A Mario Segni il Candeliere d’Oro 2023

Il riconoscimento speciale di quest’anno è stato assegnato al politico e docente universitario. Il Premio della nostalgia a Luigi Manca (d’Oro) e Roberto Pirino (d’Argento)

Il Candeliere d’Oro Speciale a Mario Segni

Sassari. Una serata emozionante dedicata al “Premio della nostalgia”, come è chiamato il Candeliere d’oro e d’argento, riconoscimento rivolto al sassarese che vive da più tempo all’estero o nella Penisola, istituito nel 1963 dall’allora presidente della Pro Loco Raimondo Rizzu e dal capocronista della Nuova Sardegna Roberto Stefanelli. A questo premio se ne affianca dal 1991 un altro, particolarmente sentito, il Candeliere d’Oro Speciale, un riconoscimento straordinario attribuito a chi, anche non sassarese, ha portato lustro alla città di Sassari. Quest’anno il prestigioso premio è stato assegnato a Mario Segni, politico e docente universitario, protagonista della stagione referendaria all’inizio degli anni ’90. A Sassari però la Discesa è la Faradda e questa volta è tutta un’altra storia. «Sono molto emozionato, ve lo confesso. Sono vecchio e se dico gli anni mi spavento io stesso… Sono emozionato, perché questo riconoscimento viene dalla mia città. Non me lo aspettavo», ha detto Segni, accolto sul palco allestito in piazza Santa Caterina dal sindaco Nanni Campus, che ha ricordato che proprio nel 1994 «io e Mario siamo stati concorrenti politici, candidati su schieramenti opposti. Non è mancato il rispetto e la stima che mi auguro che nella politica possa continuare a essere tra chiunque si presenta sotto qualsiasi bandiera. Mario ha sempre dimostrato di avere fatto politica per il bene del popolo italiano, del popolo sardo e di noi sassaresi».

Parecchio significativa la motivazione, con una presentazione letta da Cosimo Filigheddu. «Mario Segni, unendo la sapienza giuridica alla pratica politica, ha onorato la più nobile tradizione di partecipazione dei cittadini di Sassari alle vicende non solo locali ma anche nazionali e internazionali, che a partire dai moti del Risorgimento fino ai nostri giorni ha dato lustro alla nostra città, tra le poche in Italia a potersi fregiare dell’onore di aver dato alla Nazione ben due Capi dello Stato. Testimone e protagonista di momenti cruciali delle vicende politiche italiane a cavallo tra due secoli, con il suo esempio di impegno civile costituisce un importante richiamo a un ruolo sempre più consapevole, partecipe e attivo alla vita pubblica per tutti i cittadini, in particolare per le giovani generazioni».

«Molto bello anche mettere il mio nome vicino a quello di mio padre (Antonio, presidente della Repubblica dal 1962 al 1964 e prima ancora presidente del Consiglio e più volte ministro, ndr). Ho sempre pensato che di un genitore politico si può essere o tifosi o contestatori, difficile essere neutrali. Io sono stato un tifoso. Mio padre era legatissimo alla Sardegna e a Sassari, un amore “carnale” lo aveva definito Montanelli. Ebbene mio padre teneva un libro di gobbule e in particolare gli piaceva quella di Lu giudizi pischiddinu e in qualche modo mi trasmetteva questo amore verso Sassari. E lui era dispiaciutissimo di non avere mai fatto il sindaco. La nostra città ha un grande passato e tante di quelle conquiste le dobbiamo in parte recuperare», ha concluso lo storico leader referendario, arrivato poco prima delle 20 in compagnia di Arturo Parisi, docente universitario e già ministro della Difesa, Candeliere d’Oro Speciale nel 2019, come Beppe Pisanu nel 2002, seduto in prima fila.

