Il progetto S.E.F. ha fatto tappa al Boxing Team Erittu

Un’esperienza unica vissuta fra sacchi e guantoni per l’Under rossoblú

Persone, relazioni, atleti, campioni. Pilastri e parole d’ordine del vivere e del raccontare di Tore Erittu, relatore d’eccezione ieri del nuovo appuntamento in calendario nello svilupparsi del progetto S.E.F., iniziativa ad alto tasso di formazione umana e sportiva messa in campo dalla Fondazione Torres del presidente Umberto Carboni e sposata con grande convinzione – per il secondo anno consecutivo – dalla Torres. In platea, come sempre, guest star i giovani pugili del team Erittu, i ragazzi del Settore Giovanile rossoblù accompagnati dallo staff tecnico e dal responsabile Luca Raineri.

Tore Erittu è nome di peso nel panorama dello sport sassarese, isolano nazionale e oltre ancora, dà “sostanza” ad una carriera di alto livello costruita fra sudore e sacrificio. Atleta capace di emergere da peso massimo leggero e conquistare le prime pagine e le cinture che contano. Tore Erittu, che insieme al suo staff, ha accettato l’invito e ha scelto di ospitare “a casa sua” la Torres e il progetto S.E.F.

“Spesso ci sono aspettative troppo  grandi rispetto alla realtà. Per arrivare al successo sono più le sofferenze vissute e superate che, la felicità per il traguardo raggiunto”, sono alcuni dei primi spunti offerti ai giovani interlocutori dal pugile.

Si parla di strumenti da usare, e da usare bene. Il linguaggio è “ruvido”, la parlata è sincera e catalizza l’attenzione dei ragazzi in platea. I sacrifici che occorrono per alimentare il sogno e arrivare. “Padroni del vostro tempo se lo volete” dice Erittu che, ha vinto titoli pesanti nella boxe e racconta ai ragazzi della sua esperienza di vita e di sport come opportunità di nuova affermazione e formazione. Dell’importanza del seguire delle regole, di errori fatti e di consapevolezze trovate. Del fatto che è fondamentale darsi obiettivi e crederci: si tuffa nella testa dei ragazzi, torna indietro alla sua adolescenza, dalle partite coi “ballocci” ai tuffi dalla rocca, per voler essere sempre il migliore, anche oltre il semplice talento. Voglia e impegno sempre sono la sua dottrina. Si vince di squadra e si perde di squadra, il successo arriva: mai dare la colpa ad altri dell’eventuale insuccesso. “A 14 anni – dice – vivevo una realtà molto vicina a quella del bullo che però faceva a botte. Parto da esperienze trasformate in carburante per elevare e migliorare la mia vita. Scegliete con chi stare, sempre, e non abbiate paura di essere al fianco dei deboli che, possono darvi grande forza”.

 

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