Il futuro dell’ex Turritania
Non può essere abbattuto. Sarà convertito in 18 appartamenti di housing sociale. La conferenza stampa di fine anno del sindaco di Sassari Nanni Campus

Sassari. Una conferenza di fine anno diversa dal solito. Il sindaco di Sassari Nanni Campus ha dedicato gran parte dell’incontro di oggi con la stampa nella sala del Consiglio comunale a Palazzo Ducale alla presentazione del nuovo progetto di housing sociale in corso di realizzazione all’ex Hotel Turritania, che da sette anni ospita sulla facciata il murale (adesso un po’ scolorito) di Ericailcane con la tartaruga e le candele (che vogliono richiamare i candelieri). Il vecchio albergo a lavori ultimati ospiterà 18 appartamenti che saranno destinati ad edilizia abitativa, con spazi comuni e polivalenti di quartiere, tra cui giochi per i piccoli, palestra, sala studio, un giardinetto, sedi per associazioni e molto altro. La struttura, fatiscente e abbandonata da decenni, che costituisce la brutta quinta di chiusura di piazza Sant’Anonio, sarà insomma presto recuperata, con l’obiettivo di riqualificare quella parte di centro storico, che troppo tempo attende un rilancio. La tradizionale conferenza stampa di fine anno del primo cittadino, con la Giunta al completo e una rappresentanza dei consiglieri comunali di maggioranza, ha costituito così l’occasione per illustrare il progetto, nell’ambito del programma PinQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare). Come è stato spiegato questa mattina, l’obiettivo è rispondere alle esigenze urgenti e pressanti di rinnovo urbano e sociale di questa parte della città e contemporaneamente cercare di dare una risposta all’emergenza abitativa, con nuove residenze destinate ad affitti calmierati, rivolte a quelle categorie sociali intermedie che non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato per ragioni economiche o per assenza di un’offerta adeguata, e che non hanno i requisiti per l’assegnazione di alloggi pubblici. Tale categoria comprende un’ampia fascia della popolazione: giovani coppie a basso reddito, famiglie mono-genitore, anziani, studenti, impiegati fuori sede, immigrati.

«Finalmente sarà recuperato un edificio pubblico abbandonato da più di 50 anni – ha rimarcato il sindaco Nanni Campus –. Questa condizione rendeva vuota qualsiasi parola rivolta a fare rivivere il centro storico. Se prima non sistemi casa tua come puoi pensare che siano gli altri a sistemarle? Potrei chiudere qui la conferenza stampa di fine anno, perché questo progetto è davvero importante. L’iter in realtà è già alla fase operativa. Aver fatto partire entro il 31 dicembre la gara d’appalto va oltre la mozione di affetti dei progettisti. Ci vuole amore per la città e questo recupero dell’ex Turritania è qualcosa che davvero simboleggia quanto l’Amministraizone abbia a cuore la parte più debole e abbandonata della città. Avremmo dovuto presentare anche lo studio per il rifacimento di tutta la piazza, con una rotatoria per facilitare l’accesso al futuro Centro Intermodale. Lo faremo presto».
Gli interventi nel centro storico comprendono anche quello al vecchio mercato, «che sarà ristrutturato e tornerà il mercato della città, un vero luogo di incontro al posto del nuovo mercato che è qualcosa di impresentabile. E il Centro Intermodale, con la piazza su corso Vico e il parcheggio. Poi l’ex centrale elettrica di via XXV aprile, per la quale presenteremo all’inizio dell’anno i progetti già depositati per rivitalizzazione la palazzina, oggi posti per i tossici, come centro servizi per la città», ha detto ancora Campus.

