Compagnia Barracellare di Sassari, Cd, PdS, Idv e Upc hanno votato il capitano uscente

Franco Era, Giancarlo Serra, Giampaolo Manunta e Tonino Falchi hanno seguito la prassi. Marco Manca (Sel) non ha partecipato all’elezione per motivi di incompatibilità professionale

 

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Tonino Falchi, Giancarlo Serra, Franco Era e Giampaolo Manunta

Sassari. Anche i consiglieri comunali sassaresi di Centro Democratico, Partito dei Sardi, Italia Dei Valori, UPC e Sel intervengono con una nota congiunta sul voto di martedì scorso che ha visto l’elezione del capitano della Compagnia Barracellare. Franco Era (Cd), Giancarlo Serra (PdS), Giampaolo Manunta (Idv) e Tonino Falchi (Upc) – il consigliere di Sel, l’avvocato Marco Manca non ha votato per motivi di incompatibilità professionale – hanno espresso la loro preferenza per l’uscente Giovanni Battista (Gianni) Sanna, candidato gradito dalla maggioranza dei barracelli. Il Consiglio comunale ha invece eletto Sebastiano Sanna, secondo nome indicato dal gruppo minoritario della compagnia.

«Preliminarmente, pur comprendendo le ragioni dello sfogo di coloro che sono rimasti delusi dal risultato dello scrutinio, non ritengono ammissibile (anche per il ruolo che svolgono) le offese gratuite e ingenerose indirizzate senza distinzione alcuna nei confronti di tutto il Consiglio come istituzione, atteso che i consiglieri sono eletti dai cittadini democraticamente», scrivono Era, Serra, Manunta e Falchi. «Per questione di prassi consolidata il Consiglio comunale aveva in precedenza sempre ratificato l’esito della votazione interna scaturita all’interno della Compagnia». Ricordano i consiglieri “monogruppo” che nella riunione di coalizione della maggioranza e in quella successiva dei capigruppo avevano dichiarato di voler rispettare l’esito della votazione interna, che, anche considerando i nuovi ingressi i cui candidati erano stati designati molto tempo prima benché l’iter sia stato completato poco prima della votazione, ha prodotto un esito largamente a favore del candidato più votato (circa il doppio dei consensi) e che appariva inverosimile che tutti i nuovi entrati potessero aver votato per il Comandante in carica. «Si è appreso che le altre autorità con cui collabora la Compagnia avevano sempre espresso apprezzamento per l’attività svolta dal comandante e della Compagnia Barracellare. Non è emersa notizia di eventuali pregiudiziali o provvedimenti negativi relativi a procedimenti delle preposte autorità che riguardavano il comandante della Compagnia. Pur considerando che tale occasione ha dimostrato che il regolamento relativo al funzionamento della Compagnia Barracellare deve essere migliorato – concludono Era, Serra, Manunta e Falchi –, oltre che per coerenza politica sugli intendimenti dichiarati (pur essendo il voto segreto), per le motivazioni di cui sopra e anche per altre questioni che attengono alla discrezionalità ed al ruolo dei Consiglieri anche in relazione alle loro responsabilità, senza voler fare raffronti sulle competenze o qualità dei candidati in campo, il Centro Democratico, il Partito dei Sardi, l’Italia dei Valori e l’UPC hanno ritenuto per tutte queste ragioni di esprimere la loro scelta confermando la prassi consolidata nel votare il candidato designato dalla stessa Compagnia Barracellare».

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