Chi è Mario Segni. Nato a Sassari nel 1939, all’anagrafe Mariotto, ha svolto un ruolo significativo nella politica nazionale soprattutto tra la fine degli anni ‘80 del secolo scorso e il primo decennio del XXI, come figura rappresentativa della necessità di un profondo rinnovamento del sistema istituzionale e di quello partitico, che ebbe il suo culmine in quella che venne definita la “stagione dei referendum elettorali”, che egli promosse e di cui guidò diversi comitati. In particolare, la sua azione politica si proponeva il superamento del sistema proporzionale, per giungere a un sistema elettorale maggioritario uninominale, che avrebbe dovuto portare a una revisione delle strutture istituzionali del Paese, volta a renderle più aderenti alle scelte dei cittadini e adeguate ai mutati contesti e assetti interni e internazionali. Il disegno politico perseguito mirava da un lato a giungere all’abrogazione del sistema elettorale proporzionale con preferenza multipla, arginando in tal modo la deriva delle correnti interne ai partiti politici, e dall’altro di favorire l’elezione diretta dei sindaci da parte dei cittadini, riforma poi in effetti attuata dal Parlamento, proprio sulla spinta dei referendum, che nel 1991 e nel 1993 registrarono uno straordinario consenso tra gli elettori, in maniera trasversale, tanto più rilevante in quanto le consultazioni furono avversate dalle leadership dei principali partiti di governo e di opposizione, e consacrarono la figura del parlamentare sardo ai più alti livelli della politica nazionale, con ampia eco anche all’estero.

Dopo aver lasciato la Democrazia Cristiana, nel 1993, ha militato in diversi partiti e movimenti, di alcuni dei quali è stato tra i fondatori, continuando la sua attività politica sia in Italia che nel Parlamento Europeo. Dal 1996, conclusa l’esperienza parlamentare nazionale, ha ripreso l’attività accademica presso l’Università di Sassari, fino al 2011. Non è però mai venuto meno il suo interessamento per le questioni politiche: numerosi sono stati i contributi con cui ha preso parte al dibattito pubblico sia sulla stampa e con pubblicazioni che in occasione di eventi e iniziative culturali, in particolare attraverso la “Fondazione Antonio Segni”, costituita nel 1987 e di cui è tutt’oggi presidente.

I Premi della nostalgia. «Preferisco chiamarlo il “Premio dell’orgoglio” – ha detto il sindaco Nanni Campus, in apertura di serata –. Chi partecipa si pone in competizione con altre persone, vive fuori da tanto tempo ma ancora dice con orgoglio “io sono sassarese”. Il Candeliere d’Oro è nato 60 anni fa. Questa giornata deve aiutarci a far capire ai sassaresi che devono amare la loro città, che ha una storia antica. La festa dei Candelieri è davvero unica, non se ne abbia a male la dottoressa Patrizia Nardi (responsabile tecnico-scientifica della Rete, ndr) e gli altri sindaci delle città della Rete delle feste con le grandi macchine a spalla. Ma consentitemi di dire che una città come la nostra, che dallo scorso anno si è arricchita di 13 ceri ed è la più imponente delle manifestazioni votive che reggono nei secoli e che ci fanno conoscere nel mondo, ecco, di questo dobbiamo essere orgogliosi. Sassari non è quella che poteva rovesciare il pitale dalla finestra e gridare “Da sottu! E tre!”. No, siamo una città che vuole essere civile e che vuole crescere insieme».

Il Candeliere d’Oro a Luigi Manca, consegnato dal sindaco Nanni Campus

Il Candeliere d’Oro, attribuito al sassarese che da più lungo tempo vive all’estero e ritorna per la Faradda, quest’anno è andato a Luigi Manca, nato il 24 dicembre 1948, emigrato dal settembre 1972 subito dopo la laurea e ora residente a Naperville (Illinois) negli Stati Uniti. «Questa è la quarta partecipazione. Sono molto emozionato. Dieci anni fa, ed era ancora viva mia madre quasi novantenne, ero tornato a Sassari. Al momento di ripartire il tassista notò la mia tristezza perché dovevo lasciare la mia terra e mi abbracciò. Ecco, stasera voi mi state abbracciando ancora una volta e questo mi commuove. Questo abbraccio lo voglio dedicare a tutti coloro che sono emigrati qui a Sassari in mezzo a noi, perché io sono un emigrante come loro. Due parole in sassarese voglio dirle: Fozza Torrese!», ha ricordato Manca, che insegna Sociologia della Comunicazioni di massa alla Benedictine University, vicino a Chicago. Seconda posizione per Giovanni Pirastru, al terzo posto Maria Grazia Dettori.

