Cavalcata Sarda, la pioggia interrompe la sfilata

Intorno alle 11,30 l’annuncio per preservare i preziosi costumi. Alla partenza tutti i tamburini dei gremi

Sassari. Niente da fare. Il tempo non è stato clemente e la Cavalcata Sarda 2023, dopo il rinvio di due settimane fa proprio per evitare la pioggia, è stata prima sospesa e dopo pochi minuti interrotta definitivamente per la troppa acqua dal cielo. Il rischio era infatti quello che si danneggiassero i preziosi costumi dei gruppi che sfilavano. Ma già dall’avvio, verso le 9,15, da corso Cossiga si era capito che questa sarebbe stata una edizione non molto fortunata. Poca folla lungo il tracciato, soprattutto pochi turisti, anche perché da sempre i sassaresi snobbano la Cavalcata, tranne le sempre gradite bancarelle, purtroppo anch’esse falcidiate dalla pioggia (un tempo si diceva che il giorno della Cavalcata sarda i sassaresi preferissero la gita a Platamona alla festa del folklore isolano). Alla partenza, dopo la Banda Giuseppe Verdi e il Corpo Bandistico “Luigi Canepa”, il gonfalone della città con la Polizia locale, il Gremio dei Massai, i tamburini dei gremi, la sempre presente Inoria Bande e i gruppi folk con il costume di Sassari. Poi tutti gli altri gruppi. Nessuna traccia di cavalli però. Troppo pericoloso farli passare sotto la pioggia sull’asfalto bagnato. Annullate anche le spettacolari pariglie programmate nel pomeriggio all’ippodromo.

Autorità in tribuna in piazza d’Italia

«È questa una Cavalcata comunque memorabile», ha commentato in diretta tv (su Videolina e Teleregione Live) nella tribuna di piazza d’Italia il sindaco Nanni Campus, subito dopo l’annuncio del direttore artistico Giuliano Marongiu della sospensione della sfilata sotto una forte pioggia. I gruppi folk non possono permettersi di danneggiare i costumi. Con una chiosa doppia. «Noi sardi abbiamo dimostrato ancora una volta che non ci ferma neanche la pioggia. Indubbiamente preoccuparsi per il tempo per la Cavalcata vedendo quello che è successo in altre parti della Sardegna può sembrare blasfemo – ha ribadito Campus –. La preoccupazione qui è per tutti quegli operatori che si sono dati da fare, commercianti e gruppi folk».

Poco dopo le 11,30 quindi, a oltre metà sfilata (in piazza d’Italia era appena arrivato il gruppo di Usini) l’annuncio prima della sospensione per pochi minuti e poi dell’interruzione definitiva, con l’invito a seguire l’esibizione dei gruppi prevista per il pomeriggio, tempo permettendo (ma le previsioni prevedevano da giorni una schiarita, a differenza della mattina a rischio).

In tribuna in piazza d’Italia, oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione guidati dal primo cittadino, dall’assessora alla Cultura Laura Useri e dal presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru, c’erano la prefetta Paola Dessì, gli assessori regionali Carlo Doria e Antonio Moro, il rettore Gavino Mariotti. Lungo il percorso invece ampi tratti di via Roma si presentavano con pochi spettatori (Emiciclo Garibaldi quasi deserto). Sarà per una prossima edizione.

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