Il lavoro parte in realtà venti anni fa, con il primo mandato da sindaco. Per l’ex Turritania in realtà non ci sono molte alternative. La soluzione dell’abbattimento non è da prendere in considerazione. «Eppure ci sono ancora su internet dei geni sassaresi che dicono di buttarlo giù e rifare la Strada Reale – ha proseguito Campus –. Beh, non si può fare». A parte il fatto che non esiste più dalla metà del 1800, è impossibile aprire una via diretta che passi sopra la ferrovia. Sarebbe necessaria una rampa in salita che parte da corso Vittorio Emanuele tale sarebbe la pendenza necessaria per scavalcare i binari rispettando le altezze prescritte. «Insomma, non è che buttando giù il vecchio Turritania si rivive il centro storico. Lo si fa riqualificandolo. E allora, davvero pensiamo che questa sia la risposta più adeguata. Nel 2023 si apriranno i cantieri: non ci piace scendere nelle polemiche, ma le risposte devono essere concrete. Il progetto lo abbiamo presentato oggi perché è già partita la gara d’appalto, il passaggio fondamentale. Questa è la risposta che un’amministrazione deve dare alla città».
Il progetto e l’intervento avviato. L’importo su cui può contare il Comune è di oltre 5 milioni e 550mila euro, a cui si aggiunge un bonus del 20 per cento, ottenuto grazie alla celerità con cui l’Amministrazione ha dato l’avvio all’iter per far partire l’appalto. Secondo le regole del Pnrr, avviando la procedura entro il 31 dicembre è possibile godere di questo ulteriore benefit, che porta così il budget totale a oltre 6 milioni e mezzo. L’Amministrazione aveva affidato allo studio associato Mossa De Rosa l’esecuzione del progetto di fattibilità tecnico-economica, sulla base del quale ha potuto bandire la gara d’appalto secondo la procedura dell’appalto integrato complesso. Questo prevede che l’impresa aggiudicataria dovrà completare l’iter progettuale, per poi procedere con i lavori. Per poter usufruire di questo iter più snello era necessario partire entro la fine del 2022. Nei giorni scorsi sono state trasmesse le lettere di invito a operatori economici che ora hanno tempo fino a metà marzo per presentare le loro proposte.
Il progetto, illustrato nei dettagli questa mattina dagli architetti Giangiuliano Mossa, figlio di Vico, padre del Turritania, e Francesco De Rosa, riqualifica l’edificio e lo adegua alla nuova destinazione d’uso residenziale e alle esigenze contemporanee dell’abitare, nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie e con la necessaria attenzione alla collocazione particolarmente sensibile dell’immobile tra importanti edifici storici, centro visuale della prospettiva dal lungo corso Vittorio Emanuele e quinta scenica lungo il percorso dei Candelieri. Sulla facciata di ingresso, per abbattere le barriere architettoniche, uno dei due piani ai lati dell’ingresso sarà sostituito da una rampa inclinata, mantenendo la particolare articolazione della scala a doppia rampa con pareti rettilinee o leggermente curve, intonacate o in pietra a vista. La parete trapezoidale che delimita le rampe di scale di accesso dalla piazza Sant’Antonio sarà rivestita con lastre di trachite simili a quelle che formano l’attuale zoccolatura, e saranno ripristinate le piccole fioriere originali ora danneggiate. Sulle altre tre pareti, non caratterizzate architettonicamente dalla maglia quadrata a rilievo ai piani della seconda fase di completamento, alcune delle aperture saranno ampliate verticalmente e trasformate in portefinestre, con il duplice obiettivo di aumentare la superficie finestrata per gli ambienti residenziali e di frammentare la composizione ora eccessivamente compatta e ripetitiva.

Il progetto prevede la realizzazione sulla copertura piana, di un tetto-giardino, con sistemazione a verde di gran parte della superficie perimetrale mentre al centro e sul retro si realizzerà un’area pavimentata, coperta da una pergola con moduli fotovoltaici semitrasparenti che, oltre al pregio estetico, hanno il vantaggio di far filtrare la luce naturale nello spazio sottostante, realizzando in tal modo una veranda luminosa e contemporaneamente ombreggiata in grado di garantire protezione dalle intemperie per l’ampia area di soggiorno all’aperto a disposizione dei residenti. Anche il cortiletto interno al piano primo, vicino allo spazio gioco, sarà sistemato con sedute intorno a due fioriere in cui saranno piantate due piante di limone per offrire ai residenti un’ulteriore area di incontro all’aperto. La distribuzione interna ai vari piani è stata invece radicalmente ridisegnata, con esclusione del piano interrato con gli ambienti con volte a crociera o a botte, che saranno conservati nella configurazione originaria. Al piano rialzato e ai piani superiori si prevede la demolizione delle pareti divisorie e la ricostruzione secondo il nuovo disegno che prevede la creazione di diciotto unità immobiliari, costituite da due, tre o quattro vani più servizi, per circa cinquantaquattro residenti. Al piano seminterrato e al piano rialzato sono previsti i servizi integrativi per l’abitare e servizi urbani. Ci saranno locali comuni e spazi polivalenti di quartiere, uno spazio conferenze-riunioni, un ufficio, officine per la casa e sedi di associazioni, palestra e gioco bimbi, uno spazio studio, e una cucina condivisa. Gli alloggi saranno realizzati al primo, secondo e terzo piano.








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