Housing sociale a Sassari, accordo con gli enti del Terzo Settore

Affiancheranno il Comune nella realizzazione del modello di gestione sociale cooperativa. Sono ripartiti i lavori all’ex Turritania: «Le opere saranno completate entro i tempi previsti»

Completato il percorso di co-progettazione con il Comune di Sassari, otto enti del Terzo Settore si sono costituiti in rete di partenariato per realizzare attività sperimentali di community management nell’ambito della gestione sociale cooperativa del progetto di housing sociale pubblico avviato con il Pinqua, il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare. A loro il Comune di Sassari affiderà le azioni sperimentali a supporto del pre-insediamento e dell’insediamento degli assegnatari negli alloggi di Edilizia residenziale sociale (Ers) realizzati nell’ex Turritania.

Dalle attività di informazione rivolte a cittadini e stakeholder sulle opportunità del progetto alla raccolta di informazioni sui beneficiari e sui loro bisogni, dall’attivazione di uno spazio di ascolto alla costruzione di relazioni comunitarie, dalla previsione di assemblee pubbliche alla redazione di schede di rilevazione, banche dati e mappatura delle risorse territoriali, dall’apertura di uno sportello fisico e digitale alla realizzazione di eventi, laboratori, attività aggregative e iniziative di comunità: le azioni sono state progettate per favorire la conoscenza del progetto tra le cittadine e i cittadini, consentire l’ascolto e la rilevazione dei bisogni, attivare servizi di prossimità e costruire le prime relazioni comunitarie.

Il patto di collaborazione tra Terzo Settore e Comune di Sassari è stato sottoscritto oggi nell’Urban Living Lab, al 155 di corso Vittorio Emanuele II. Presenti il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, l’assessora alle Politiche della casa, Patrizia Mercuri, il direttore generale del Comune di Sassari, Antonio Spano, responsabile dell’Unità di progetto per il Pinqua, il dirigente del settore di riferimento, Fabio Spurio, e le due funzionarie che stanno presidiando il processo in atto: la responsabile unica del procedimento, Maria Giovanna Campus, e la direttrice dell’esecuzione del contratto, Alessandra Puggioni. Con loro, i rappresentanti degli otto enti coinvolti: Cooperativa Porta Aperta, Cooperativa Incontrocorrente, Consorzio La Sorgente, Legacoop Sardegna, Uisp, Cooperativa Ecotoni, Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni, Arci Mediterraneo.

Intanto sono ripartiti da alcuni giorni i lavori di restauro conservativo dell’ex Hotel Turritania dopo il fermo tecnico che ha interessato il cantiere negli ultimi due mesi. Lo stop temporaneo era stato originariamente causato dal principio di incendio risalente allo scorso 18 marzo, in seguito al quale l’autorità giudiziaria ha proceduto con il sequestro di una porzione del lastrico solare per consentire i necessari accertamenti. A conclusione dell’attività investigativa c’è stato il dissequestro, risalente al 9 aprile, in seguito al quale si è proceduto al risanamento dell’area danneggiata.

L’episodio ha fatto tardare la fase di adozione di una variante progettuale, in attesa della quale il Direttore dei Lavori ha dovuto disporre una ulteriore fase di sospensione delle lavorazioni. Ma a inizio giugno la Direzione dei Lavori e l’impresa appaltatrice hanno ricevuto l’ordine di riavviare i motori del cantiere a seguito dell’approvazione della Perizia di Variante. Tale perizia recepisce le esigenze espresse dall’attuale amministrazione in merito alla più funzionale destinazione d’uso del piano terra rialzato.

Con deliberazione di atto di indirizzo, la giunta Mascia ha infatti ridefinito la destinazione d’uso dei locali del piano terra rialzato, prima classificati come generici “spazi polivalenti”. I nuovi spazi ospiteranno servizi innovativi di welfare e laboratori socio-educativi per la collettività. «Le modifiche apportate e lo slittamento dei giorni di lavoro non pregiudicano in alcun modo il rispetto dei traguardi temporali (target) stabiliti dall’Unione Europea», garantiscono dal settore Politiche della casa. «Le varianti e i giorni di proroga concessi sono pienamente compatibili con il cronoprogramma generale e non compromettono i vincoli finanziari del Pnrr – è la rassicurazione – poiché la data definitiva di ultimazione dell’opera non supererà la data del 30 giugno».

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