In piazza d’Italia il ministro Crosetto ha salutato la Brigata Sassari rientrata dal Libano
Cerimonia alla presenza dei vertici della Difesa e dell’Esercito. Conferita la medaglia d'argento al valore dell'Esercito alla bandiera di guerra del Reggimento logistico "Sassari"
Sassari. Questa mattina in piazza d’Italia con una solenne cerimonia che ha visto la partecipazione del ministro della Difesa Guido Crosetto è stato salutato il rientro della Brigata Sassari dal Libano, dove è stata impiegata per cinque mesi nell’ambito della missione Unifil, la Forza delle Nazioni Unite schierata nel sud del Paese, al confine con lo Stato d’Israele.
Presenti in tribuna, oltre al sindaco di Sassari e della Città Metropolitana Giuseppe Mascia, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Carmine Masiello, l’assessore regionale Francesco Spanedda, in rappresentanza della presidente della Regione autonoma della Sardegna Alessandra Todde, la prefetta Carla Di Quattro, il senatore Ettore Licheri, la deputata Barbara Polo, il rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti, l’arcivescovo metropolita monsignor Francesco Antonio Soddu, e numerose altre autorità civili, religiose e militari.
Schierate per l’occasione le bandiere di guerra del 152° reggimento fanteria e del Reggimento logistico della Brigata, il gonfalone della città di Cagliari, decorato di medaglia d’oro al valor militare, di Tempio Pausania, decorato di medaglia d’argento al valor civile, della Regione Sardegna, delle città di Sassari, Macomer, del comune di Sinnai, il medagliere dell’Istituto Nastro Azzurro e i medaglieri e i labari delle Associazioni combattentistiche e d’Arma.

Il comandante, generale Andrea Fraticelli, ha rivolto un saluto agli uomini e alle donne della Brigata e delle altre unità dell’Esercito schierate in Libano, sottolineando come, anche nel corso della missione Unifil, siano stati messi in campo i valori di professionalità, disciplina, coesione e spirito di sacrificio che da sempre contraddistinguono i “sassarini”. Fraticelli ha ricordato la complessità e la pericolosità dello scenario operativo, evidenziando come il contingente abbia continuato a svolgere il proprio compito con determinazione e senso di responsabilità anche nelle fasi in cui le basi sono state direttamente minacciate. «Il coraggio – ha sottolineato il generale – non è soltanto affrontare il pericolo, ma rimanere saldi, uniti e fedeli alla propria missione, soprattutto nei momenti più difficili».
Nel suo intervento il comandante ha quindi richiamato i principi che guidano l’azione dei militari italiani, indicando nel rispetto della dignità umana, nell’imparzialità e nell’equilibrio alcuni dei tratti distintivi del soldato italiano. Valori che, ha spiegato Fraticelli, hanno consentito al contingente di operare a sostegno della popolazione libanese e di consolidare un rapporto di fiducia con le comunità locali.
Un passaggio è stato dedicato anche alla memoria dei militari della “Sassari” che hanno combattuto nella Prima guerra mondiale, quale riferimento ideale per le generazioni successive. «Il loro esempio vive ancora oggi», ha detto Fraticelli, collegando quella memoria al senso di responsabilità con cui gli uomini e le donne della Brigata continuano a portare nel mondo il nome e i colori dell’unità. Il generale ha infine rivolto un ringraziamento alle famiglie dei militari. «Sono orgoglioso di voi», ha detto, al termine, ai “sassarini”, invitandoli a guardare alle sfide future con la consapevolezza dei valori ereditati e con la determinazione a continuare ad addestrarsi e a prepararsi. «Perché servire significa esserci», ha concluso, prima del tradizionale “Forza Paris!”, grido di battaglia della Brigata.

