La Corte d’appello deve restare a Sassari

Insediato il Comitato interistituzionale. Approvato un documento unitario. L’obiettivo non è solo il mantenimento della Sezione Distaccata ma la trasformazione in distretto autonomo da Cagliari

IncontroCortedappello2Sassari. Si è insediato questa mattina a Palazzo Ducale il Comitato interistituzionale a sostegno del riconoscimento dell’autonomia della Corte d’appello di Sassari. Convocato dal sindaco Nicola Sanna la prima riunione del nuovo organismo ha messo a confronto parlamentari, consiglieri regionali, consiglieri comunali, rappresentanti degli ordini e dei sindacati delle professioni forensi e le organizzazioni sindacali del settore della Giustizia. Con un unico obiettivo: bisogna “lottare” uniti per il riconoscimento della autonomia della Corte d’appello di Sassari. Cinque i punti sui quali il consenso è unanime: attivare un tavolo di informazione e confronto permanente, aperto a tutte le diverse realtà istituzionali, economiche, sociali del territorio, a esponenti del mondo della cultura, della società civile e delle professioni, per una ampia sensibilizzazione sul tema della presenza ed operatività della Corte d’Appello di Sassari; quindi dare mandato al Comune di Sassari per la predisposizione di un documento che, col contributo dei tutti i partecipanti al Comitato, illustri in maniera articolata e puntuale le forti motivazioni a favore della permanenza della Corte d’Appello, a vantaggio dei cittadini, delle imprese e degli operatori della giustizia di tutto il nord della Sardegna. CorteAppellosede2E ancora: trasmettere il documento al Presidente della Repubblica, quale Capo dello Stato e rappresentante dell’unità nazionale e quale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, al Governo e al Parlamento, «perché – si legge nel documento – nel momento in cui si andrà a discutere il provvedimento legislativo citato in premessa, siano chiare a tutti i massimi responsabili dello Stato le ragioni per cui si chiede che sia riconosciuta e rafforzata la presenza della Corte d’Appello di Sassari». Quindi ancora promuovere ogni iniziativa politica, culturale, mediatico-informativa, sociale ritenuta utile per il raggiungimento dello scopo per cui il Comitato si costituisce. E, infine, chiedere al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio regionale, a nome delle Istituzioni che essi rappresentano, di esprimere formale adesione e sostegno alle iniziative promosse dal Comitato.

IncontroCortedappello3Erano presenti il sindaco di Sassari Nicola Sanna, il sindaco di Tempio Romeo Frediani, il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il presidente del Consiglio comunale di Sassari Antonio Piu, il deputato del Pd Giovanna Sanna, il senatore del Pd Gian Piero Scanu, l’avvocato generale della Repubblica Claudio Lo Curto, il presidente della Sezione distaccata della Corte d’appello Mariano Brianda, l’ex senatore Beppe Pisanu, dal 2008 al 2013 presidente della Commissione Antimafia, Lino Mura, vicepresidente della Provincia di Sassari, Francesco Milia, presidente dell’Ordine degli avvocati di Sassari, e l’ex deputato Guido Melis. Tra il pubblico consiglieri regionali, avvocati, consiglieri comunali di Sassari, sindaci e rappresentanti dei comuni del territorio nonché rappresentanti di alcune associazioni di categoria.

