La Dinamo a caccia del quarto posto

Sabato alle 20.45 il match casalingo con Varese, appaiata in classifica ai biancoblù. In dubbio la presenza degli acciaccati Jones, Robinson e Stephens

Philip Kruslin

Lo spettacolo è assicurato. Quello fra la Dinamo Banco di Sardegna e la OpenJob Metis Varese è una partita fra due squadre in forma, che giocano molto bene a basket. Sul modello corri e tira americano quella lombarda, più europea quella sassarese. Due squadre che hanno attacchi con numeri importanti, due squadre pericolose sul perimetro, due squadre efficaci e spettacolari. La Dinamo arriva all’appuntamento con una striscia aperta di cinque successi, ma anche con qualche acciacco. Alla distorsione alla caviglia accusata da Jones alla vigilia della partita contro Scafati, si sono aggiunti in settimana i problemini accusati da Robinson e Stephens che, ne mettono in dubbio la presenza. I tre sono sotto stretto controllo medico e verranno monitorati sino alle ore che precederanno la palla a due, per poi valutare il da farsi.

In casa Dinamo comunque non ci si piange addosso e la concentrazione è massima, come testimoniano le parole di Philip Kruslin: < E’ una partita importante, come tutte del resto. Certo è che Varese ha gli stessi nostri punti, quindi in palio c’è qualcosa in più, vincere sarebbe molto importante. Loro giocano molto bene, nelle ultime due partite hanno segnato 100 punti e sappiamo quanto questo sia difficile nel campionato italiano. Dovremo fare una grande partita per vincere. Hanno un sistema di gioco particolare, tirano molto da tre, corrono, chiudono l’azione quasi sempre entro i primi dieci secondi. La difesa sarà come sempre fondamentale, dovremo essere bravi a non farli correre e a controllare il ritmo.  Spero di vedere il palazzetto pieno, abbiamo bisogno dei nostri tifosi, spero che siano in tanti, anche perchè questa sarà l’occasione di vedere due squadre che giocano una bellissima pallacanestro >.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Piero Bucchi: < Sarà una partita bella, affascinante e difficile, ma siamo di fronte al nostro pubblico che spero venga numeroso e ci sostenga, i ragazzi son sempre molto spinti dal calore dei tifosi. Varese? buona squadra, con talento, giocano bene, allargano il campo possono giocare l’uno contro uno. Dobbiamo dare molto peso alla difesa, bisogna fare una partita di livello, limitare il loro contropiede e fare le scelte giuste in attacco, senza forzature . Dovremo assolutamente cercare di limitare i rimbalzi d’attacco avversari e le palle perse, dobbiamo essere in grado di giocare bene sotto pressione, ci lavoriamo tanto e speriamo di raccogliere i frutti domani. L’infermeria? Jones, Robinson e Stephens hanno qualche problemino, dobbiamo valutare e decidere la miglior gestione della situazione. Non è stata una settimana tranquillissima, decideremo insieme allo staff medico, non è niente di particolarmente grave ma situazioni che meritano una riflessione. A questo proposito voglio ringraziare il fantastico staff medico che abbiamo, non lo faccio mai, ma oggi voglio sottolinearlo. Lavorano sempre con grandissima attenzione, per risolvere i problemi nel minor tempo possibile e mettere nelle condizioni i giocatori di scendere in campo, finora hanno fatto un grandissimo lavoro, spero che da ora in avanti siano meno impegnati. Come trovare le motivazioni? è una partita dal peso specifico importante, i ragazzi troveranno da soli le motivazioni, dal punto di vista mentale saranno pronti, poi vinca il migliore. Prima si diceva che eravamo corti, ora non più? Ho ragazzi straordinari che riescono sempre a produrre qualcosa di positivo, parlo delle seconde linee, questo gli va riconosciuto, sono straordinari per atteggiamento, abnegazione e attaccamento e io non smetterò mai di ringraziarli, credo che sentano che ho totale fiducia in loro. La cosa più importante per ogni giocatore è sapere in maniera precisa qual’è il suo ruolo all’interno della squadra, è fondamentale. Ruoli ben precisi e tutti importanti, se lo fanno in modo convinto torna utile per tutti >.

Aldo Gallizzi

La video intervista a Philip Kruslin e Piero Bucchi, curata da Ico Ribichesu

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