Il Candeliere d’Argento a Roberto Pirino, consegnato dall’assessora Laura Useri

Invece, il Candeliere d’Argento, per chi vive nel Continente, è stato consegnato a Roberto Pirino, nato a Sassari il 16 dicembre 1957, dal 27 ottobre 1960 ad Albenga (Savona), terzo lo scorso anno e in lizza già diverse volte. «Sono nato all’ospedale civile in piazza Fiume e poi ho vissuto in largo Cavallotti. La vita ha voluto che mio padre, che faceva il medico condotto a Chilivani, si dovesse trasferire in Liguria, scelta perché potevamo prendere più facilmente la nave per ritornare a casa. Io mi sento sassarese nonostante tutti questi anni di lontananza, mia figlia si è laureata qui, è iscritta all’ordine dei medici di Sassari». Al secondo posto Maria Giuseppe Cherchi, che è risalita sul podio dopo alcuni anni, e al terzo Giuseppe Uras.

Sul palco anche la giuria del Premio: Antonello Mattone, componente della Commissione storica della Faradda, il giornalista Cosimo Filigheddu, il presidente dell’Intergremio Fabio Madau, l’assessora comunale alla Cultura Laura Useri, Alberto Mura, dirigente dell’Amministrazione comunale, oltre ovviamente al sindaco Nanni Campus. La serata è stata presentata dalla giornalista Grazia Sini, responsabile dell’Ufficio stampa del Comune. Gli intermezzi musicale sono stati eseguiti dalle Reinas, che hanno proposto alcuni brani dei Tazenda e dei Queen, oltre a una versione dell’Ave Maria in sardo. Il trio è composto da Valeria Secchi (voce guida e chitarra), Viola Tanca (cori e basso elettrico) e Aurora Cossu (cori e percussioni) cresciute musicalmente all’interno della Corale Studentesca Città di Sassari e dell’Insieme Vocale Nova Euphonia, con l’obiettivo di formare la prima tribute band acustica al femminile della Sardegna.

Albo dei Candelieri d’Oro Speciali “Premio Città di Sassari” attribuiti ai sassaresi, sardi o italiani che con il loro operato hanno dato lustro e benemerenza a Sassari e alla Sardegna, nel campo del sociale, della cultura, della politica, dell’arte, dell’economia, delle scienze, dello sport e di altre attività dell’uomo dedicate alla pace e al progresso.

