Alivesi (Forza Italia) chiede al sindaco un atto di coraggio

Lettera aperta a Nicola Sanna. «Un teatrino patetico. I dissidenti del Pd si assumano la responsabilità di sfiduciarla pubblicamente». Lunedì Consiglio comunale: i 10 si asterranno?

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La seduta del Consiglio comunale di giovedì scorso

Sassari. Lunedì prossimo il Consiglio comunale (l’inizio della seduta è previsto per le 16) si riunirà per concludere il dibattito sulle linee programmatiche del sindaco, a cui seguirà il voto dei consiglieri. I 10 (o 11) “dissidenti” del Pd, per il momento, non avrebbero dato segnali di disponibilità al sindaco Nicola Sanna, che in settimana ha concesso di mettere in discussione il 70 per cento delle deleghe (ma i posti in Giunta disponibili rimarrebbero sempre tre): tutto fa presumere che si potrebbero davvero astenere, aprendo di fatto una crisi dalle conseguenze imprevedibili. Se faranno così, ha già fatto sapere il primo cittadino, si dovranno considerare fuori dalla maggioranza (che in realtà a quel punto non sarà più tale numericamente).

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I dieci consiglieri di opposizione

Potrebbe allora arrivare un segnale di disponibilità a proseguire il mandato da parte dell’opposizione? Giovedì pomeriggio, subito dopo la sospensione della seduta da parte del presidente Antonio Piu, che ha accolto la richiesta di Tonino Falchi (Upc), i dieci consiglieri di opposizione sono andati dal sindaco Nicola Sanna, direttamente nel suo ufficio. Una situazione inedita: il primo cittadino, espressione di un partito di centrosinistra come il Pd, che accoglie le opposizioni (il M5S, il centrodestra di Forza Italia e Sassari Progetto Comune, ed i centristi di Sassari è). Informalmente, qualcuno dei consiglieri di opposizione lo ha spiegato apertamente: il bene di Sassari viene prima di tutto. In realtà non arriverebbe nessun voto a favore. Parte, o, addirittura, gran parte dell’opposizione potrebbe astenersi sulle linee programmatiche, per permettere finalmente l’avvio tecnico del mandato. Un gioco politico? Una partita a scacchi? Solo una provocazione? Intanto un passaggio importante era stato preannunciato dal Movimento Cinque Stelle già nella conferenza stampa di giovedì pomeriggio tenuta prima della seduta del Consiglio comunale su una serie di delibere (una sola della Giunta Sanna, le altre risolgono alla Giunta Ganau) che prevedevano spese, anzi, sprechi, che secondo i consiglieri “grillini” potevano benissimo essere evitate. «Riconosciamo buone propositività nel programma e per questo ci asterremo. Ma non mettiamo occhio nel domicilio altrui», avevano spiegato. Un’ora più tardi però la seduta chiusa per assenza del numero legale. L’intenzione di astenersi è ancora in piedi o gli ultimi sviluppi hanno modificiato l’analisi?

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Manuel Alivesi

La lettera di Manuel Alivesi. Al sindaco Nicola Sanna si rivolge con una lettera aperta il capogruppo di Forza Italia. «Grave e preoccupante è la situazione che emerge dopo una settimana di schermaglie manifestatesi in pubblico, nella sala del Consiglio Comunale, e nelle stanze della Giunta e degli assessorati. A distanza di 80 giorni dal voto – scrive Manuel Alivesi, che non lesina dure critiche a tutto il centrosinistra – la città è ancora tenuta sotto scacco dalle vicende “private” di un partito e di una coalizione che dimostra sempre più l’evanescenza del “progetto per la città” che aveva promesso in campagna elettorale e che aveva convinto la stragrande maggioranza dei sassaresi a dargli il voto. Un’accozzaglia di partiti che oggi manifestano, all’interno del Palazzo, tutto il loro dissenso verso un sindaco, Nicola Sanna, che resta preoccupantemente immobile a subire i vari dissensi, o sarebbe meglio definirli mal di pancia, dei vari partitini e soprattutto del suo partito. Trascorso un giorno dal consiglio comunale di giovedì scorso, giorno che resterà a lungo impresso nella memoria dei presenti come uno dei più tristi per la dignità dell’istituzione Comune, sento il dovere di esprimere un giudizio su quanto è accaduto, su quanto sta accadendo e su ciò che temo di più per la nostra Sassari, ovvero la paralisi delle attività. Ho avuto modo si ascoltare le ultimissime dichiarazioni del primo cittadino sulla vicenda e sullo stato della situazione, dove riferisce, sfoderando sorrisi e serenità, di una Giunta laboriosa che si occupa dei problemi della città. Io mi domando di quale città stia parlando. A seguito di queste dichiarazioni mi chiedo se il sindaco non intenda fare a meno del Consiglio Comunale».

«Il sindaco – prosegue Alivesi – deve mostrare rispetto per la massima assemblea cittadina. Il sindaco non può pensare di poter operare, ammesso che lo stia facendo per davvero, senza il Consiglio Comunale. Se è vero che la città ha espresso un chiaro voto nei confronti della sua persona è altrettanto vero che la città ha anche espresso un chiaro voto di fiducia ed assenso nei confronti di tutti i consiglieri comunali eletti. Lui non può e non deve escludere il Consiglio dai processi decisionali nell’amministrazione di Sassari. Per quanto riguarda il patetico teatrino messo in scena da alcuni dissidenti che tengono in scacco il sindaco, noi crediamo che tali problemi interni al Partito Democratico non debbano in alcun modo essere né discussi né trattati né risolti in Consiglio Comunale. Caro signor sindaco “i panni sporchi si lavano in famiglia”! Se poi volesse un consiglio noi la invitiamo a pretendere che il Consiglio Comunale, quindi anche i suoi dissidenti, esprima il voto sulle sue benedette dichiarazioni programmatiche. Che ognuno di loro si assuma la responsabilità di sfiduciarla pubblicamente in modo tale che possano essere identificati innanzi alla città. Abbia il coraggio di affrontarli apertamente e non di nascosto come è avvenuto in questi 80 giorni. Abbia il coraggio di farli uscire allo scoperto. Lei deve avere il coraggio signor sindaco, ma per far questo ci rendiamo conto che bisogna avere la “stoffa”».

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