Cavalcata, la prima volta nel 1899
In occasione dell’inaugurazione della statua di Vittorio Emanuele in piazza d’Italia arrivarono a Sassari il re Umberto e la regina Margherita
Sassari. La prima Cavalcata Sarda moderna, ed in forma ufficiale, risale al 13 aprile 1899, quando in piazza d’Italia davanti al re Umberto I ed alla regina Margherita sfilarono costumi prevalentemente del nord Sardegna, con 1331 partecipanti. I sovrani italiani arrivarono in città in occasione dell’inaugurazione del monumento realizzato da Giuseppe Sartorio a Vittorio Emanuele ed in loro onore fu organizzato l’evento, su iniziativa del sindaco Gavino Mariotti, che per l’organizzazione si affidò al conte Gerolamo Ledà d’Ittiri. La manifestazione fu ripetuta altre due volte, sempre alla presenza di esponenti di Casa Savoia: nel 1929 arrivò a Sassari Vittorio Emanuele III con la regina Elena e le due figlie Maria e Giovanna, che per l’occasione indossarono due costumi sardi; il 10 giugno 1939 fecero tappa in città invece il figlio Umberto insieme alla moglie Maria Josè. La Cavalcata Sarda stessa affonda le sue radici storiche nelle cavalcate per le vie della città inserite nell’ambito dei festeggiamenti organizzati in onore dei regnanti, come quella del 1711, che, racconta Enrico Costa, fu decisa («far cavalcata») dal Consiglio comunale per celebrare il nuovo re Filippo V di Borbone. Non infine dimenticata la cavalcata spontanea che nel 1796 accolse trionfalmente l’ingresso in città di Giovanni Maria Angioy, capo del movimento antifeudale in Sardegna.
La Cavalcata Sarda diventa un appuntamento fisso del maggio sassarese solo negli anni ’50. Nacque in realtà del tutto casualmente: nella rada di Porto Conte era arrivato un transatlantico, che ospitava i partecipanti al congresso-crociera del Rotary Club internazionale. Il professor Sergio Costa, poi rettore dell’Università negli anni ’60, era in quel periodo presidente dell’Ente provinciale per il Turismo (Ept). Fu proprio lui a raccogliere un suggerimento di Antonio Borio, suo predecessore, e del direttore dell’Ept Felice Mura. La sfilata piacque così tanto che fu deciso di ripeterla ogni anno. Inizialmente si svolgeva nel giorno dell’Ascensione (che fino al 1977 era una festività del calendario anche civile), una data che però fu poi spostata, perché troppo mobile (qualche volta ricadeva in netto anticipo sull’inizio della stagione turistica). Fu allora scelta la fine di maggio. Ma anche questa data non andava bene, perché si sovrapponeva alla Festa del Voto dell’ultima domenica del mese (si racconta che non mancò un grave incidente diplomatico con la Curia e l’arcivescovo Arcangelo Mazzotti). Alla fine si scelse la penultima domenica di maggio e così avviene da decenni. Da rilevare che negli anni sono state organizzate anche Cavalcate straordinarie. Per esempio, nel 1982 una sfilata si tenne in giugno all’arrivo del presidente della Repubblica Sandro Pertini. L’edizione del 1899 è infine passata alla storia anche per un altro motivo: per la prima volta fu ripresa dalle cineprese sperimentali dei Fratelli Lumiere.
Tanti i cambiamenti del percorso, che oggi è ad anello tra via Asproni, con partenza da San Giuseppe, via Roma, piazza d’Italia, via Cagliari, via Brigata Sassari, viale Italia e viale Mancini. In passato si transitava anche in corso Vittorio Emanuele o fino all’ippodromo. Inizialmente, negli anni ’50, si terminava l’evento all’Emiciclo, con partenza da San Giuseppe e ritorno al centro. Nel 1999 il percorso toccò viale Italia fino a via Amendola. Per tanti anni la conclusione rimase allo stadio, con la sfilata che partiva da San Giuseppe, attraversava corso Regina Margherita, l’Emiciclo, piazza d’Italia e poi via Roma fino a viale Adua. Questo percorso fu ripristinato temporaneamente nel 2007, quando piazza d’Italia rimase inaccessibile per i lavori di rifacimento della pavimentazione. Da notare che dall’anno successivo le tribune allestite in piazza furono montate verso l’interno, restituendo il colpo d’occhio della prima Cavalcata del 1899.
Nel corso dell’ultimo secolo, la Cavalcata Sarda si è meritata il titolo originario di “festa della bellezza”, trovandovi spazio la ricchezza e la varietà del costume sardo tradizionale, la preziosità e la bellezza dei gioielli, la varietà dei suoni e delle danze della tradizione popolare.