«Bentornati! Grazie e voi e grazie alle vostre famiglie, che sono qui oggi a far festa e che per sei mesi hanno atteso il vostro rientro con la preoccupazione, naturale in quei momenti, ma soprattutto la fierezza di chi sa di appartenere a una grande famiglia e a una storia che da 111 anni con orgoglio porta il nome di Sassari in Europa e nel mondo», ha esordito il sindaco Giuseppe Mascia. «La nostra ha scelto di essere una città di pace e lo ha fatto con voto solenne e unanime della sua Assemblea civica. Una pace che è possibile e che è doveroso cercare, tentando ogni strada, confrontandoci, facendo prevalere le ragioni del dialogo, della diplomazia, della politica. L’Italia ha in questo una grande tradizione, in particolare in quella parte del mondo in cui voi avete operato sotto il mandato delle Nazione Unite. E proprio al multilateralismo di cui le Nazioni Unite sono, sebbene in momento di evidente crisi, uno strumento fondamentale, dovremmo volgere lo sguardo. Illuminanti in tal senso le parole pronunciate qualche giorno fa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha affermato che “in uno scenario globale così complesso, segnato da guerre, rivalità e profonde trasformazioni, la cooperazione e il multilateralismo sono sempre più una necessità del presente. L’alternativa è quella di una conflittualità perenne, con il ritorno alla barbarie nei rapporti internazionali. La storia ci ha già drammaticamente mostrato i risvolti più tragici di una deriva di questa natura”».

«Le crisi non restano più confinate là dove nascono. Contribuire alla stabilità del nostro vicinato significa tutelare l’interesse nazionale», ha sottolineato il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, già 40° comandante della Brigata Sassari. Oggi le minacce assumono forme nuove: violazioni dello spazio aereo, incursioni di droni, attacchi a infrastrutture critiche, fino alle operazioni cibernetiche e alla dimensione cognitiva, fatta di disinformazione e manipolazione delle informazioni. «Azioni diverse, ma con un unico scopo: generare paure, sfiducia, polarizzazione e disorientamento, ed erodere dall’interno la coesione delle nostre società». Non bisogna cedere all’allarmismo. C’è invece la necessità di saper «leggere per tempo i segnali, rafforzare la nostra resilienza e contenere, insieme ai nostri alleati, le crisi là dove nascono». In questa prospettiva si colloca l’impegno italiano in Libano. Il generale Portolano è stato comandante e capo missione di Unifil e quindi conosce bene la realtà libanese. Il limite della missione delle Nazioni Unite, attiva dal 1978, «non è stato nel mandato, chiaro e adeguato, bensì in regole d’ingaggio che hanno ridotto l’efficacia della forza di pace». Attenti però: «Proviamo a immaginare cosa sarebbe stato il Sud del Libano senza i Caschi Blu, e cosa potrebbe diventare domani senza un adeguato sostegno internazionale». Portolano ha poi reso omaggio ai caduti, salutando i familiari del caporal maggiore scelto Gianmarco Manca, caduto in Afghanistan, e del caporal maggiore scelto Alessandro Pibiri, caduto in Iraq.
«Quello della Brigata Sassari è un esempio di coraggio, di professionalità e di capacità di trasmettere anche a migliaia di km di distanza a popolazioni di altre culture il calore, la serietà, il modo italiano di fare le missioni all’estero, che è quello di portare umanità e aiuto e difendere la pace come la difenderemmo in patria», ha detto ai giornalisti il ministro Guido Crosetto. «Noi ci prepariamo a difenderci sapendo che probabilmente mai dovremo farlo, siamo ottimisti, anche in tempi drammatici come questi. Ma lo scopo del capo di stato maggiore, dell’esercito e anche del ministro è farci trovare pronti a ogni evenienza possibile. Una sfida che cambia giorno dopo giorno, perché aumenta la tecnologia, aumentano le minacce».

