Il palazzo della Città Metropolitana di Sassari si accende di “Tiffany”
Venerdì 8 maggio un messaggio di consapevolezza contro il tumore ovarico
Il palazzo della Città Metropolitana di Sassari si illumina di “Tiffany” e diventa il simbolo di una mobilitazione che coinvolge l’intero territorio del nord Sardegna e il territorio metropolitano.
Accadrà domani, 8 maggio, in occasione della Giornata Mondiale sulla Consapevolezza del Tumore Ovarico, iniziativa promossa dall’Associazione ALTo – Associazione Lotta al Tumore Ovarico -, che richiama l’attenzione su una malattia ancora troppo spesso silenziosa, ribadendo il valore decisivo dell’informazione, della prevenzione e della diagnosi precoce.
Un appello quello di ALTo – recepito dal sindaco metropolitano Giuseppe Mascia – rivolto a chiunque possa e voglia diffondere e amplificare il richiamo alla prevenzione oncologica, portandolo a trovare spazio nel dibattito pubblico. Parlare di tumore ovarico, informare e sensibilizzare significa contribuire concretamente a salvare vite umane.
Dal cuore istituzionale della Città Metropolitana parte un messaggio che vuole raggiungere e coinvolgere non solo Sassari, ma anche i 66 Comuni dell’area metropolitana come il resto dell’Isola e della penisola: costruire consapevolezza significa creare comunità più attente, più vicine alle donne e più capaci di riconoscere l’importanza della prevenzione.
L’illuminazione simbolica di edifici pubblici e luoghi rappresentativi della vita civile e culturale dell’Isola trasformerà per una sera lo spazio urbano in un segno condiviso di partecipazione e responsabilità collettiva. Un gesto visibile che invita a rompere il silenzio attorno a una patologia che ogni anno coinvolge migliaia di donne e che, ancora oggi, viene frequentemente diagnosticata in fase avanzata.
L’iniziativa coinvolge diverse realtà della Sardegna, unite dalla volontà di promuovere una cultura della salute fondata sulla vicinanza, sull’ascolto e sull’accesso alle informazioni corrette. Anche attraverso l’arte e i linguaggi della partecipazione pubblica, il messaggio della prevenzione attraversa le comunità e arriva nei luoghi della quotidianità.
«Ogni luce accesa – dice Maria Teresa Cafasso, presidente di ALTo – è un invito a una donna a fare un controllo, a informarsi sui sintomi, a non sentirsi sola. Lo facciamo per chi sta lottando ogni giorno e per chi, purtroppo, non ce l’ha fatta. Dietro ogni facciata illuminata c’è una storia che non può e non deve restare nell’ombra».









