La Giunta Sanna? Una delle peggiori
Maurilio Murru, capogruppo del M5S a Palazzo Ducale, valuta negativamente l’operato di Nicola Sanna e degli assessori comunali. Tutte le incompiute

Sassari. «La Giunta Sanna? Una delle peggiori. È senza dubbio questa la valutazione che possiamo esprimere relativamente all’operato svolto dall’amministrazione del sindaco Sanna, ormai arrivata quasi a metà mandato». Lo dice Maurilio Murru, capogruppo del M5S in Consiglio comunale.
«Nessuna delle opere incompiute presenti a inizio incarico è stata portata a termine, nessuna. L’Astra è chiuso, l’Ex Ma è chiuso, il parcheggio dell’Auditorium è chiuso, il Mattatoio di Truncu Reale è chiuso, la palazzina del vecchio acquedotto è chiusa, il Centro intermodale è ancora sulla carta, per non parlare degli annunci sulla Residenza universitaria in piazza Castello che è solo anch’essa sulla carta (forse nemmeno quello), di nuovi lotti della metro di superficie nemmeno l’ombra, impianto di compostaggio di Scala Erre scomparso dai radar, strade e marciapiedi in condizioni disastrose, l’anello della pista ciclabile (anch’essa tanto per cambiare da aggiungere all’elenco delle incompiute) trasformata in un cappio per le attività commerciali, città metropolitana sfumata e città turistica da decifrare, dialogo con i cittadini sempre più raro, ascolto non pervenuto. Tutto condito da 17 mesi (su 30) di immobilismo totale, necessari a far nascere la giunta Sanna bis incapace di imprimere quel cambio di passo che avrebbe permesso di andare oltre la gestione dell’ordinario. Nel mentre esponenti di maggioranza, con coraggio, dedicano il loro tempo a guardare cosa succede in casa M5S anziché cercare di risolvere i problemi della loro città. Recentemente dal nostro sindaco siamo stati definiti “tristi e depressi” (giovedì scorso in Camera di Commercio posso garantire che si respirava, condizionatore a parte, un aria totalmente diversa) disturbi che sarebbero comunque comprensibili perché originati da chi si è già ampiamente dimostrato incapace di governare con il consenso ottenuto, frutto di spartizioni politiche anziché di intese a vantaggio della città».







