Dinamo, riordinare le idee e ripartire

Dopo la conferma dell’impegno del presidente Sardara, in casa biancoblù deve subito iniziare la pianificazione della nuova stagione

Quel che è stato è stato e da ora in avanti è necessario ricalibrare la società intera in vista della A2. Una categoria diversa, con diverse esigenze, con differenti dinamiche, sulle quali sarà necessario calarsi e sintonizzarsi al più presto per non farsi trovare impreparati.

Del parco giocatori non resterà nessuno – parole pronunciate qualche giorno fa da Stefano Sardara -, mentre dello staff tecnico, gli addii di Mrsic e Oldoini sembrerebbero abbastanza scontati, soprattutto quello del coach slavo. Nella sostanza, l’unico tassello del trio tecnico che dovrebbe essere confermato è il giovane Antonio Carlini e se così fosse la decisione sarebbe logica e sensata. Il primo nodo da sciogliere riguarderà quindi, quello del capo allenatore. Se sarà un giovane in rampa di lancio o un coach navigato a suo agio con la categoria al momento non è dato sapere, anche in questo caso dipenderà dalle valutazioni generali che verranno fatte a tavolino e dal budget che si vorrà/potrà investire sulla guida tecnica.

La squadra. In A2 si possono tesserare solo 2 americani e va da se che, se si vogliono avere ambizioni, i margini di errore nella scelta, sono praticamente nulli. Gli americani devono essere forti e basta, devono davvero fare la differenza e in questo senso la società dovrà essere brava, certamente di più rispetto a quanto lo è stata negli ultimi anni, nell’individuarli e a investire su di loro buona parte del budget. Nomi sicuri insomma, che conoscano il campionato e diano garanzie, mettendogli intorno 3 o 4 italiani affidabili e inserendo poi dei giovani locali in rampa di lancio, per completare il roster. Inutile e inopportuno fare nomi adesso, anche se qualcuno verrebbe in mente.

La seconda strada è invece quella di non svenarsi per gli USA e di provare a fare se non due, almeno una scommessa. Ma bisogna essere bravi e fortunati a vincerla. La sensazione generale però è che alla fine, gli americani validi si troveranno, mentre più complicato risulta portarsi in casa italiani di pedigree, primo perchè quelli forti difficilmente le squadre che li hanno se li lasceranno scappare, secondo perchè comunque costerebbero in certi casi più di un americano (vista la penuria) e terzo perchè la NCAA a suon di contratti milionari si sta portando via tanti giovani talenti dall’Italia e di conseguenza i giovani più forti delle categorie inferiori (A2 e B), stanno entrando nel mirino delle societa di A1, per completare i loro rosters.

Insomma uno scenario che non si prospetta di certo facile per gli uomini mercato della Dinamo, che in realtà al momento ufficialmente non ci sono. Nel senso che il posto di direttore sportivo deve ancora essere assegnato, vista la non conferma di Sartori, ovvero colui che insieme a coach Bulleri ha costruito un anno fa la squadra che poi ha fatto la fine che ha fatto.

Aldo Gallizzi

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