Fondi per la non autosufficienza, Simone Campus (Pd) ritira l’ordine del giorno
Nota del consigliere comunale sassarese. «La maggioranza in Regione ha ripristinato i fondi per il sociale, tra cui la legge 162, il Progetto “Ritornare a casa” e le leggi di settore»

Sassari. In questi giorni è in discussione la Legge Finanziaria 2015 e si dovrà discutere anche di fondi per la non autosufficienza e di progetti personalizzati per persone in situazione di handicap grave ai sensi della L.162/98 e dei progetti “Ritornare a casa” per i disabili gravissimi. «Avevo presentato un ordine del giorno su questo argomento, sulla scia di tanti altri promossi dal Pd in numerosi comuni sardi, che ho deciso di ritirare perché con un emendamento da 43 milioni di euro la maggioranza ha ripristinato i fondi che servono a finanziare il comparto del sociale, tra cui la legge 162 sui malati non autosufficienti, il Progetto “Ritornare a casa” e le leggi di settore, riportandoli a 242 milioni dai 199 inizialmente previsti». È quanto spiega in una nota il consigliere comunale del Pd Simone Campus, che in una nota stampa annuncia di avere ritirato l’ordine del giorno.
«Occorre tuttavia tenere alta la guardia. Infatti se l’emendamento non dovesse passare i tagli ai finanziamenti dei piani personalizzati per il Comune di Sassari ammonterebbero a circa settecentomila euro con una perdita possibile di 406 progetti per altrettanti cittadini sassaresi disabili gravi a cui vanno a sommarsi i tagli per le persone a più alta gravita del “Ritornare a Casa” i cui progetti potrebbero essere tagliati addirittura del 37,5 per cento. Solo a Sassari verrebbero a mancare un budget di lavoro intorno alle 75 mila ore annue con la perdita di circa 90 lavoratori part-time (educatori, assistenti alla persona, ecc.). Grazie anche ai finanziamenti stanziati sino ad oggi – prosegue Campus – il Comune di Sassari ha contribuito realmente a garantire una migliore qualità della vita alle persone con disabilità e dato risposte adeguate specie a quelle in situazione di gravità, con il sostegno dato in continuità a percorsi di vita di vera inclusione sociale, compresi quelli per la “vita indipendente”, attivando un processo di sussidiarietà che rendono i finanziamenti erogati non mera assistenza, ma una vero e proprio investimento in quanto vengono rese disponibili risorse umane ed economiche aggiuntive da parte delle famiglie».
«Giova inoltre ricordare – scrive ancora Simone Campus – che il nostro Comune ha fin qui anticipato tutte le risorse che necessitano alle famiglie e ai disabili gravi con propri mezzi, senza aspettare l’erogazione dei finanziamenti regionali ed è ancora a tutt’oggi in attesa di ricevere dalla Regione i saldi dei progetti 2014, cosa mai avvenuta dei 14 anni precedenti. Credo che a livello regionale non sia più rinviabile la razionalizzazione della spesa sul sociale per evitare sprechi nelle prestazioni. In particolare come chiedono le associazioni dei disabili devono essere attentamente osservati e poi valutati il grado di disabilità, il reddito, la cumulatività degli interventi. In questo modo si potrà garantire al massimo chi ha davvero diritto all’assistenza, non facendogli mancare nessun aiuto economico. Per questo, nei prossimi mesi, da parte dell’Assessorato della Sanità è giusto che siano avviati percorsi da condividere con associazioni, comuni e soggetti interessati per individuare le linee guida che porteranno all’individuazione di nuove norme. Nel frattempo però ha fatto decisamente bene Francesco Pigliaru insieme alla maggioranza di centrosinistra a ripristinare i fondi per la Legge 162».