«Ci chiedono militari, carabinieri italiani, che le missioni siano guidate dall’Italia. Perché? Sotto quella divisa probabilmente c’è un cuore italiano, i valori della nostra Costituzione e delle nostre famiglie. In giro per il mondo una divisa, un’arma, corrisponde a violenza e sopraffazioni. In questi decenni per i militari italiani non è stato così. So quanto il vostro lavoro renda al nostro Paese come credibilità internazionale. Senza la difesa che i vostri colleghi sulle navi nel Mar Rosso non passerebbero le navi. O sugli aerei che garantiscono la deterrenza che ci rende più sicuri. Molto spesso è un lavoro oscuro, ma è il pilastro che tiene in piedi una democrazia», ha detto il ministro durante la cerimonia. Crosetto ha citato la Costituzione. «I nostri militari onorano l’articolo 11 ma anche l’articolo 52, che dice che la difesa della Patria è sacro dovere di ogni cittadino. Ma per noi la difesa non è uno strumento per portare la guerra. La difesa nasce per difendere i nostri valori e il nostro Paese da coloro che non hanno mai deposto le armi e che pensano che la violenza e le prevaricazioni siano il modo con il quale si confrontano le nazioni». Al termine, Crosetto ha salutato con «Viva la Brigata Sassari, viva le Forze Armate, viva l’Italia e soprattutto “Forza Paris”».
La medaglia d’argento. Particolarmente atteso il conferimento della medaglia d’argento al valore dell’Esercito alla bandiera di guerra del Reggimento logistico “Sassari”, per l’operato svolto durante il mandato della Brigata Sassari 2024-2025 in Libano, nell’ambito della missione Unifil. È stato il ministro Crosetto ad appuntare sulla bandiera l’importante onorificenza, conferita per aver garantito «con abnegazione e continuità, tutti i servizi logistici, fornendo un supporto determinante per la sopravvivenza delle popolazioni civili locali gravemente provate dagli eventi».
La motivazione. Con decreto ministeriale n. 360 datato 21 maggio 2025 è stata concessa la medaglia d’argento al valore dell’Esercito al reggimento logistico “Sassari”, con la seguente motivazione:
«Unità impiegata nell’ambito dell’operazione “Leonte XXXVI”, nonostante l’intensificarsi degli scontri tra le fazioni opposte, operava con straordinario valore, spiccato coraggio e singolare perizia. Incuranti del pericolo e senza dare alcun segno di cedimento, gli uomini e le donne del reparto hanno garantito, con abnegazione e continuità tutti i servizi logistici, fornendo un supporto determinante per la sopravvivenza delle popolazioni civili locali gravemente provate dagli eventi. Indiscussa testimonianza di professionalità, altruismo e virtù militari, ha contribuito ad accrescere il prestigio delle Forze armate italiane e della Nazione in un contesto ad altissima rilevanza internazionale».
Shama (Libano), agosto 2024 – febbraio 2025
Il 12 giugno del 2025 il decreto era stato pubblicato nella Serie Generale n. 134 della Gazzetta Ufficiale. Ora quindi la consegna pubblica della medaglia e la celebrazione solenne della bandiera di guerra in occasione del rientro definitivo della Brigata dal teatro libico/mediorientale. Il decreto gemello n. 359 con la stessa data aveva assegnato analogo riconoscimento al 151° Reggimento Fanteria “Sassari”.
La concessione della medaglia fa quindi riferimento all’operazione Leonte numero 36, relativa al periodo agosto 2024 – febbraio 2025. Recentemente la Brigata Sassari è tornata in Libano per la quarta volta nell’ambito dell’operazione Leonte XXXIX (39° mandato) da marzo ad agosto di quest’anno.
La cerimonia è stata aperta con lo schieramento delle truppe, scandita dalle musiche d’ordinanza della Banda musicale della Brigata Sassari. Il grido “Forza Paris” è stato ripetuto più volte, mentre l’ingresso del ministro in piazza è stato accolto sulle note di “Dimonios”, l’inno dei “Diavoli rossi”.







