“Le sanse di San Paolo”, sabato all’Ex-Ma il nuovo libro di Paolo Cau
Il volume racconta la storia della famiglia Ardisson e dell’impresa che ha fatto la storia di Sassari
Sassari. “Le sanse di San Paolo. Storia degli Ardisson di Sassari: la famiglia e l’impresa” (Arkadia) è il nuovo libro scritto da Paolo Cau, storico e archivista, già direttore dell’Archivio Storico Comunale di Sassari. Il volume sarà presentato sabato prossimo 9 maggio alle 18.30 all’Ex-Ma.Ter. Dialogheranno con l’autore l’avvocato Elias Vacca e il docente universitario Francesco Morandi. La serata sarà condotta dalla giornalista Rachele Falchi.
Il libro. La storia degli Ardisson “sassaresi” non aveva bisogno di ricostruzioni romanzesche: in questo senso, bastano le fonti storiche e il loro impiego rigoroso per farne emergere le travagliate vicissitudini nell’arco di più generazioni. Dall’originario approdo di Agostino e Pasqualino a Sassari da Diano Marina, «in fuga da Napoleone» dopo l’annessione della Liguria all’Impero, dotati del solo bagaglio di contatti latamente parentali recuperabili all’interno della “colonia” dianese in città e del bagaglio di conoscenze di nuove tecnologie, almeno per la realtà sarda, in materia di conservazione e trattamento dell’olio e dei suoi derivati, vero comun denominatore tra le economie di Diano e di Sassari. Qui ha inizio l’avventura con le prime commesse per la realizzazione delle vasche di conservazione dell’olio in pietra di Lavagna (i trogoli) e la costruzione di lavatoi «alla genovese»; mastri e insieme negozianti, i fratelli Ardisson estendono le loro dipendenze anche a Bosa, Cuglieri e Alghero, i cantoni dell’eccellenza olearia sarda. Seguendo le vicende umane e commerciali di Agostino, fino alla sua morte (1844), si delinea sempre più marcatamente l’ascesa sociale della famiglia e le ambizioni dei suoi componenti. Emergono così personaggi grandi e drammatici al contempo: il figlio di Agostino, Antonio e la moglie Maddalena Ottonello, barbaramente uccisi; Francesco Ardisson e la moglie Maddalena Schiappacasse. La famiglia varca così il secolo e attraversa la prima metà del Novecento collocandosi nell’élite finanziaria sassarese, fino al lento abbandono delle attività avite, lasciando un segno indelebile nella storia della città.
L’autore. Paolo Cau, già direttore dell’Archivio Storico del Comune di Sassari. In precedenza, dal 1980 al 2000, Archivista di Stato presso l’Archivio di Stato di Sassari, struttura periferica del Ministero della Cultura: attività che gli ha consentito di alimentare un costante rapporto con le fonti storiche, anche come professore a contratto di Archivistica Speciale nella Facoltà di Lettere dell’Università di Sassari.
La professione gli ha “imposto” di spaziare in un vasto arco cronologico indirizzando gli iniziali interessi per il Basso Medioevo e l’Età moderna alla riscoperta dell’Età contemporanea.
Ha all’attivo una sessantina tra saggi e pubblicazioni e una decina di monografie; tra queste, di particolare rilievo quelle dedicate alla storia dell’istituzione comunale e del suo funzionamento: La Frumentaria di Sassari (1993); Palazzo Ducale. Politica, burocrazia e lavoro al Comune di Sassari in età liberale (2016); Cosas mandicatorgias. Annona tra Medioevo ed Età moderna (2021).
Altre sono più strettamente legate alle tematiche della storia sociale e dei comportamenti collettivi, come I luoghi e il consumo del vino tra Medioevo ed Età contemporanea (2001); I segni della vita. Fonti e testimonianze per una storia demografica della Sardegna, opera curata con la professoressa Lucia Pozzi (2003); I Candelieri (2008), volume dedicato alla storia della festa e della mentalità popolare che la alimenta; L’album delle ore d’ozio di Enrico Costa (2014). Ha curato con il professor Piero Sanna l’edizione critica degli atti del Parlamento del Viceré conte di Lemos (1653-56), vol. 19 della collana Acta Curiarum Regni Sardiniae edita dal Consiglio regionale della Sardegna, 2022.







