Torres, l’amaro addio di capitan Scotto
Con una velata vena polemica nei confronti della società, il giocatore ha affidato ai social un sentito e toccante messaggio di addio ai colori rossoblù: “Non sarei mai andato via, non è stata una mia scelta”
Triste, solitario y final scriveva Osvaldo Soriano e l’accostamento con l’ormai ex capitano della Torres Gigi Scotto viene naturale e spontaneo. Non è stato esattamente l’epilogo della storia d’amore che ci si aspettava, anzi tutt’altro, perchè quando si sceglie di ammainare una bandiera, i ricordi e i sentimenti sono forti, così come la rabbia e lo stupore di tanti tifosi, che fanno fatica a capire il perchè di una simile scelta e dello stesso giocatore, che alla Torres sarebbe rimasto e avrebbe probabilmente voluto chiudere la carriera. Chi vive in prima linea lo sport però, sa benissimo che i sentimenti al momento di fare le scelte vanno messi da parte, perchè potrebbero essere troppo condizionanti. Una società deve avere il coraggio e la lucidità di farle, quando lo ritiene opportuno, anche se dall’esterno possono sembrare illogiche e impopolari.
Nel caso specifico, la decisione di chiudere questo capitolo importante è stata sicuramente dolorosa per chi l’ha fatta e non solo per chi l’ha subita, i cicli però si chiudono e lo spettacolo prosegue, i calciatori vanno e vengono, la Torres resta.
In attesa del saluto ufficiale da parte della società ad “affacciarsi” per primo è stato lo stesso Gigi Scotto che ha affidato al suo profilo instagram un sentito e profondo messaggio di addio, che vi riportiamo integralmente.
Aldo Gallizzi
“Si chiude un capitolo della mia vita, che potrebbe avere un solo aggettivo: bellissimo.
Fino all’ultimo ho sperato che questo momento non arrivasse. Ho fatto tutto ciò che era in mio potere per restare, per continuare a difendere questi colori che porto nel cuore da sempre.
Ma ora è il momento di accettare una realtà che non dipende da me — e fa male, profondamente.
Lasciare la Torres è un dolore difficile da spiegare.
È la mia squadra del cuore, quella che ho tifato da bambino, quella che ho sognato e che ho avuto l’onore di rappresentare da capitano.
Ho cercato di dare tutto: in campo, nello spogliatoio, fuori dal campo. A volte ci sono riuscito, a volte no.
La cosa che più spero è di essere stato un esempio, o almeno una speranza, per tanti bambini e ragazzi di Sassari, che sognano di diventare un giorno giocatori della Torres.
Lascio una squadra piena di amici, che mi hanno dato tantissimo in questi anni.
Oggi è stato veramente doloroso lasciarli.
Sono stati anni bellissimi, un percorso sinceramente molto intenso, con tante difficoltà, ma anche con gruppi di ragazzi formati prima da uomini e poi da calciatori.
Purtroppo la sconfitta con l’Atalanta resterà una ferita aperta.
Una macchia che porterò con me, che avrei voluto cancellare col tempo e con i risultati. Ma fa parte del percorso, come ogni gioia e ogni delusione vissuta con questa maglia addosso.
Ringrazio in parte la società, i miei compagni, lo staff: per ogni battaglia condivisa e per l’affetto che mi avete dimostrato.
Spero che, oltre al giocatore, in voi resti un bel ricordo dell’uomo, e di essere stato un buon capitano.
Un grazie speciale a tutto lo staff medico e a tutte le persone che mi sono state accanto nei momenti duri, soprattutto dopo il mio infortunio.
Ringrazio di cuore chi, in questi anni, mi ha mostrato stima, fiducia e affetto — e ringrazio anche chi non lo ha fatto: anche da loro ho imparato, sono cresciuto, ho trovato nuove motivazioni.
La Torres resterà sempre parte di me, scritta nella mia pelle e nel mio cuore.
Vi auguro il meglio. Ora sarò solo un tifoso.
Ma sarò sempre uno di voi, da lontano ma con il cuore rossoblù.
Con affetto e profondo dispiacere”.
Gigi Scotto 9







