Torres: Scaringi e Berto si presentano

Energia, entusiasmo e ambizione per la difesa di Mister Greco: I due all’unisono: ” Sassari piazza importante, è stato facile accettare la proposta”

Entusiasmo, ambizione e quella sfrontatezza giovanile che potrà portare freschezza ed energia alla squadra e in particolare al pacchetto arretrato di Alfonso Greco. Con il primo obiettivo Baldi, che la società rossoblù non è riuscita a trattenere, il DS Colombino ha comunque portato a casa due rinforzi in un certo qual modo simili, che fanno dell’energia e dell’ambizione la loro arma principale.

Questa mattina Mattia Scaringi e Gabriele Berto, entrambi classe 2003, sono stati presentati alla stampa. Vi riportiamo le loro prime parole:

Mattia Scaringi: “La trattativa è nata da una chiamata del Direttore al mio agente. So che da alcuni anni la Torres mi seguiva e stimava. Ho sentito tanta fiducia e quando si parte da queste basi è facile convincersi. Sassari è una piazza storica che viene da annate importanti e da squadre forti, quindi la scelta è stata abbastanza semplice e presa con convinzione. Le mie caratteristiche? sono un difensore dinamico e veloce, amo coprire la profondità e gli spazi larghi e faccio della fisicità il mio forte. Come ruolo specifico, li ho fatti un pochino tutti in difesa, come braccetto destro ho giocato più spesso, così come centrale e questo è un ruolo che mi piace molto. Il terzino l’ho fatto all’occorrenza, in situazioni d’emergenza, ma mi reputo più centrale o braccetto. I miei interessi? sono molto coinvolto e concentrato nel calcio e sul migliorarmi sia tecnicamente che fisicamente con la cura del corpo, quindi ho poco spazio per altro. Mi piace studiare chi mi troverò di fronte e sapere chi andrò ad affrontare la domenica, è comunque il mio terzo anno in C e conosco ormai quasi tutti i miei avversari e le loro caratteristiche. La mia esperienza a Ravenna l’anno scorso? è stato uno step di crescita sia perchè è una società importante e sia perchè c’erano aspettative alte, siamo stati primi in classifica sino a gennaio. Mi ha formato sotto tanti aspetti, perchè quando giochi per vincere entrano in ballo tante dinamiche e devi abituarti ad avere molta pressione addosso e a gestirla. Mi porto dietro tante cose. La stagione a Olbia? fu il mio primo anno in C, voluto da un allenatore che poi fu esonerato, fu un anno di transizione, di inizio fra i professionisti, che comunque mi porto dietro come esperienza nonostante poi la stagione non andò bene a livello di risultati”.

Gabriele Berto: “Anche nel mio caso la trattativa è stata molto veloce, ho sentito subito grande interesse e fiducia da parte della società, Sassari è una grande piazza e mi volevo mettere in discussione lasciando definitivamente la confort zone della mia casa madre a Bergamo. Adesso per me inizia il calcio vero. devo dire che è stata una decisione semplice. Come caratteristiche sono un braccetto, posso giocare sia a destra che a sinistra, ma ho fatto anche il centrale e il terzino. Chi conosco dei miei nuovi compagni? di persona nessuno, ma ci sono giocatori importanti che conosco di fama, mentre nelle giovanili credo di aver giocato contro Brentan quando lui era alla Sampdoria. Le mie passioni extra calcistiche? seguo un corso universitario online di scienze motorie, è una cosa che mi piace e che si relaziona con gli allenamenti che faccio sia in campo che in palestra e penso che potrà essere il mio futuro quando finirò la carriera da calciatore. Per il resto sono un ragazzo molto tranquillo a cui piace leggere e guardare film. Il mio percorso da calciatore finora? sia l’anno a Messina che le stagione all’Atalanta sono stati molto utili, in Sicilia per entrare diciamo così nel mondo dei grandi, mentre a Bergamo sono migliorato molto come giocatore. Non vedo l’ora di dare il mio contributo alla mia nuova squadra, sono a completa disposizione del Mister e cercherò partita dopo partita di fare il meglio possibile. Se mi ritengo più istintivo o cerebrale e tattico? dipende dalle situazioni, fondamentalmente cerco di avere il giusto equilibrio”

Aldo Gallizzi

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