Assegnati i candelieri d’oro, d’argento e di bronzo

Il candeliere d’oro speciale assegnato all’Orchestra Jazz della Sardegna. Targa alla memoria del sassarese Gianni Francioni, professore emerito dell'Università di Pavia

Candeliere d’oro a Giorgio Gromme, residente nei Paesi Bassi dal 1981

Si è aperta come di consueto con la lettura, rigorosamente in sassarese, del bando del Candeliere d’oro e d’argento da parte di Angelino Russo (voce e tamburo) e Cristian Zedda (piffero) la serata dedicata al Premio della Nostalgia, come viene chiamato il riconoscimento istituito nel 1963 su iniziativa di Raimondo Rizzu, allora presidente della Pro Loco (e poi amato sindaco negli anni ’80), e di Roberto Stefanelli, capo della cronaca del quotidiano La Nuova Sardegna. Lo vinse Maria Elisabetta Mura, che ci mise 22 giorni per arrivare da Sidney. Edizione numero 60 quindi (l’emergenza pandemica ha modificato la numerazione annuale) del Candeliere d’oro, destinato al sassarese che da più tempo vive all’estero e che arriva in città in occasione della Faradda, e del Candeliere d’argento, destinato al sassarese che da più tempo vive in Continente e che torna in città in occasione della Discesa dei Candelieri. Negli anni sono stati aggiungi altri due premi. Innanzitutto, il Candeliere d’oro speciale, destinato a chi ha dato lustro e benemerenza a Sassari e alla Sardegna, riconoscimento prestigioso, e il Candeliere di bronzo, molto più recente, introdotto negli anni dell’amministrazione guidata da Nicola Sanna per premiare il non sassarese che ha scelto questa città per viverci.

Candeliere di bronzo a Vittorio Arca a Sassari dal 1939

«Qua si premiano persone che sono vissute fuori, che sono rientrate o che hanno portato il nome di Sassari e della Sardegna fuori dal nostro territorio. Siamo sempre stati ricchissima di talenti. Dobbiamo riprendere a metterli in luce – ha detto il sindaco Giuseppe Mascia –. E poi su volontà dell’assessora Nicoletta Puggioni abbiamo ripristinato il Candeliere di bronzo, che ci ricorda che Sassari è stata costruita e costituita con le comunità circostanti, quelle che oggi banalmente chiamiamo i paesi. E da questo punto di vista Sassari deve guardare verso di loro, non è centro di alcunché se non sta in mezzo ad altri». Il primo cittadino è il presidente della commissione che valuta le candidature e di cui fanno parte l’assessora Nicoletta Puggioni, il presidente dell’Intergremio Fabio Madau, gli storici Antonello Mattone e Paolo Cau, il giornalista e scrittore Cosimo Filigheddu e la dirigente del Settore Sviluppo locale e cultura dell’Amministrazione comunale Marge Cannas.

E dal Candeliere di bronzo si è partiti martedì sera. Ben 31 le candidature pervenute. A vincerlo è stato Vittorio Arca, nato a Villanova Monteleone nel 1936 e residente a Sassari dal 1939. Ancora oggi coltiva la terra nel suo appezzamento. A consegnare il riconoscimento è stata l’assessora comunale alla Cultura Nicoletta Puggioni.

Candeliere d’argento a Maria Giuseppa Cherchi, residente a Genova dal 1962

Il Candeliere d’Argento è stato invece vinto da Maria Giuseppa Cherchi, che vive a Genova dal 1962, veterana del concorso: dopo essere salita più volte sul podio, finalmente nella sessantesima edizione porta a casa l’ambito riconoscimento, ricevuto dalle mani di Fabio Madau, presidente dell’Intergremio.  «Nel frattempo, sono diventata nonna e mio nipote mi ha detto: il premio è mio! Sono emozionata, ci tenevo ad averlo perché come sassarese mi spetta! Non ho mollato mai, solo durante il covid e bo!».

Il Candeliere d’Oro è stato assegnato a Giorgio Gromme, nato a Sassari nel 1956 e dal 1981 residente a Leeuwarden, nei Paesi Bassi. A consegnarlo sono stati Paolo Cau, storico, e Cosimo Filigheddu, giornalista e scrittore. «Mi sono dimenticato tante cose ma la Faradda no mi la dimintigheggiu mai! È la seconda volta che ci provo. Questo premio rimarrà sempre con me. Quando non ci sarò più lo regalerò al gremio dei carpentieri (maestranza ricompresa nel gremio dei Falegnami, ndc)», ha detto Gromme.

L’Orchestra Jazz della Sardegna

Il Candeliere d’Oro Speciale 2025 e andato all’Orchestra Jazz della Sardegna, realtà attiva da 35 anni. Questa la motivazione della commissione: «Un’eccellenza nel campo dell’arte, che è partita da Sassari e nella sua lunga storia è stata capace, unica orchestra jazz nell’isola, di attrarre e far crescere talenti musicali che si sono affermati professionalmente in campo nazionale e internazionale. Si è impegnata a promuovere e valorizzare i giovani musicisti, cooperando attivamente nella formazione con il Conservatorio di Musica “Luigi Canepa” di Sassari e realizzando quella virtuosa collaborazione tra soggetti pubblici e privati che è una delle chiavi del suo successo e, più in generale, uno dei più efficaci strumenti per la crescita sociale, culturale ed economica a cui la città punta e che l’amministrazione comunale intende promuovere e valorizzare». «Non ce lo aspettavamo e a dirla tutta neanche ci stavamo pensando. Suoniamo per il piacere nostro e per il pubblico che speriamo continui a venire a sentirci», ha detto Gavino Mele, musicista e direttore dell’orchestra.

Durante la serata è stata inoltre consegnata al fratello Federico una targa alla memoria di Gianni Francioni,

La targa alla memoria di Federico Francioni, ritirata dal fratello Federico

scomparso nei mesi scorsi, professore emerito dell’Università di Pavia, «studioso di fama internazionale di storia della filosofia, in particolare dell’Illuminismo e dell’opera di Antonio Gramsci, capace di unire con rigore accademico l’intelligenza teoretica alla passione civile e politica, onorando col suo pensiero la Città che gli aveva dato i natali nel 1950 e a cui è sempre rimasto legato con un affetto che è cresciuto fino al termine della sua vita».

Anche quest’anno non è mancato il candeliere dei detenuti, portato da alcuni rappresentanti dei gruppi dei Candelieri medi, che lo hanno fatto ballare al ritmo inconfondibile del tamburo.

Dopo la cerimonia, l’Orchestra Jazz della Sardegna ha eseguito alcuni brani del suo repertorio.

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