Canti di pace e di guerra

Concerto al Museo Sanna della Corale Canepa. Eseguiti brani della tradizione risorgimentale e della I Guerra Mondiale. In corso la mostra “Nel segno di Ares. Armi di guerra, frammenti di pace”

 

ConcertoMuseoSannaCanepa6.jpgSassari. Grandi applausi sabato sera nella Sala romana del Museo Sanna di Sassari per il concerto dedicato ai canti di pace e di guerra del periodo risorgimentale e della I Guerra mondiale eseguiti dalla Corale Canepa, diretta da Luca Sirigu, e dal Coro di voci bianche della Canepa, diretto da Salvatore Rizzu. L’evento è stato proposto a corollario della mostra “Nel segno di Ares. Armi di guerra, frammenti di pace” in corso al Museo Sanna fino al prossimo 15 ottobre.

Lirico-patriottico il repertorio eseguito dalla Corale Canepa, accompagnata alla tastiera da Andrea Ivaldi. “O Signore, dal tetto Natio”, da “I Lombardi alla prima crociata”, e il celebre “Va pensiero” dal Nabucco, entrambi di Giuseppe Verdi, “Omaggio a Nino Bixio”, elegia composta dal sassarese Luigi Canepa, l’“Inno di Garibaldi”, l’“Addio del volontario (Addio, mia bella, addio)”, “Quel mazzolin di rose”, “La leggenda del Piave” e “La canzone degli italiani”, più conosciuta come “Inno di Mameli”, scritta da Goffredo Mameli, poeta di origine ogliastrina, con musica di Michele Novaro. Tutta moderna e in inglese la proposta invece del Coro di voci bianche della Canepa: “Say a little prayer for you” di Burt Bucharach, “Imagine” e “Give peace a chance”, entrambe di John Lennon ormai già ex Beatle, e il gospel “Happy Day”, portato al successo da Edwin Hawkins nel 1969.

ConcertoMuseoSannaCanepa1.jpgLa mostra “Nel segno di Ares. Armi di guerra, frammenti di pace” si presenta come un percorso di tipo cronologico-tematico nelle stanze del Museo: le sale con “Le armi bianche”, presentano reperti dalla preistoria al ‘900; la saletta con “La guerra di carta”, per le testimonianze del periodo più recente; “le armi da fuoco” compiono un percorso inverso, con reperti a partire dal ‘900 sino alle prime testimonianze. Infine “Segni di pace” con le opere d’arte di Iacopo Scassellati e testimonianze dal passato. L’esposizione è stata promossa dal Comune di Sassari con il Polo museale della Sardegna e la collaborazione della Soprintendenza archeologica di Sassari, dall’Istituto per la storia del Risorgimento Comitato di Sassari e con il patrocinio del Comitato sardo per le celebrazioni della Grande Guerra.

 

 

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