli angoli della storia cittadina che se venissero riassegnati, permetterebbero il recupero delle radici storiche e linguistiche della Sassari spagnola e sabauda».

«Ripristinare gli antichi toponimi nei vicoli chiusi del centro storico con l’inserimento di alcune targhe con i nomi d’epoca spagnola – spiega Panu nell’ordine del giorno – sarebbe un modo per riallacciarsi al passato ma soprattutto per far emergere in maniera evidente la stratificazione storica di una città attraverso le parole, infatti i luoghi cambiano aspetto e nome, ma spesso lasciano traccia di quello che furono, sono poche righe con nomi ormai dimenticati, nascosti tra polverosi volumi di archivio e vecchie carte catastali».
Per sistemare le targhe però servirebbero appositi fondi. «Le risorse necessarie, per quanto irrisorie, potrebbero essere reperite attraverso una richiesta di finanziamento a enti o associazioni (per esempio, Fondazione Banco di Sardegna, Rotary, etc.)».
Questo il dispositivo finale dell’ordine del giorno: «Il Consiglio Comunale impegna il sindaco a verificare attraverso la struttura la fattibilità della proposta e sulla falsa riga di quanto già avvenuto in altri comuni come Alghero e Castelsardo procedere al ripristino dei vecchi toponimi nei vicoli chiusi del centro storico».








