Comune di Sassari, pace con i monogruppo

Con il sindaco e gli assessori un patto di consultazione. Ma i malumori (in tutto il centrosinistra) rimangono. Maurilio Murru (M5S): «Per noi niente di nuovo»

 

 

ConsiglioComunale8marzo2016Sassari. Clima più sereno a Palazzo Ducale all’indomani della seduta saltata per mancanza del numero legale. Martedì pomeriggio l’assenza dei consiglieri monogruppo, di cui l’opposizione aveva approfittato chiedendo la verifica dei presenti, aveva portato alla brusca interruzione dei lavori del Consiglio comunale, appena iniziati. Si stava infatti esaminando il primo punto dell’ordine del giorno, ovvero la pratica di approvazione delle nuove aliquote della Tasi. Subito dopo l’intervento dell’assessore al Bilancio Alessio Marras era stato il capogruppo di Forza Italia Manuel Alivesi a chiedere alla presidente Esmeralda Ughi la verifica del numero legale per appello nominale. Scontata così l’uscita dall’aula anche delle opposizioni, che si sono aggiunte ai consiglieri monogruppo del centrosinistra. I rapporti dei rappresentanti di Sel, Centro Democratico, Upc, PdS, La Base e Ora Sì con il sindaco Nicola Sanna sono da tempo critici. Il primo cittadino viene accusato di scarsa collaborazione con gli organismi consiliari, a cominciare dalla presenza nelle commissioni permanenti, ma soprattutto di prendere decisioni anche importanti senza prima consultare i consiglieri. «Non chiediamo assessorati. Non abbiamo rappresentanti diretti in Giunta e siamo rimasti buoni e calmi. Ma che il sindaco almeno ci interpelli prima di assumere provvedimenti rilevanti, di cui peraltro abbiamo poi notizia esclusivamente attraverso comunicati o notizie riportare sulla stampa», dicono i consiglieri monogruppo. Sulla carta, perché le etichette contano, in Giunta siedono due assessori espressione del Partito dei Sardi (Ottavio Sanna) e di Ora Sì (Amalia Cherchi). Ma questi due nomi sono considerati dai monogruppo come assessori più vicini al primo cittadino che ai gruppi consiliari di riferimento. A metà mandato potrebbe arrivare un rimescolamento delle carte (per Amalia Cherchi nei caotici giorni che lo scorso ottobre avevano portato al rimpasto era stata prospettata dallo stesso sindaco una conferma per soli sei mesi). Non è però ancora il momento e le attuali richieste a Nicola Sanna sono più di metodo e di comportamento che di incarichi in Giunta. Tutto al netto di ulteriori fibrillazioni che starebbero già attraversando il Pd: su Sassari potrebbero a breve rovesciarsi i contrasti interni a livello regionale.

Palazzo Ducale, seduta interrotta. L’opposizione chiede la verifica del numero legale e salta il Consiglio Comunale per l’approvazione delle aliquote Tasi. Assenze nella maggioranza, monogruppo critici

E martedì sera, subito dopo la seduta consiliare interrotta, un minivertice è servito per rasserenare gli animi. Al sindaco i monogruppo hanno chiesto un patto di consultazione, oltre a confermare le richieste già illustrate negli scorsi mesi su alcuni punti qualificanti del programma. I singoli assessori, questa la soluzione trovata, incontreranno i sei consiglieri monogruppo a cui illustreranno nel dettaglio quanto finora fatto e quali sono le attività programmate. Già mercoledì mattina i monogruppo hanno partecipato (e votato) ai lavori di commissione. Il primo segnale è arrivato.

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Maurilio Murru

«La maggioranza, che in maniera così prepotente aveva vinto le elezioni – commenta Maurilio Murru, capogruppo del M5S, in riferimento a quanto accaduto martedì scorso –, dimostra di non avere i numeri per consentire la prosecuzione, anzi praticamente l’inizio dei lavori. Se qualcuno pensava che i mal di pancia all’interno della coalizione di maggioranza fossero finiti con il rimpasto, avvenuto solo 5 mesi fa, si sbagliava. Per noi niente di nuovo, il peccato originale dell’infinita frammentazione di partiti e partitini creata appositamente per sconfiggere il M5S, continua a pesare a quasi due anni dal voto. Nel frattempo proseguono i litigi, mentre sullo sfondo resta una città amministrativamente ferma al 2014, che paga il peso di una crisi infinita, che paga il peso di scelte irresponsabili, che paga il peso della mancata programmazione, che paga il peso di interminabili incompiute, che paga il peso di cantieri aperti e fermi in centro città, che paga il peso di un voto sbagliato».

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