Al Civico di Alghero soldout per “Tradimenti” di Harold Pinter
In scena Michele Sinisi, anche regista, Stefania Medri e Stefano Braschi
Alghero. Soldout e strepitoso successo per i tre attori protagonisti della piéce “Tradimenti” di Harold Pinter andata in scena lunedì al Teatro Civico di Alghero sotto le insegne del Cedac (Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna). La mise en scène ha visto come attori Michele Sinisi, regista che ha interpretato il ruolo di Robert, il marito di Emma, Stefania Medri, che ha interpretato Emma, e Stefano Braschi, nei panni di Jerry, invaghitosi della moglie dell’amico. La produzione era di Elsinor/Centro di Produzione Teatrale, con il contributo di Next-Laboratorio delle idee.
“Tradimenti” è un testo cult del Novecento rivisitato per un affresco della società, tra morale borghese e ipocrisia, attrazione fatale e segrete inquietudini. La pièce descrive le varie fasi di una relazione segreta, in una serie di flashback, dall’ultimo incontro tra gli (ex) amanti fino all’infuocata dichiarazione di Jerry ad Emma, durante una festa, che dà il la alla pericolosa liaison. I tre protagonisti (che finiranno a leccarsi le ferite per non aver goduto appieno dei loro amori sia furtivi che coniugali) appartengono a una sfera privilegiata, creature raffinate e colte, i cui interessi spaziano tra l’arte e la letteratura. Emma è una gallerista, il marito Robert fa l’editore e Jerry è un agente letterario. Pertanto, in primis gli scrittori e i libri, come gli artisti e le loro opere sono al centro dei loro discorsi, intrisi di scintillante mondanità. Il classico “triangolo” amoroso prende forma in un ambiente elevato, tra individui educati ai più elevati principi e sensibili alla bellezza, in una classe sociale in cui tradizionalmente vi è una grande apertura mentale e quindi comprensione per i vizi e le debolezze umane, e dove il buon gusto è fondamentale e paradossalmente l’estetica conta più dell’etica. In fondo l’adulterio è uno dei “peccati” più antichi, sancito e sanzionato nei libri sacri, da cui un matrimonio in crisi potrebbe perfino, o così si dice, trarre nuovo slancio e nutrimento, dopo l’esaurirsi della curiosità e della novità, con il concludersi di una parentesi, una semplice distrazione, non così grave da stravolgere il collaudato ménage, in cui sono in gioco gli affetti, la reciproca stima, la frequentazione e in certo qual modo anche l’abitudine, oltre a una ormai consolidata e inevitabile complicità.
La commedia è andata in scena ancora per qualche giorno sui palchi dell’Isola nella fortunata traduzione italiana di Alessandra Serra, con scenografie di Federico Biancalani, consulenza artistica di Francesco M. Asselta (foto Luca del Pia, aiuto regia Nicolò Valandro). Dopo la replica di martedì 31 gennaio alle 21 al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia si è proseguito mercoledì 1° febbraio alle 21 al Padiglione Tamuli delle ex Caserme Mura di Macomer.
https://www.facebook.com/CedacMacomer. www.cedacsardegna.it.
Giulio Favini









