Torres in cerca di riscatto a Bra

Domenica pomeriggio i rossoblù faranno visita alla matricola piemontese. Pazienza: “C’è voglia di dimostrare che non siamo quelli visti nell’ultima partita”

Fare punti in qualunque modo. E’ un pochino questo l’obiettivo della Torres attesa dalla seconda trasferta stagionale, domenica alle 15 a Bra. La matricola piemontese ha iniziato il suo cammino peggio dei rossoblù, alla luce delle due sconfitte e del pareggio conquistato col Perugia il 30 agosto scorso occupa il 18° posto. La Torres di punti ne ha 3 e naviga 2 gradini più su. E’ chiaro che in questo momento la classifica sia decisamente l’ultimo dei pensieri, ma lo è altrettanto il fatto che ci debba dare una mossa e anche abbastanza rapidamente.

Da qui l’esigenza/obbligo di non tornare a mani vuote da una trasferta, che comunque si preannuncia insidiosa, anche per via delle numerose assenze. Non ci saranno infatti Mastinu, Lattanzio, Zaccagno, Stivanello e lo squalificato Brentan, quest’ultimo bloccato per un turno dopo il doppio giallo rimediato con la Pianese.

“E’ stata una settimana nella quale abbiamo cercato di trasformare giorno dopo giorno la delusione in rabbia e voglia di rivalsa, i ragazzi vogliono dimostrare che la Torres non è quella dell’ultima gara – ha dichiarato il tecnico sassarese Michele Pazienza -. Sappiamo di poter e dover fare meglio e lo faremo attraverso il lavoro quotidiano. Questa squadra deve crescere e lo farà anche attraverso le partite, ma è altrettanto vero che non dobbiamo perdere terreno e punti per strada, dobbiamo capire e interpretare le situazioni, anche quando non sei in partita dobbiamo imparare ad essere brutti e sporchi e a portare a casa quello che si può portare. La forma della squadra? è chiaro che abbiamo dei giocatori, vedi Di Stefano, Starita che hanno saltato la preparazione e stiamo cercando di portarli nel minor tempo possibile ad avere una condizione, quantomeno all’altezza di ciò che può essere in questa fase, dove nessuno è ancora al top. E’ evidente che ora come ora, la loro esperienza, oltre che le loro qualità, ci sarebbero state d’aiuto anche nell’ottica della crescita dei giovani”.

L’allenatore rossoblù mette poi a fuoco gli avversari di domenica. “Il Bra è una squadra abbastanza giovane con entusiasmo e molto dinamica. Danno pochi punti di riferimento perchè in fase di possesso si scambiano continuamente di ruolo e posizione. Li abbiamo studiati, cercando come sempre di individuare i loro punti forti e deboli”.

Il tecnico rossoblù sollecitato dai giornalisti fa poi il punto su Zambataro e Liviero. “Abbiamo cercato un pochino tutti a partire da me, per proseguire con la società, di spiegare quello che è il progetto della proprietà, che mi è stato presentato. E’ diverso rispetto alle scorse stagioni dove si era operato nel cercare degli innesti per migliorare la qualità della rosa, ecco, quest’anno si è partiti da una base di giocatori, scelti per poter accompagnare la crescita dei giovani che siamo andati ad individuare. In questa stagione l’obiettivo è quello di costruire delle solide basi per il futuro, per un progetto che durerà negli anni. Credo che anche i tifosi lo abbiano capito, lo si evince dal fatto che domenica scorsa dopo una gara persa in quel modo hanno accolto i ragazzi sotto la curva e li hanno applauditi, questo è un grande segnale di maturità e per noi è di grande aiuto, perchè i nostri tifosi sono fondamentali e imprescindibili per aiutare e sostenere la crescita di questa squadra. Quella di Zambataro e Liviero è una situazione borderline, nel senso che ci sono state delle dinamiche, delle situazioni che si sono sviluppate negli scorsi giorni che i giocatori non hanno voluto prendere in considerazione. Liviero ha avuto 2 mesi per trovare una sistemazione diversa dalla Torres, ma vuoi per un motivo o vuoi per un altro, non è riuscito a trovare una situazione che lui ritenesse adatta alla sua carriera e alle sue aspettative. Per Zambataro la situazione è diversa, perchè il ragazzo ha esplicitamente chiesto di voler andare a giocare per un altro club e noi non ci siamo opposti, dal momento che sarebbe stato controproducente trattenerlo visto che non era contento. Dopo di che, lui non è riuscito a concretizzare la sua volontà e ora si ritrova a vivere una situazione diversa da quella immaginata. Zambataro inizialmente rientrava appieno nel progetto Torres, oggi è chiaro che io devo fare delle scelte e dare la precedenza ai giocatori che hanno creduto nel nostro progetto sin dal primo giorno”.

Una decisione quella di mister Pazienza e della stessa società, assolutamente condivisibile. Della serie, la Torres non è un ripiego ma una scelta ben precisa e se chiedi di andar via, non puoi poi pensare di ritrovare la porta spalancata col tappeto rosso steso, come se niente fosse.

Aldo Gallizzi

Articoli Correlati

Check Also
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio