Area, secondo i Riformatori è un carrozzone da abolire
Una proposta di legge prevede la soppressione dell’Azienda regionale per l’edilizia abitativa. Meglio dare ai Comuni poteri e risorse per far fronte all’emergenza casa

Cagliari. Poteri e risorse per far fronte all’emergenza casa tutto in mano ai Comuni. È quanto chiede la proposta di legge dei Riformatori sardi (primo firmatario il coordinatore regionale, Michele Cossa) che abolisce Area (l’Azienda regionale per l’edilizia abitativa).
«Con questa proposta – spiega Cossa – valorizziamo il ruolo dei Comuni, in modo tale da rendere più immediati ed efficaci gli interventi pubblici tesi a garantire il diritto alla casa alle categorie più deboli e garantire maggiore costanza, efficienza e tempestività alle manutenzioni ai fini di una migliore vivibilità degli alloggi». In questo modo, aggiunge Cossa, «si eliminano sprechi e inefficienze e si avvia concretamente l’alienazione dell’enorme patrimonio di edilizia residenziale pubblica e di aree edificabili di proprietà di Area».
Diversi i punti che affronta il testo legislativo. «La pianificazione temporale e geografica degli interventi – dice ancora il coordinatore regionale dei Riformatori sardi – resta alla Regione – naturalmente di concerto con i Comuni – per una valutazione unitaria del fabbisogno a livello regionale e per indirizzare i finanziamenti verso le aree dove più elevata è la domanda abitativa».
Altro punto toccato dalla proposta di legge è il trasferimento delle funzioni e del personale alla Regione e ai Comuni, sulla base del principio che la prima svolge tutti i compiti che, per sussidiarietà, non possono essere svolti in maniera efficiente dai secondi, come ad esempio la gestione amministrativa del patrimonio edilizio. Altro punto importante è il trasferimento delle risorse per realizzare gli interventi ai Comuni, ma, per alleggerire i Comuni e per esigenze di speditezza, espletamento delle procedure di appalto da parte della Regione, attraverso una stazione unica appaltante.
Infine, conclude Cossa, la legge prevede «il trasferimento ai Comuni, dove sono ubicati gli immobili, delle risorse necessarie per le manutenzioni ordinarie, da realizzare secondo un cronoprogramma stabilito dalla Regione, e straordinarie».







