Piste ciclabili, per viale Dante si valutano le alternative
Ma il passaggio nell’isola centrale rimane la soluzione meno impattante. Nuova assemblea con il sindaco Sanna e l’assessore Piu. Assente invece il resto della Giunta
Sassari. Un progetto che ha origine nella pianificazione strategica di dieci anni fa e che nel tempo ha visto definire una mappa di piste ciclabili nel territorio comunale. Quella che sta nascendo nel centro cittadino è solo una parte di un circuito più ampio e che, quando sarà interamente realizzato, permetterà a Sassari di fregiarsi di una posizione pienamente europea. Questo comporterà un riconoscimento da parte della Ue, che con l’attribuzione di appositi punteggi garantirà appositi finanziamenti. Boccate di ossigeno per l’economia sassarese, insomma. Ma nel frattempo la rete di piste ciclabili deve fare i conti con i problemi e i gravi ritardi nella realizzazione del progetto battezzato “Vie dell’Università” e finanziato con un milione e 400 mila euro. Le piste in corso di realizzazione in questi mesi sono infatti principalmente rivolte ai giovani. Ma alla fine potranno essere usate da tutti. Piste in realtà non solamente ciclabili, ma ciclopedonali, ovvero indifferentemente per pedoni e ciclisti. Questi ultimi non saranno i cicloamatori che corrono e sfrecciano verso il litorale, ma ciclisti per i quali il codice della strada prevede anche appositi limiti di velocità.
Le criticità del tracciato in corso di realizzazione sono note. E giovedì scorso una nuova assemblea convocata dal Comitato di quartiere di San Giuseppe presieduto da Rina Nurra è servita per fare il punto sui lavori. Stessa location dell’incontro di qualche settimana fa, diversa la sala. E diverso in parte anche il pubblico (rigorosamente over 35, come il target del quartiere), ma anche stavolta in maggioranza critico seppure meno rumoroso. Con alcune presenze ormai fisse. A cominciare dai contrari al progetto, da Tino Grindi a Italia Nostra con Antonello Cugia e Antonio Arcadu. Con sfumature diverse. Se Grindi ormai è uno dei volti più esposti contro l’intero progetto delle piste ciclabili (ma non al concetto di mobilità sostenibile e di pista ciclabile in sé, è solito ripetere), Italia Nostra è contraria in particolare al passaggio della pista nella parte centrale alberata di viale Dante. Un no che trova maggiore solidità grazie alle oltre 1200 firme di residenti raccolte in una manciata di giorni e che chiedono che il verde non sia toccato. Difficile, se non impossibile, che l’Amministrazione ritorni sui suoi passi. Per il momento i lavori in viale Dante non sono neanche iniziati: prima si attenderà che gli altri lotti o cantieri siano terminati. Poi però bisognerà prendere una decisione. Che non potrà non tenere conto della necessità di chiudere l’anello della rete di piste ciclabili, un tratto che dovrà congiungere via Duca degli Abruzzi con viale Italia. Il progetto che sembra ormai prevalere prevede proprio il passaggio nell’isola centrale di viale Dante, per poi proseguire di fronte al Cinema Astra, la scuola media e le Magistrali, fino ai giardini pubblici e alla testa della pista ciclabile in viale Italia.

«L’anello tra via Duca degli Abruzzi e viale Italia va chiuso. L’idea progettuale è questa e non l’ha decisa questa Giunta comunale. È stata fatta per consentire alle giovani generazioni, ed agli studenti universitari in particolare, di raggiungere i vari dipartimenti. La bicicletta poi è stata sempre il sogno di ogni bambino. Ecco perché sulle pista potranno andare in tutta sicurezza bambini e famiglie», ha ricordato il sindaco Nicola Sanna, intervenuto insieme all’assessore alle Infrastrutture e alle Politiche della Mobilità Antonio Piu. A differenza della precedente assemblea, stavolta erano invece assenti tutti gli altri assessori. Un segnale difficile da non notare.

«Il progetto di piste ciclabili è stato votato nel 2012 dal Consiglio comunale. Non possiamo tornare indietro», ha ricordato Antonio Piu. I punti più critici rimangono quelli di viale Dante e viale Italia. Ma giovedì si è parlato soprattutto di viale Dante. L’idea iniziale era di fare passare la pista con corsia doppia sul lato destro (guardando verso via Duca degli Abruzzi). Questo avrebbe però comportato l’eliminazione di 54 posteggi, compresi quelli riservati a disabili e merci. Ecco perché alla fine si è arrivati alla scelta del passaggio nell’isola centrale. «Non eliminiamo nessun parcheggio. Come non toccheremo gli alberi o il verde. Anzi, questo sarà di più, perché elimineremo quattro intersezioni su sette. La pista ciclabile risponde al concetto di passeggiare alla velocità massima di 10-15 km orari. E teniamo presente una volta per tutte che si tratta di pista ciclopedonale, da utilizzare sia da persone a piedi sia in bicicletta», ha ricordato l’assessore Piu.
