Adeguati i redditi per le case popolari
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Paolo Maninchedda, ha aggiornato il limite per l’assegnazione degli alloggi, oggi a 14.162 euro (sinora era di 13.578 euro). Riaperto il fondo per i morosi incolpevoli

Cagliari. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda, ha deciso di aggiornare i limiti di reddito per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Le variazioni dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, accertate dall’Istat, hanno suggerito di portare il limite di reddito a 14.162 euro (sinora era di 13.578 euro). Vengono adeguati nella stessa misura anche i redditi pro capite in base ai quali sono attribuiti i punteggi. Entro 30 giorni, la competente Commissione del Consiglio regionale dovrà esprimere un parere sul provvedimento.
La Giunta ha poi riaperto i termini per l’annualità 2014 per l’accesso al Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, relativamente alle situazioni accertate entro il 31 dicembre scorso. Accogliendo la proposta dell’assessore Maninchedda, la Giunta ha espresso parere favorevole sull’allargamento dei benefici anche ai Comuni non capoluoghi di provincia o ad alta tensione abitativa. Un Decreto interministeriale del 2014 aveva individuato i seguenti Comuni: Alghero, Cagliari, Carbonia, Iglesias, Lanusei, Macomer, Monserrato, Nuoro, Olbia, Oristano, Ozieri, Porto Torres, Quartu Sant’Elena, Sanluri, Sassari, Tempio Pausania, Tortolì e Villacidro. La Regione, inoltre, ha incrementato lo stanziamento statale dell’anno scorso (poco meno di 263mila euro) con risorse aggiuntive pari a un milione di euro.
«Spesso lo sfratto per morosità – sottolinea l’assessore Maninchedda – è causato da un evento incolpevole, come la perdita o la consistente riduzione del reddito familiare, talvolta per lunghi periodi di tempo. Per tale motivo è stato istituito il Fondo che, peraltro, ha avuto un’efficacia parziale a causa delle peculiarità di sfratto ingiuntivo registrate in numerose località della Sardegna. Non c’è stata poi una uniforme interpretazione e attuazione – da parte dei Comuni – delle disposizioni contenute nella delibera della Giunta regionale dello scorso 10 ottobre, con la conseguente disparità di trattamento dei cittadini, da Comune a Comune, a parità di condizioni. Una volta soddisfatte le richieste giunte dai Comuni più grandi, sarà possibile estendere il provvedimento ad altri enti locali che presentino situazioni di particolare disagio».





