Anche a Sassari il Giorno della Memoria
La città ha ricordato Zaira Coen Righi, docente del Liceo Azuni deportata ad Auschwitz, e tutte le vittime della Shoah
Sassari. Anche quest’anno Sassari ha commemorato le vittime della Shoah con una serie di iniziative, culminate con la seduta solenne del Consiglio comunale.
Martedì 28 gennaio le celebrazioni sono cominciate di prima mattina con un momento di raccoglimento al numero 28 di piazza d’Italia, dove si trova la “pietra d’inciampo” posta nel 2021 a opera del club Inner Wheel Sassari Castello che l’ha poi donata al Comune e dunque all’intera comunità. Zaira Coen Righi, era una docente del liceo Azuni di origine ebrea, nel 1944 fu deportata ad Auschwitz dove morì nei forni crematori. La pietra era stata posizionata di fronte alla casa in cui abitava la docente, in piazza d’Italia. L’Amministrazione aveva patrocinato e partecipato all’iniziativa, grazie alla quale Sassari ha avuto la prima “pietra d’inciampo” della Sardegna. Al momento di raccoglimento hanno partecipato la prefetta di Sassari Grazia La Fauci, il sindaco Giuseppe Mascia, l’amministratore straordinario della Città Metropolitana di Sassari Gavino Arru, la vicepresidente del Consiglio comunale Chiara Musio, una rappresentanza dell’associazione Inner Wheel, componenti del Consiglio, della Giunta, autorità, cittadine e cittadini.
Le celebrazioni sono proseguite a Palazzo Ducale, con la seduta solenne del Consiglio comunale, i cui lavori sono stati coordinati dalla vicepresidente Chiara Musio che ha anche tenuto il discorso di apertura. «Questa data – ha ricordato Chiara Musio – è stata scelta quale anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, da parte dell’Armata Rossa, che mise in luce gli orrori perpetuati dai nazisti con l’appoggio dei fascisti italiani e non solo. È nostro obbligo morale lottare contro l’indifferenza e la negazione, affinché ciò che è stato non si ripeta, evitando anche la rassegnazione all’orrore e contrastando il linguaggio d’odio che attualmente è sempre più presente nella nostra vita quotidiana. Ricordiamoci che la persecuzione nazista degli ebrei è iniziata proprio con le parole, con la diffusione di idee di odio e di intolleranza».
È poi intervenuto il sindaco Giuseppe Mascia, che ha sottolineato come «memoria e storia sono concetti distinti, ma la memoria permette di colmare le lacune della storia», citando Benedetto Croce, perché la storia è in realtà sempre attuale.

Hanno poi preso la parola i consiglieri Walter Pani per la maggioranza e Alessandro Paoni per l’opposizione. Franco Uda, presidente Arci Nord Sardegna, ha illustrato il progetto “Promemoria_Auschwitz – Viaggi della memoria”. «Questo è un progetto che getta le basi per una nuova cittadinanza europea – ha detto Uda –. La prima visione che abbiamo della nuova amministrazione di quella che è considerata la maggiore democrazia del mondo richiama le peggiori immagini del periodo dello schiavismo, incatenati alla cintura e alle mani». Il Comune di Sassari – ancora una volta – ha promosso e realizzato in collaborazione con Arci Sardegna e l’associazione Deina il progetto e quest’anno ha raddoppiato le borse, consentendo a 14 giovani di partire. L’obiettivo principale dell’iniziativa è l’educazione alla conoscenza della Seconda Guerra mondiale e della Shoah, alla partecipazione attiva e responsabile del proprio territorio e all’impegno nel quotidiano. Consiste in un viaggio in treno a Cracovia per visitare i campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau.
A seguire, la parola è passata a Barbara Chessa, tutor del progetto, a Ilaria Mulas e a Bruno Mele, partecipanti dell’edizione 2025, che domani partiranno per vivere questa toccante e formativa esperienza.
Al Consiglio comunale sono stati invitate le autorità del territorio e le associazioni che quotidianamente lavorano per mantenere vivo il ricordo di quel genocidio di cui furono vittime oltre 15 milioni di persone. Tra queste, Arci, Anpi, Emergency, Amnesty, Ponti non Muri, Diritti al cuore, Convenzione dei diritti nel Mediterraneo, Inner Wheel e Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea (Issasco). La seduta è stata trasmessa in streaming e poi caricata sul sito www.comune.sassari.it .
All’ingresso di Palazzo Ducale per tutta la settimana è presente un’installazione che rappresenta i simboli della deportazione degli ebrei nel campo di concentramento di Auschwitz, in particolare il binario 21 e le valigie di alcuni testimoni sopravvissuti (Liliana Segre, Primo Levi e Liliana Coen di cui abbiamo la pietra d’inciampo nella nostra città in Piazza d’Italia). È esposta anche la Torah realizzata dai bambini delle classi quinte dell’istituto comprensivo Monte Rosello Alto, nel 2017/2018.