IncontroCortedappello4Il disegno di legge delega per la riforma della geografia giudiziaria non è ancora stato approvato dal Governo (che comunque poi deve trasmetterlo alle Camere, a cui spetta se concedere o meno la delega). Se ne riparlerà prossimamente. «Come Amministrazione Comunale, abbiamo ritenuto di dover confermare il nostro incontro, per due ragioni semplici e fondamentali: la prima è che esiste un interesse generale e strategico, non solo del territorio del centro-nord Sardegna, ma per l’intera Isola, di mantenere un attuale e ventennale articolazione dell’organizzazione giudiziaria tale da garantire efficienza, efficacia ed economicità. La seconda è che alla luce dei rinnovati venti riorganizzativi, non solo va difesa l’esistenza della sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello, ma rimane sempre attuale la necessità di un suo consolidamento, soprattutto a partire da questo anno 2014, che verrà ricordato per l’arrivo presso il carcere di massima sicurezza di Bancali di circa 90 detenuti già appartenenti alla criminalità organizzata, sottoposti al regime di detenzione del cosiddetto articolo 41-bis della legge sull’ordinamento penitenziario», ha detto il sindaco Nicola Sanna. La presenza di una Corte d’Appello autonomia garantisce anche una nuova DDA, Direzione distrettuale antimafia, attualmente presente solo alla Corte d’Appello di Cagliari. «Il mantenimento ed il rafforzamento degli uffici giudiziari di cui all’odierna discussione è perciò un atto dovuto da parte dello Stato, anche a compensazione dei gravosi oneri, che ci vengono caricati», ha insistito il primo cittadino. «La costituzione nel lontano 1992 della Sezione è stata per la città capoluogo e per il sistema istituzionale, economico e sociale del Centro e del Nord della Sardegna una straordinaria conquista», ha aggiunto Sanna.

Lo scorso 13 agosto è stato diffuso il documento annunciato nel Consiglio dei ministri del 30 giugno sulla Riforma della Giustizia. Il problema alla base del testo è la razionalizzazione della geografia dei distretti delle Corti d’appello. In tutto oggi sono 26, alcuni coincidenti con il territorio di una regione, altri con una sua parte (in Sicilia ce ne sono addirittura quattro: Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta), mentre solo il distretto di Torino comprende quello di due regioni (Piemonte e Valle d’Aosta). Dopo avere modificato l’assetto degli uffici giudiziari di primo grado, si imponeva, per completare la ristrutturazione del sistema giudiziario, la revisione anche gli uffici giudiziari delle Corti di appello e delle relative Procure generali. «Seguendo lo schema già attuato con successo per i tribunali, si potrà procedere alla soppressione delle sezioni distaccate di Corte di appello, nei casi in cui ciò si riveli necessario per rispettare gli standard minimi di efficienza», ricorda il documento del Governo. Nelle prossime settimane però il Parlamento dovrà occuparsi della legge di stabilità finanziaria. «Io credo che il punto più delicato e di necessaria vigilanza sia proprio in questo frangente. Non mi sorprenderebbe un emendamento originato dall’alta burocrazia ministeriale, che nel classico ermetico linguaggio di rinvio alla norma della norma della norma, nasconda l’agguato», ha avvertito il sindaco Nicola Sanna.

IncontroCortedappello1Parole chiare anche da parte del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. «La Corte d’appello di Sassari rimane un diritto acquisito per il territorio ma anche per tutta la Sardegna. La sua trasformazione in sede autonoma deve continuare ad essere la nostra rivendicazione perché il raggiungimento di quest’obbiettivo rappresenta oggi più che mai una conquista sociale ed economica per i cittadini e gli operatori della giustizia». Ganau ritiene necessario proseguire la battaglia per la trasformazione della Corte d’appello di Sassari in distretto autonomo. «Ben venga la costituzione di un comitato interistituzionale a sostegno della permanenza della sezione della Corte d’Appello di Sassari – ha dichiarato ancora il presidente – ma il lavoro avviato nel 2011 deve proseguire. Dobbiamo sicuramente difendere la sezione distaccata di Sassari ma non possiamo arretrare di un passo nel rivendicare quello che spetta di diritto alla nostra isola». Per il presidente del Consiglio regionale la trasformazione in distretto autonomo ridurrebbe nell’immediato i costi attualmente necessari per garantire il funzionamento dell’intero sistema Giustizia sardo, favorendo finalmente un trattamento equo per tutti i cittadini sardi.

