Al via WIP – Work in Poliss
È il nuovo progetto di rigenerazione urbana e sociale del Centro Poliss di Sassari. Questa mattina la presentazione alla stampa
Sassari. È stato presentato questa mattina al Centro Poliss di via Baldedda WIP – Work in Poliss, il progetto di rigenerazione urbana e sociale che interessa lo stesso Centro Poliss nel quartiere di Monte Rosello, promosso da Officine Condivise, associazione di promozione sociale nata nel 2020, ed è sostenuto dalla Fondazione Baggi Sisini e dalla Fondazione con il Sud.
Alla conferenza stampa sono intervenuti il sindaco Giuseppe Mascia, l’Assessora alle Politiche sociali Lalla Careddu, Paola Salvadori, project manager di Officine Condivise (capofila del progetto), e Nasrin Mohiti Asli, architetta di Orizzontale, partner del progetto.
Nel corso dell’incontro è stato illustrato il percorso di rigenerazione urbana e sociale che prenderà forma negli spazi del Centro Poliss, attraverso attività laboratoriali e processi partecipativi, con l’obiettivo di costruire un modello di spazio condiviso e aperto alla comunità.
Il sindaco Giuseppe Mascia ha sottolineato il valore della partecipazione come elemento centrale dei processi di rigenerazione urbana: «La rigenerazione dei luoghi non può essere un processo asettico, ma deve coinvolgere cittadine e cittadini, a iniziare da coloro che abitano il quartiere e ne conoscono i problemi, ma anche le risorse, i desideri e gli obiettivi. Work in Poliss va nella giusta direzione perché consente di sperimentare nuovi strumenti di partecipazione attraverso la riqualificazione di un’area con il coinvolgimento della cittadinanza, a partire proprio dalla riscoperta del concetto di comunità». Sulla stessa linea, l’Assessora Lalla Careddu che ha evidenziato il ruolo del progetto nel restituire il Centro Poliss alla città e alla sua comunità: «Attraverso questo progetto mettiamo il Centro Poliss, luogo di straordinarie potenzialità, a disposizione dell’intera comunità, facendo in modo che sia proprio chi vive il quartiere a ripensare questo spazio in stretta connessione con ciò che lo circonda e in assoluta coerenza con le esigenze di residenti e abituali frequentatori della zona».
Paola Salvadori, project manager di Officine Condivise, ha evidenziato il ruolo centrale della dimensione laboratoriale del progetto e di un approccio in cui sono le persone e le attività a dare forma allo spazio: «Immaginiamo il Polisscome un luogo in cui si costruisce e si impara facendo, attraverso percorsi di formazione e cantieri di autocostruzione. Ciò che rende questo progetto diverso è che qui è il contenuto a generare il contenitore: sono le persone, le attività e i percorsi a dare forma allo spazio, non il contrario. Per questo lavoriamo anche su un modello di gestione ibrido, tra pubblico e privato, e sull’istituzione del Tavolo Ri.So., come spazio stabile di confronto per costruire nel tempo visione, sostenibilità e continuità per il futuro del Poliss».
Sul valore dell’approccio progettuale e sul ruolo sociale dell’architettura è intervenuta anche Nasrin Mohiti Asli, fondatrice di Orizzontale: «Non si tratta solo di trasformare uno spazio fisico, ma di costruire un luogo aperto, accessibile e vivibile, capace di accogliere usi diversi e di adattarsi nel tempo. L’architettura, in questo senso, ha un ruolo sociale fondamentale: creare spazi che la comunità possa riconoscere come propri e utilizzare davvero nella vita quotidiana».
Il progetto è promosso da Officine Condivise (soggetto capofila) grazie al sostegno della Fondazione Baggi Sisini e della Fondazione con il Sud, e vede come partner il Comune di Sassari, l’Università di Sassari con il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, l’Associazione Culturale Orizzontale, Le Ragazze Terribili, l’Emporio della Solidarietà Braccia Tese e la società 4 esse.
Per maggiori informazioni www.officinecondivise.com/wip.






