A Nughedu San Nicolò da oggi Arasolè Festival
Fino a domenica tre giornate di eventi dedicate a Francesco Masala, scrittore, giornalista e intellettuale poliedrico nativo del centro logudorese
A Nughedu San Nicolò il 9, 10 e 11 ottobre si svolgerà la prima edizione di Arasolè Festival: tre giornate di eventi dedicate a Francesco Masala, scrittore, giornalista e intellettuale poliedrico nativo del centro logudorese. L’iniziativa, organizzata dall’associazione Rundines e dall’Amministrazione Comunale, comprende due sessioni di conferenze di approfondimento sul pensiero e sull’opera dell’autore, svelandone la ricchezza e l’attualità.
Il festival prevede diversi eventi collaterali: laboratori artistici rivolti a bambini e adulti in diversi spazi pubblici e private del paese, come pure mostre e installazioni artistiche e performance poeti e musicali.
Il festival anima e coinvolge tutto il paese e la comunità, alternando una pluralità di prospettive e linguaggi, con un approccio corale, nello spirito di quella che fu la poetica di Francesco Masala.
Presentazione Festival Arasolè – Nughedu San Nicolò
In un’epoca di sovrabbondanza di scritture e di comunicazioni, Francesco Masala, nativo di questo paese, è il grande dimenticato nonostante il suo libro “Quelli dalle labbra bianche” sia stato uno dei libri di scrittori sardi più tradotto. Cicitu, come amava chiamarsi, è una figura poliedrica: narratore, poeta, giornalista, intellettuale indipendente e provocatore, ma sempre con finalità dialettiche.
Per la ricchezza concettuale ed estetica della sua produzione, Cicitu è un sestante e noi vorremmo restituirlo alla sua isola, soprattutto ai giovani, non come una celebrazione di maniera, ma come lettera viva e ancora pulsante, come tutto ciò attraversa il tempo conservando la sua forza e la sua vitalità.
Per questo facciamo un festival a lui dedicato, una festa, appunto.
Una festa che prevede momenti conferenziali di ascolto e riflessione attraverso i quali si costruisce un dialogo tra la memoria dello scrittore e alcuni temi della contemporaneità. Saranno due giorni di studio sull’autore, da rileggere anche in chiave critica, soprattutto per ciò che riguarda il femminile.
“Arasolè” è anche uno spazio dove si intrecciano diversi linguaggi.
In questo primo festival, infatti, abbiamo voluto rinnovare lo sguardo su Francesco Masala incontrandolo anche dove la sua scrittura diventa immagine, forma e visione attraverso il dialogo con alcuni artisti: Toni Demuro, illustratore, Stefania Lai, artista multidisciplinare, Venceslao Mascia, scultore, Speranza Serra, poeta.
Le arti si accostano all’opera dello scrittore scegliendo di interrogare, ciascuna dalla propria prospettiva, un aspetto che è necessario svelare: il femminile di “Quelli dalle labbra bianche”. Un aspetto esplorato anche nella seconda conferenza, dove quattro donne analizzano le opere e il linguaggio di Masala con particolare attenzione al femminile.
Le mostre verranno allestite in spazi non convenzionali, con il fine di far dialogare le opere con l’ambiente in cui vengono collocate, offrendo la possibilità di esperienze culturali ed emotive profonde che generano domande e riflessioni; al contempo, la presenza degli artisti offre la possibilità di porre domande condividere i propri pensieri.
Arasolè nasce con l’auspicio di promuovere la diffusione della cultura e dell’arte quali strumenti per la crescita della società civile. Per questo, all’interno del festival, abbiamo voluto dedicare un’attenzione particolare ai giovani cercando il la loro partecipazione attiva anche attraverso un intervento mirato condotto da un’esperta di animazione sociale.
Infine, ma forse il primo in ordine di importanza, il festival vuole essere l’atto di presenza, in senso demartiniano, di un piccolo centro del Logudoro dove le strade che si spopolano gradualmente impongono assordanti silenzi di immagini e di voci; vuole essere il grido di una comunità che scompare, ma rivendica il proprio posto nella storia.
Arasolè Festival è patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Nughedu San Nicolò e ideato e curato da Rundines Associazione Culturale, un’associazione culturale che opera nel territorio dal 2016.