Il ministro della Giustizia Orlando assicura: Sassari manterrà la Sezione Distaccata della Corte d’Appello. Incontro a Roma con il sindaco Nicola Sanna ed il deputato Giovanna Sanna

 

Testo del documento approvato dal comitato interistituzionale: Costituzione del Comitato interistituzionale a sostegno del riconoscimento della autonomia della Corte d’Appello di Sassari

La costituzione nel 1992 di una Sezione di Corte d’Appello a Sassari è stata, per la città capoluogo e per il sistema istituzionale, economico e sociale del nord della Sardegna una straordinaria conquista, frutto della sinergia di tutti gli attori coinvolti: rappresentanti politici ed istituzionali del territorio e nazionali, operatori della giustizia, mondo delle imprese e della società civile, cittadini soprattutto.

Questa conquista va difesa e rafforzata nel momento presente: di fronte ad una crisi delle istituzioni, che paiono sempre più lontane dai bisogni e dalle attese dei cittadini; di fronte ad una crisi economica e sociale che, nel nostro territorio, non ha eguali nel secondo dopoguerra; di fronte ad una specificità della realtà della nostra Isola, consacrata anche nella specialità del suo Statuto, che richiede da parte dello Stato un impegno ancora maggiore per superare in maniera positiva il divario di opportunità trai territori, agendo in maniera tale che sia assicurato il pieno adempimento del precetto costituzionale per cui «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese» (art. 3, 2° c. Costituzione).

È in questo momento aperto un dibattito in sede politica sulla ridefinizione della organizzazione della Giustizia, sulle modalità e sulla efficace articolazione dei suoi uffici e dei suoi servizi sul territorio nazionale. Il Governo è impegnato a proporre al Parlamento l’approvazione di una legge-delega che, tra l’altro, stabilisca anche i criteri che presiedano alla nuova distribuzione della presenza degli Uffici giudiziari. Paventiamo che una non adeguata considerazione della realtà sarda e una non piena comprensione dei suoi problemi e dei suoi bisogni possa condurre a una scelta che solo apparentemente potrebbe essere ricondotta alle più generali e necessitate scelte di riduzione ed efficientamento della spesa pubblica e che, invece, si tradurrebbe nell’ennesimo drammatico depauperamento di risorse e servizi in un’area che sta già soffrendo una situazione di straordinaria difficoltà.

Per questi motivi, i sottoscrittori del presente documento, riuniti oggi 5 settembre 2014 presso la sede municipale del Comune di Sassari, costituiscono un Comitato interistituzionale a sostegno del riconoscimento della autonomia della Corte d’Appello di Sassari, e stabiliscono:

a) di attivare un tavolo di informazione e confronto permanente, aperto a tutte le diverse realtà istituzionali, economiche, sociali del territorio, a esponenti del mondo della cultura, della società civile e delle professioni, per una ampia sensibilizzazione sul tema della presenza ed operatività della Corte d’Appello di Sassari.

b) Di dare mandato al Comune di Sassari per la predisposizione di un documento che, col contributo dei tutti i partecipanti al Comitato, illustri in maniera articolata e puntuale le forti motivazioni a favore della permanenza della Corte d’Appello, a vantaggio dei cittadini, delle imprese e degli operatori della giustizia di tutto il nord della Sardegna.

c) Di trasmettere questo documento al Presidente della Repubblica, quale Capo dello Stato e rappresentante dell’unità nazionale e quale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, al Governo e al Parlamento, perché nel momento in cui si andrà a discutere il provvedimento legislativo citato in premessa, siano chiare a tutti i massimi responsabili dello Stato le ragioni per cui si chiede che sia riconosciuta e rafforzata la presenza della Corte d’Appello di Sassari.

d) Di promuovere ogni iniziativa politica, culturale, mediatico-informativa, sociale ritenuta utile per il raggiungimento dello scopo per cui il Comitato si costituisce.

e) Di chiedere al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio regionale, a nome delle Istituzioni che essi rappresentano, di esprimere formale adesione e sostegno alle iniziative promosse dal Comitato.

Il Comune di Sassari assume l’onere di coordinare le attività del Comitato, promuovendo la costituzione e il funzionamento di un “Gruppo di coordinamento”.

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