Campus ai sassaresi: «Rispettare le regole per non diventare zona rossa»

È l’appello del sindaco alla città. «So che ne possiamo uscire. Queste due settimane saranno cruciali»

Il sindaco Nanni Campus

Sassari. Quella iniziata lunedì 9 novembre sarà una settimana cruciale per la gestione dell’emergenza sanitaria in città. I numeri della diffusione del virus e dei ricoveri dei cittadini sassaresi nelle strutture ospedaliere continuano a preoccupare. «Le prime limitazioni sono state introdotte lo scorso 26 ottobre, con gli orari delle chiusure di bar e ristoranti, sulle scuole superiori e tutti gli altri aspetti. A distanza di 15 giorni però abbiamo dati ancora in continua crescita. Quelle che erano state annunciate come misure per il contenimento del contagio e che hanno già avuto ripercussioni economiche non si sono tradotti in risultati sul campo. Dal 3 novembre poi ci sono altre limitazioni, dalle chiusure delle scuole al coprifuoco notturno. Dobbiamo allora fare di tutto perché questi provvedimenti possano iniziare a dare i loro frutti. La curva del virus si deve stabilizzare. Non vorremmo ritrovarci in una zona rossa». È quanto ha ribadito il sindaco Nanni Campus, che di fronte alla stampa convocata lunedì mattina nella sala consiliare di Palazzo Ducale ha lanciato un appello: «C’è la necessità che tutti diano una mano. Ci preoccupa la percentuale dei positivi sul totale dei tamponi. Questi ultimi sono aumentati parecchio. Il laboratorio dell’Aou in primavera ne processava 400-500, oggi arriva a 1200-1400 al giorno. Siamo in questo momento si registra un 20 per cento di positivi sui tamponi di Sassari città. Una percentuale alta, che ci fa entrare nella fascia 20-30 delle zone rosse: la Lombardia, per esempio, è al 27 per cento».

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«Dobbiamo uscire dall’emergenza prima di Natale, per poter garantire un volano economico che possa permettere poi di gestire con un po’ di respiro i primi mesi del 2021», ha ricordato il primo cittadino. L’appello ai sassaresi è allora quello di osservare ancora più scrupolosamente le regole. «Se con le azioni richieste e fatte in queste due-tre settimane avremo risultati, bene; ma se non ci saranno allora entreremo davvero in zona rossa – ha ribadito Campus –. So che ne possiamo uscire. Ma solo se tutti, da chi gestisce la sanità a livello regionale, da chi la applica, da chi deve osservare le regole e sa che i suoi sacrifici, quelli di ciascuno di noi, sono importanti e che toccano le economie delle famiglie, se allora uno vede che intorno a sé c’è solidarietà, che i furbetti e gli arroganti non vincono, che c’è il rispetto delle regole allora sono ottimista sì».

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