Elezioni comunali a Sassari, il Pci chiede una vera alternativa di sinistra
Proposto a tutte le forze progressiste, civiche e autonomistiche un incontro per la definizione di un programma e di un percorso per la scelta di un candidato sindaco che sia alternativo al Pd

Sassari. «Anche se il tempo stringe, ci sono ancora le possibilità per costruire a Sassari una vera alternativa di sinistra e di progresso. Il Partito comunista italiano propone a tutte le forze di sinistra, autonomistiche, alle formazioni civiche progressiste un incontro per la definizione di un programma e di un percorso per la scelta di un candidato sindaco che sia alternativo al Pd, partito che porta per intero la responsabilità di un lungo malgoverno, di un decadimento e impoverimento della città e del suo ruolo storico». È quanto scrive in una nota Patrizia Marongiu, segretaria provinciale del Partito Comunista Italiano.
«Il Pci fa dunque appello a quelle forze che vogliono combattere la destra e le sue finte liste civiche con una proposta di vera svolta che deve avere il Pd totalmente fuori da ogni possibilità di intesa e dialogo. I comunisti sassaresi si rivolgono in primo luogo a quelle forze di sinistra, autonomiste e identitarie – pur se su posizioni differenti in recenti elezioni – con le quali sia possibile un proficuo tratto di strada politico e programmatico per dare risposte ai tanti problemi della città», argomenta Patrizia Marongiu. «La condizione è che queste formazioni escano da una logica perdente del rapporto a ogni costo col Pd. Come è possibile fare accordi con questo partito che ha partorito, con Nicola Sanna, una delle peggiori esperienze amministrative della storia cittadina, paragonabile solo ai disastri anche morali dell’antico pentapartito? Come è possibile restare dentro una logica perdente e subalterna di chi propone sondaggi con candidati così diversi tra loro pur di salvarsi? Che senso ha rilanciare primarie per contarsi, con quello stesso Pd che invece pensa a un ritorno dei vecchi boiardi e personaggi? Per il Pci serve una svolta unitaria del vasto mondo della sinistra e dell’autonomismo che abbia la forza di rivolgersi alle forze della cultura, del lavoro, dell’ambientalismo. Sassari ne ha bisogno per risalire faticosamente la china. Ecco perché i comunisti invieranno inviti ufficiali a un incontro a tutte le forze che si renderanno disponibili al confronto per la salvezza di Sassari».








