Uno stop alla liberalizzazione degli orari nel commercio
Mozione in Consiglio regionale del gruppo Sardegna Vera, primo firmatario Michele Azara. La potestà sulla regolamentazione ritorni alla Regione. L’apertura indiscriminata è inoltre incompatibile con i diritti al riposo e alla vita familiare dei lavoratori

Cagliari. «La liberalizzazione degli orari e delle aperture degli esercizi commerciali ha prodotto solo danni, bisogna immediatamente ritornare ad una regolamentazione e che la potestà sia in capo alla Regione». È quanto viene chiesto in una mozione presentata dal gruppo consiliare SardegnaVera e che ha come primo firmatario il consigliere Michele Azara. Dati inequivocabili e sconfortanti testimoniano il fallimento dei provvedimenti legislativi varati dal governo Monti e attualmente in vigore. «A partire dal 2011 c’è stato un crollo dei consumi per oltre 50 miliardi di euro, nel 2014 hanno chiuso più del 40 per cento delle attività aperte nel 2010. In Sardegna la situazione è ancora più drammatica con un saldo passivo di 650 imprese nei soli primi sei mesi del 2014. Tutto questo – si legge ancora nella mozione – ha favorito e continua a favorire solo la grande distribuzione e crea danni gravissimi ai piccoli negozi di vicinato e in generale a quelle realtà che non possono competere sugli orari e sui giorni di apertura. Non si può non ricordare come la stragrande maggioranza degli italiani si siano espressi sin dal 1995 contro la liberalizzazione degli orari dei negozi. C’è da segnalare inoltre come siano state di gran lunga superate le 150mila firme richieste per la legge di iniziativa popolare lanciata dalla Confesercenti e che prevede di riportare in capo alle regioni la disciplina in materia di aperture e chiusure».
Un altro aspetto che viene affrontato nella mozione riguarda i lavoratori del settore. «L’apertura indiscriminata dei negozi risulta incompatibile con i diritti al riposo, alla vita familiare e all’osservanza della propria fede religiosa, sia per i dipendenti che per i loro familiari». In definitiva serve avviare subito un’inversione di rotta anche facendo riferimento all’esperienza di quei paesi europei che hanno deciso di limitare la liberalizzazione indiscriminata. Per questo motivo con la mozione si chiede di impegnare il presidente della Regione e l’assessore al Commercio perché intervenga nei confronti del Governo nazionale al fine di riportare la potestà di regolamentazione del settore del commercio in capo alle Regioni. Viene evidenziata inoltre la necessità di vigilare sul rispetto dei diritti dei lavoratori del commercio e del contratto collettivo di lavoro. E infine si chiede di attivare un tavolo di concertazione regionale che comprenda gli enti locali, i rappresentanti dei commercianti, dei consumatori e le organizzazioni sindacali per predisporre misure condivise adeguate a combattere ed arginare le criticità del commercio».