Rimangono però i due “tappi”, la cabina elettrica e l’edicola. La prima non potrà essere toccata finché il Comune non ne diventerà proprietario (sono in corso interlocuzioni con l’Enel). La pista passerà ai lati: le corsie devono essere larghe 1,50 metri, ma per due metri saranno di 1,10. Per l’edicola invece il discorso è diverso. Cambierà totalmente la sua fisionomia: il Comune metterà a disposizione un gabbiotto che consentirà, anche in questo caso, il passaggio di 1,10 metri a lato. Infine, in viale Dante non ci sarà nessun colore indaco, ma una pavimentazione architettonica (come quella che si può vedere in viale Italia). Questo aiuterà il transito dei disabili. «E sfatiamo un ultimo mito: con le bici elettriche si potrà passare sulle piste», ha concluso l’assessore Piu.
«Ma la cabina rimarrà un tappo e c’è uno sbalzo del marciapiede di 25 cm. Che è pericoloso perché chi arriva in auto non vede le bici. E ricordiamoci che la strada è frequentatissima da persone anziane», ha detto Antonello Cugia, presidente di Italia Nostra, che ha sede proprio in viale Dante all’altezza della cabina elettrica. «La mia è una dichiarazione di affetto – ha aggiunto Antonio Arcadu, vicepresidente di Italia Nostra e da circa 50 anni residente in viale Dante –. Il progettista, l’ingegner Marotto, prima di fare questo lavoro è mai venuto a Sassari per capire in quali pasticci si stava mettendo? E non è vero che noi cittadini eravamo informati. Questo progetto ci è arrivato tra capo e collo e anche voi ve lo siete trovato così. Dico che in tutte le piste d’Europa si fanno coesistere macchine, moto che non devono certo andare a 130 e bici che possono essere anche elettriche per gli anziani. Questa non è una dichiarazione di guerra ma un atto di affetto».
E se la pista ciclopedonale non passasse più in viale Dante? Quali sarebbero le alternativa? In realtà, ha spiegato il sindaco Nicola Sanna, non ce ne sono. Per esempio, via Diaz. Qui ci sono da 128 posteggi, che con l’eventuale presenza della pista verrebbero drasticamente ridotti: non sarebbero più a spina di pesce ma paralleli. In gran parte sono, tra l’altro, a pagamento. Il contratto con la Saba Italia prevede che a fronte della realizzazione a sue spese di due autosilos interrati (e ne mancherebbe ancora un terzo) avrebbe non solo la gestione dei multipiano di piazza Fiume e dell’Emiciclo ma anche 1200 parcheggi blu di superficie: attualmente ne ha 780, quindi bisognerebbe concederne ancora circa 300, almeno. Insomma, in via Diaz la pista non può passare. Diversa la situazione in via IV novembre. Qui i parcheggi attualmente sono 104, ma la strada è più stretta. Un’ulteriore possibilità sarebbe quella di fare passare la pista in viale Dante o con due corsie separate ai lati dell’isola centrale tenendo i posteggi (ma così la strada si restringerebbe troppo mettendo in pericolo la sicurezza di auto e ciclisti) o togliendo una fila di parcheggi. «In Giunta abbiamo detto: diminuire gli stalli per le auto non va bene. In gara intanto abbiamo mandato il progetto con le corsie sull’isola centrale ma ai lati. Poi però abbiamo pensato: togliendo i parcheggi a destra con due corsie di pista cosa succederebbe? 54 posti persi. E sul lato del tabacchino sarebbero invece 61 gli stalli da togliere. Ci siamo insomma accorti che l’impatto sui residenti sarebbe stato troppo elevato. Ecco perché la soluzione del passaggio all’interno dell’isola centrale», ha spiegato il sindaco Sanna. «Alla fine bisogna scegliere. E vi sto raccontando come si è arrivati a questa decisione».
«Il nostro desiderio è portare le macchine sotto la strada. L’Amministrazione deve allora farsi carico di una cosa: i residenti devono avere tariffe agevolate. Con Saba Italia il ragionamento è aperto», ha aggiunto l’assessore Piu.
«L’altro giorno ho incontrato l’ex sindaco Ganau che mi ha spiegato che in realtà il progetto approvato con la sua Giunta prevedeva due punti ancora in discussione, guardacaso viale Dante e viale Italia. Uno degli assessori mi ha confermato che anche voi stavate discutendo sul percorso in viale Italia. Perché allora avete detto che non si poteva cambiare nulla?», ha ricordato Tino Grindi.
«In coscienza ci sentiamo di dire che questa scelta per viale Dante sia la meno impattante. Se però dobbiamo trovare un’altra soluzione dobbiamo capire come collegare l’asse di via Duca degli Abruzzi. In corso Margherita di Savoia toglieremo i parcheggi sul lato delle scuole e ci saranno barriere di protezione perché le macchine non vadano sopra», ha proseguito Nicola Sanna. «La strategia giusta è ridurre la mobilità. Ecco come arriveranno i finanziamenti europei». (lufo)







