Csu contro i mulini a vento della Regione
Il Coordinamento pro su sardu ufitziale commenta da Sassari ll’iniziativa organizzata a Cagliari. Fondi lingua sarda 2015 non spesi per il 40 per cento
Sassari. Il Coordinamento pro su sardu ufitziale è divertito per la giornata dedicata alla lingua sarda oggi dalla Regione, organizzata a Cagliari in sordina con scarso preavviso, ma lo stesso giorno della presentazione del ‘suo’ Don Chisciotte in sardo, fissato per stasera a Sassari da due mesi. Dopo due anni di immobilismo e pratiche dannose, l’assessorato regionale della pubblica istruzione ha finalmente capito che il tema linguistico è importante e si presenta all’opinione pubblica per rivendicare finalmente il suo ruolo di guida delle politiche linguistiche.
Gli obiettivi sono chiari: prendere ancora tempo in assenza di una visione strategica, garantire una passerella elettorale ad alcuni politici, influenzare il Consiglio Regionale in vista di una difficile sessione della Finanziaria. Peccato che quella politica linguistica che poteva essere un gigante si è rivelata in questi 24 mesi un mulino a vento che produce, peraltro, solo aria fritta.
Senza contare il taglio perentorio di circa 4 milioni di euro effettuati dall’allora nuovo governo regionale nell’assestamento 2014, l’assessorato della pubblica istruzione non è riuscito a spendere interamente in un anno neppure i pochi fondi messi a disposizione dalla finanziaria 2015. Su circa 1.800.000 euro inseriti in bilancio per la lingua sarda (una percentuale al di sotto dello 0 virgola rispetto ai circa 7 miliardi della manovra dello scorso anno), risultano non impegnati e quindi persi e andati in economia circa 700 mila euro, pari al 40 per cento dell’intero stanziamento. Tra i settori più colpiti da questa inefficienza gli uffici linguistici, l’insegnamento a scuola e le celebrazioni di Sa Die de sa Sardigna. Un intero settore che negli ultimi dieci anni era cresciuto è stato mortificato, demotivato e messo in ginocchio. Sono tanti i giovani che avevano investito su questi studi che sono disoccupati o hanno scelto la via dell’emigrazione.
CSU ha speso due anni di comunicati e lettere per mettere sull’avviso e segnalare alla Regione, il pericolo di queste inefficienze, ma ovviamente non è stato ascoltato per insipienza e presunzione politica. La lista dei danni procurati in soli 24 mesi è nutrita.
La storica legge 26 del 1997 è stata di fatto abolita, senza avvisare il Consiglio Regionale, perché non finanziata. Il Piano Triennale, l’Osservatorio e la Conferenza Ufficiale annuale, strumenti di concertazione e co-partecipazione alle scelte politiche, cancellati. Il Servizio Lingua Sarda è stato di fatto neutralizzato, accorpato e privato di buona parte dei funzionari. S’Ufìtziu Limba Sarda non ha prodotto più atti istituzionali in sardo, la sua funzione per legge. Il Correttore Ortografico, il dizionario e le grammatiche abbandonate a se stesse. I prestigiosi progetti Bilinguismu Creschet e Alimus, intrapresi con le prestigiose università di Edimburgo e Grenoble, non rinnovati. La Limba Sarda Comuna di fatto in stand by, i corsi di alfabetizzazione per adulti banalizzati. Le riviste cartacee e web in sardo non finanziate, le opere didattiche sulla lingua non pervenute. Le traduzioni in sardo dei classici snobbate. Gli uffici linguistici comunali e provinciali hanno visto in due anni il taglio di 1 milione di euro e si devono accontentare solo dei magri 400 mila euro ministeriali. Le tanto decantate norme di attuazione dello statuto daranno in realtà ‘sovranità’ solo su questa esigua cifra.
Per questo e altri motivi il Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale non apprezza gli appuntamenti politici opportunistici sulla lingua che servono solo a fomentare un discussionismo inutile e provocatorio con operatori affetti dalla Sindrome di Stoccolma. Ribadisce l’importanza invece di partecipare oggi a Sassari alla presentazione del Don Chisciotte, monumento della letteratura universale tradotto in sardo. Un fatto concreto, una realizzazione straordinaria che da sola basta a contrastare un immobilismo durato due anni.
Nella manifestazioni di oggi, a Sassari, presso la libreria Messagerie Sarde in piazza Castello h. 18, sarà approvato un documento di protesta e di proposte che sarà inviato alle autorità regionali nella speranza che i 3 anni che restano di legislatura possano essere invece all’insegna della collaborazione, della condivisione e del rinascimento della lingua sarda.
CSU – Assemblea direttiva: Paolo Mugoni, Martine Faedda, Giuseppe Corongiu, Pietro Solinas, Giuseppe Corronca, Mario Sanna, Gianni Garbati.







