Campus: «Un anno peggiore del 2020 è difficile da immaginare»
Tempo di bilancio di fine anno per il sindaco di Sassari. Innanzitutto l’emergenza sanitaria: in totale, 370 concittadini sono morti per la pandemia

Sassari. Tempo di bilancio di un intero anno oggi 30 dicembre a Palazzo Ducale. Questa mattina il sindaco Nanni Campus ha incontrato la stampa nella sala consiliare, affiancato dal presidente dell’Assemblea Civica Maurilio Murru, presenti il direttore generale Claudio Castagna e il capo di gabinetto Piero Fiori. Tanti i temi richiamati dal primo cittadino in quasi un’ora e mezza e sui quali Sardegnadies ritornerà in questi giorni. Il primo pensiero è andato all’emergenza sanitaria tuttora in corso. «È stato un anno che peggio di così era difficile da immaginare», ha esordito Campus. «Abbiamo fatto tante conferenze stampa quest’anno a seguito dell’emergenza sanitaria. C’è un dato particolare sul quale vorrei confrontarmi: tra marzo e aprile abbiamo avuto 86 decessi in più rispetto allo scorso anno in quegli stessi mesi; dopo l’estate sono stati 36 in settembre, 45 a ottobre, 163 a novembre e al 26 dicembre 50. Stiamo parlando di 284 sassaresi deceduti in questa seconda ondata. In totale, 370 nostri concittadini sono morti per una pandemia, una malattia che potevamo combattere solo se uno aiutava l’altro. Questi morti stanno a dimostrare che forse non li abbiamo aiutati tutti nel modo migliore. Il 2020 è stato un anno che ha condizionato le attività di tutte le amministrazioni pubbliche, dalla Regione, al Governo, alla Ue. Mi sento di dover ringraziare tutta la struttura di questa macchina comunale, dal direttore generale, al segretario generale, a tutto l’ufficio di gabinetto, perché mi hanno supportato al meglio. E non è stato facile fare il sindaco in questi mesi nel corso dei quali abbiamo subito l’insulto di questo virus, che ha complicato la vita di tutti».
I primi numeri sono così quelli della Polizia locale, sul campo in questi mesi. Sono state emanate 44 ordinanze, il piano della protezione civile è uno dei più completi della regione, uno dei primi ad adeguarsi all’emergenza. «L’attività della Polizia locale è stata di supporto alla popolazione attraverso le sue utenze telefoniche e con le macchine che giravano per la città, con una vigilanza che è stata un’azione di prevenzione – ha aggiunto Campus –. Segnalo come sia stato necessario applicare sanzioni, oltre mille, di cui oltre 45 ad attività commerciali. Un lavoro continuo e capillare, fatto non per reprimere ma per supportare».
«È importante fare capire cosa si fa e come si fa, perché la città si senta una comunità. Siamo stati criticati, sono stato chiamato sceriffo o è stato detto che questa è la giunta delle multe. Ma la maggioranza dei sassaresi ha pensato di essere una comunità».






