Istituto Bellieni, quando la filosofia parla in sardo

Dieci anni festeggiati al Parco delle Arti di Molineddu a Ossi per l’Officina Filosofica

Ossi. Parlare di filosofia immersi nella natura e nell’arte a due passi da Sassari può essere un’esperienza rigenerativa straordinaria per il corpo e per lo spirito. A maggior ragione quando si celebra un anniversario importante: venerdì (31 luglio) il Parco delle Arti Molineddu a Ossi ha accolto i festeggiamenti per i dieci anni di attività dell’Officina Filosofica dell’Istituto Camillo Bellieni.

Il contesto ambientale sulla vallata del rio Mascari è stato scelto non a caso, per sottolineare il profondo legame tra l’esperienza dell’arte, la natura e il rapporto tra uomo e ambiente, centrali nella riflessione filosofica dell’Is.Be.

A tracciare il bilancio del percorso iniziato nel 2016 è stata Daniela Masia Urgu, responsabile dell’Officina Filosofica e componente dell’Osservatorio delle lingue minoritarie: «Siamo partiti dieci anni fa con l’idea di stimolare lo spirito critico nelle persone, mettendo la comunità insieme per affrontare questioni pratiche e complesse della vita quotidiana. Abbiamo toccato i temi più disparati – ha detto Daniela Masia – dall’Amore alla Cura, dal Mito all’Intelligenza artificiale, mantenendo sempre un approccio accessibile. Lo abbiamo fatto attraverso gruppi di confronto, ritiri, aperitivi e le immancabili cene filosofiche, nate per condividere insieme i temi e il cibo, creando veri legami tra le persone».

Tra i numerosi interventi e letture hanno preso parola la presidente dell’Istituto Camillo Bellieni, Maria Doloretta Lai, e il direttore scientifico, Antonello Nasone.

Nel corso della serata è stato proiettato un video ricordo delle numerose attività realizzate negli anni, occasione per un commosso ricordo di Michele Pinna, fondatore dell’Is.Be, che insieme a Daniela Masia Urgu ha guidato e ispirato la nascita e la crescita dell’OffiLaFi.

Uno dei filoni innovativi e più apprezzati ha riguardato l’uso della lingua sarda: «La cosa straordinaria di questo aspetto – ha aggiunto ancora Masia Urgu – è stata quella di realizzare laboratori di filosofia direttamente in sardo. Basandoci sul patrimonio valoriale e sui modi di dire della tradizione agropastorale e della vita pratica, abbiamo dimostrato con ottimo successo che la lingua sarda è ricca, viva e perfettamente in grado di affrontare qualsiasi tematica della contemporaneità».

La manifestazione si è conclusa in un clima di convivialità e condivisione, un’occasione informale per scambiare idee e relazioni come già era in uso tra gli antichi greci. L’attività è parte integrante del programma istituzionale Is.Be per il 2026 finanziato dalla Regione Sardegna con i fondi della legge regionale 2/2026.

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