A Porto Ferro surf inclusivo per l’autismo

Il pilot sassarese, unico in Italia, è stato il penultimo appuntamento di una roadmap partita da Cadice che si chiuderà in dicembre a Biarritz

SurFedAUT a Porto Ferro – progetto europeo triennale co-finanziato dall’Unione Europea per sviluppare l’ESFA (European Safety Framework for inclusive and healthy surf environments for AUTism) -, ospitato nella baia sassarese incastonata nel territorio del nord ovest della Sardegna, ha centrato il bersaglio. Il convegno di apertura, ospitato nel complesso biomedico Uniss, è stato un trampolino di lancio per una tre giorni intensa, condivisa, preziosa e impattante per gli obiettivi prefissati e i risultati raggiunti. Relatrici e relatori, esperti in neuropsichiatria infantile e morbo di parkinson, rappresentanti della facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Sassari, dell’Amministrazione comunale sassarese e della FISSW, hanno proposto punti di vista e spunti di riflessione. La vera grande vittoria – raccontata in maniera impeccabile dalle foto in allegato – è l’effetto che surf therapy ha avuto sulle bambine e sui bambini coinvolti.

Tutte le delegazioni europee hanno apprezzato in maniera manifesta organizzazione e approccio dei ragazzi e delle ragazze della Bonga Surf School, perfetta applicazione del modello proposto in linea perfetta con l’idea del costruire un protocollo europeo di sicurezza nel surf inclusivo per l’autismo che renda, appunto, la Surf Therapy attività sicura, inclusiva e riconosciuta. Numerosi i partner coinvolti, dalle scuole di surf alle Università, arrivando alle organizzazioni della società civile e alle Federazioni sportive, con delegazioni provenienti da Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna. Ambassador italiano Marco Pistidda, giovane sassarese che nel 2015 ha fondato la Bonga Surf School, scuola di surf con sede in Sardegna, a Sassari sulla spiaggia di Porto Ferro.

La squadra del Bonga Surf School

Il pomeriggio di martedì 23 settembre è stato caratterizzato da attività di team building a coinvolgere tutti i partner del progetto, con successiva visita alla Bonga Animal Rescue e aperitivo al Baretto di Porto Ferro a rafforzare i legami e le convinzioni. Mercoledì 24 settembre si parte con il meeting guidato dalle rappresentanti della UBI, University of Beira Interior, improntato sulla necessità di adattare il manuale di buone pratiche di sicurezza a ciascun contesto in cui viene fatta la surf therapy, perché ogni luogo è differente e variano le attrezzature a disposizione, il clima e altre variabili. Sono stati definiti i ruoli dei vari partner all’interno del pilot isolano: la Bonga Surf School è stata chiamata a svolgere le attività, i partner olandesi si sono occupati della check list, gli spagnoli e i portoghesi hanno supervisionato al tutto. Il pomeriggio ha permesso di svolgere una simulazione con gli istruttori rispetto al procedimento della surf therapy: è stato mostrato ai partner come la Bonga Surf School fa surf therapy, fra fase preparativa, circuito e attività a secco.

Giovedì 25 settembre nuovo meeting svolto con la partecipazione di Riccardo Pais di Ichnos Sicurezza, (azienda che si occupa di sicurezza sul lavoro) per la valutazione delle buone pratiche messe in atto. Al pomeriggio prima sessione di surf therapy con bambini con autismo di livello 1 (a cui si rivolge il protocollo di sicurezza SurFedAUT) con gli ospiti d’oltre confine a complimentarsi per il lavoro svolto.

Venerdì 26 settembre, ultima giornata del pilot, prima sessione dedicata a bambini con autismo di livello 3: sebbene il protocollo di sicurezza si rivolga solo a surf therapy per autismo di livello 1 si è scelto comunque di mostrare ai partner come è stato adattato alla casistica specifica il manuale per svolgere attività anche in contesti più impegnativi. Alcuni dei partner hanno integrato l’attività consigli utili, quindi una ulteriore sessione di surf therapy per autismo di livello 1 e il briefing finale fra considerazioni, commenti e opinioni sull’operato e sul futuro del progetto. Il protocollo verrà completato a dicembre: a quel punto ogni partner dovrà occuparsi poi della divulgazione dei risultati.

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