Bando digitale regionale, la Confcommercio richiama le esigenze del sistema produttivo sardo

Le richieste di adesione all’avviso di Sardegna Ricerche hanno superato di gran lunga il limite finanziabile. Ammesse 143 domande su 337 complessive

Scade il prossimo 31 marzo l’Avviso pubblicato a fine 2025 da Sardegna Ricerche “Aiuti ai Progetti di Ricerca e sviluppo delle MPMI”, che prevede risorse e incentivi per rafforzare la capacità innovativa delle imprese sarde attraverso progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Finanziato dal Programma Regionale Sardegna FESR 2021-2027, Obiettivo specifico Os1.i e Azione 1.1.1, l’Avviso punta a rafforzare l’ecosistema regionale della ricerca sostenendo gli investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle micro, piccole e medie imprese con sede in Sardegna, in coerenza con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) e con gli obiettivi di transizione digitale ed ecologica. Le attività finanziabili riguardano lo sviluppo di nuovi prodotti, processi o servizi o il miglioramento significativo di soluzioni esistenti, con particolare attenzione all’impatto sulla competitività delle imprese e sull’occupazione qualificata.

L’avviso ha avuto un ottimo riscontro, tanto che le richieste hanno superato la dotazione finanziaria disponibile, fissata in 15 milioni di euro. Era inoltre richiesto che i progetti avessero un valore compreso tra 150mila e 700mila euro, una durata massima di 24 mesi e da realizzare in una sede operativa in Sardegna.

Confcommercio interviene sul quadro emerso e annuncia l’inoltro di una nota all’Assessorato regionale della Programmazione e a Sardegna Ricerche per rappresentare le esigenze del sistema produttivo sardo.

I dati ufficiali confermano una partecipazione molto ampia da parte delle imprese, con richieste complessive nettamente superiori alla dotazione inizialmente disponibile. Alla data del 17 marzo, infatti, risultano presentate 337 domande di accesso per un importo totale richiesto pari a € 49.007.065,19, a fronte di una dotazione finanziaria complessiva di € 22.002.856,00. E saranno analizzate solo le prime 143 domande. Per Confcommercio, questo dato va letto prima di tutto come un segnale forte della domanda reale di innovazione e digitalizzazione presente in Sardegna.

«Questa risposta dimostra che nel territorio esiste una domanda concreta, diffusa e ormai matura di innovazione», dichiara Gianni Filippino, vicepresidente di Confcommercio Sud Sardegna con delega all’innovazione e presidente di Asseprim. «Dietro queste domande non ci sono soltanto procedure telematiche, ma percorsi seri di analisi, valutazione, pianificazione e costruzione progettuale. Da tempo insistiamo sulla necessità di accompagnare le imprese verso investimenti più consapevoli e qualificati. Per questo riteniamo che il quadro emerso meriti una lettura di sistema, coerente con lo sforzo compiuto dal tessuto produttivo regionale».

Salvatore Brichetto

Sulla stessa linea interviene anche Salvatore Brichetto, vicepresidente di Confcommercio Nord Sardegna: «L’ampia partecipazione al bando conferma quanto il tema della transizione digitale sia oggi centrale per la competitività delle imprese sarde. C’è un’immediata necessità di reperire nuove risorse per consentire lo scorrimento della graduatoria e dare modo a un settore trainante per l’economia sarda di accedere agli incentivi e dare corso agli investimenti previsti. Saremo al fianco dei nostri iscritti Confcommercio del settore ICT e, proprio per questo, abbiamo deciso di inoltrare una nota formale all’Assessorato alla Programmazione e a Sardegna Ricerche, affinché si possa dare una risposta concreta alla domanda emersa attraverso ulteriori fondi».

 Confcommercio precisa che, con la nota inviata alla Regione Sardegna e a Sardegna Ricerche, chiede che la Regione valuti l’opportunità di destinare nuove risorse al bando, per consentire lo scorrimento della graduatoria e non disperdere i progetti di innovazione già messi in campo dalle imprese sarde.

L’innovazione delle imprese sarde non riguarda soltanto le aziende direttamente coinvolte. Riguarda la competitività complessiva della Sardegna, la qualità del lavoro, la modernizzazione dei processi e la capacità del territorio di stare al passo con le trasformazioni in corso. Per questo Confcommercio auspica che il dato emerso venga tenuto nella giusta considerazione e che si possa aprire una riflessione concreta, orientata all’interesse generale delle imprese sarde.

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