Una riorganizzazione per la Regione Sardegna
In Consiglio regionale il disegno di legge della Giunta. L’assessore degli Affari Generali Demuro: «Una svolta per la pubblica amministrazione». Arriva la valutazione delle performance

Cagliari. Arriva in aula il dl 72, “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione”, dell’assessore degli Affari generali e Personale Gianmario Demuro. «Questa legge – ha detto l’esponente della Giunta Pigliaru nell’aula del Consiglio regionale di via Roma – vuole intervenire su alcuni elementi di fondamentale importanza e che non possono essere più ignorati e rimandati. Il dl si chiama appunto “Disposizioni urgenti” che significa intervenire su alcuni profili, e questo deve servire a far funzionare la macchina regionale contemporaneamente agli interventi di riforma».
Il Consiglio regionale ha approvato il passaggio agli articoli (presenti 43, si 26, no 17). Il termine per poter presentare gli emendamenti è martedì 18 novembre alle ore 10. Alle 16,30 di martedì si riunirà la Prima commissione per l’esame degli emendamenti presentati. Il Consiglio è stato convocato per le 10 di mercoledì 19 novembre.
L’assessore Demuro ha ricordato i grandi temi di questa riforma, a partire dalla mobilità. «Volevo rassicurare tutti i dipendenti: la mobilità sarà una grande occasione per spostarsi in maniera flessibile e lavorare nei luoghi dove meglio possono essere espresse le potenzialità e le professionalità di ciascuno, e di conseguenza far funzionare il sistema. La complessità della mobilità cosi com’è oggi va cambiata in funzione delle esigenze dei tempi, dei lavoratori e dell’offerta dei servizi ai cittadini, garantendo la funzione pubblica». Altro strumento indispensabile di cui la Regione Sardegna non si è dotata è la banca dati delle competenze. «Serve sapere – ha detto l’assessore Demuro – dove sono e cosa fanno i dipendenti». Ancora, fondamentale strumento è la valutazione delle performance. «Negli enti locali viene fatta da anni, mentre in Regione questa pratica, come se si vivesse in una bolla, non si è adottata. È necessario valutare il coefficiente di difficoltà, valutare l’uso delle risorse pubbliche: tutti elementi per restituire al cittadino in efficienza il valore delle tasse che paga. A questo serve la verifica delle azioni dirigenziali». Infine l’appello al Consiglio. «Ho rispetto e chiedo al Consiglio regionale che nel rispetto delle proprie competenze riprenda a legiferare in grande e pensando a tutto ciò che riguarda la prospettiva. Ho difeso anche in Commissione Affari costituzionali, nella conferenza delle Regioni, il valore della democrazia e della rappresentanza regionale: tutto ciò che serve per far funzionare con efficacia l’amministrazione pubblica. Quello di cui abbiamo bisogno – ha concluso l’assessore del Personale – è una gestione di tipo orizzontale. Le materie sono sempre più trasversali ed è necessaria interdisciplinarietà».