1991 – Licinio Contu – Scienza e medicina
1991 – Sergio Siglienti – Economia e settore bancario
1992 – Gianfranco Zola – Una vita dedicata allo sport e al calcio vero
1992 – Angelo Giagu Demartini – Giornalismo e cultura
1993 – Raimondo Rizzu – Per aver custodito con signorilità la “sassareseria autentica”
1993 – Gavino Sanna – Maestro della pubblicità e della comunicazione
1994 – Paolo Galleri – Artista, interprete pittorico e satirico della cultura sassarese
1995 – Vico Mossa – Per aver raccontato una sua Sardegna attraverso l’architettura
1995 – Giovanni Lilliu – Accademico dei Lincei: una vita per l’archeologia della Sardegna
1996 – Mimmia Sanna – Una vita per la promozione turistica della Sardegna e di Sassari
1996 – Leonardo Marras – Per la dedizione allo sport e alla comunicazione
1997 – Corale Luigi Canepa – Per aver diffuso la cultura musicale sarda nel mondo
1998 – Intergremio – Per aver custodito l’antica tradizione sassarese dei Candelieri
1998 – Brigata Sassari Per aver dato lustro al grande blasone di Sassari in tempo di pace come in tempo di guerra
1999 – Franco Sieni -Per aver “regalato” a Sassari e alla Sardegna un’olimpiade del judo lunga 25 anni
1999 – Bianca Pitzorno – Per aver onorato Sassari nel campo della letteratura per ragazzi
2000 – Sandro Maida – Per il suo grande impegno di rettore/manager a favore dell’Università degli Studi di Sassari
2001 – Torres Club Calcio – Per aver portato la Sassari umana e sportiva in giro per l’Italia e nel mondo
2002 – Beppe Pisanu – Per aver onorato la città di Sassari e la Sardegna con dedizione fino alla carica di Ministro dell’Interno
2003 – Pietro Meloni
2004 – Nino Costa – Un esempio di artista eclettico e di attore di rara immediatezza
2005 – Manlio Brigaglia – Per aver dato lustro alla città con opere letterarie di rilievo nazionale
2005 – On Salvatore Mannuzzu – Per aver dato di Sassari e della sua storia un’immagine approfondita e di alto livello sempre legata al particolare
2006 – Liliana Cano – Per l’alto livello raggiunto nel campo delle arti figurative
2006 – Antonello Grimaldi – Per l’importante opera nel campo della regia cinematografica e televisiva
2007 – Antonio Arcadu – Per una carriera dedicata alla valorizzazione delle tradizioni culturali e turistiche della nostra città e della nostra isola
2008 – Alberto Gazale – Che con la sua arte, il suo bel canto, sta cogliendo i dovuti riconoscimenti a livello internazionale, dando lustro alla sua città
2009 – Paolo Fresu – Per aver portato con la sua magica tromba la Sardegna ai vertici della musica jazz internazionale
2010 – Elio Pulli – Artista poliedrico che ha fatto della Bottega dell’Arte, la scuola ed il laboratorio di una vita, dando prestigio alla Città di Sassari
2011 – Paolo Savona – Economista di rilievo internazionale, che con i suoi studi e la partecipazione al Governo delle istituzioni ha dato lustro alla sua Sardegna
2012 – Università di Sassari – Per il 450° anno della Fondazione dell’Ateneo
2013 – Padre Salvatore Morittu – Per una vita spesa a promuovere la diversità e la libertà dei più deboli. Mettendo al centro l’uomo amato, difeso e accompagnato verso una nuova vita
2014 – Manuela Raffatellu – Dal 2002 vive negli Stati Uniti dove è professore associato di Microbiologia e Immunologia alla Facoltà di di Medicina dell’Università della California di Irvin Digital
2015 – Luigi Berlinguer – Cultura e formazione
2016 – Francesco Demuro – Con la sua arte, il suo canto dà lustro alla città e all’intera isola a livello nazionale e internazionale
2017 – Caterina Murino – Attrice e ambasciatrice Amref dà lustro alla città e all’intera isola a livello nazionale e internazionale
2018 – Attilio Mastino – Per i meriti nella ricerca e nell’impegno di una vita sullo studio della storia della Sardegna
2019 – Arturo Parisi – Ha dato lustro alla città di Sassari, in anni in cui i politici sassaresi avevano un notevole peso nella vita italiana, ed è stato sempre legatissimo alla sua città
2022 – I Bertas – band più antica e longeva tra quelle che sono nate e hanno operato a Sassari e, attraverso di essa, come riconoscimento pubblico e forte incoraggiamento per tutti quei gruppi musicali e quelle realtà culturali che fanno bella e ricca la vita della Città e della Sardegna, con l’auspicio che la loro arte continui a sostenere la voglia di rinascita e ripresa dei cittadini e il desiderio di fare comunità in maniera solidale e inclusiva.

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