Week end amaro per Torres maschile e femminile
Gli uomini di Costantino sono scivolati in casa con l’Alessandria (0-2), mentre le ragazze di Silvetti si sono arrese (5-0) a Francoforte nell’andata degli ottavi di Champions
Sassari. Pur sapendo che non sarebbe stata una passeggiata, in casa Torres non ci si aspettava uno scivolone interno. Il campo ha detto che l’Alessandria è più forte o almeno loro è stata nella circostanza. La Torres ha impattato male la partita subendo l’aggressività dei piemontesi, passati in vantaggio dopo soli dieci minuti con una bordata da fuori di Taddei. La reazione torresina c’è ma è blanda e confusa e alla mezzora il raddoppio di Mezavilla indirizza la contesa in un binario difficilmente raddrizzabile. Allo scadere della frazione la Torres ha l’opportunità di riaprire i giochi ma ci si mette la sfortuna con la traversa che respinge il tentativo su calcio piazzato di Maiorino. Nella ripresa i rossoblu ci provano con orgoglio ma il risultato non cambia. A fine gara, significativi gli applausi giunti comunque dalla curva, che non ha mai smesso di incitare i giocatori. Un bel segnale.
Per la Torres femminile invece, la sconfitta a Francoforte, sul campo di una delle più forti squadre europee, pretendente al titolo, era ampiamente nelle previsioni al di là delle speranze e degli auspici. Il calcio femminile tedesco e quello italiano sono due realtà non paragonabili. Le teutoniche, da sempre, insieme alle squadre nordiche, rappresentano le migliori espressioni del calcio declinato al femminile. Per queste ragioni, le sassaresi meritano un grosso plauso, per aver contenuto il passivo (può sembrare assurdo ma è così) a sole cinque reti. Merito del gran carattere di questa squadra e della grande prestazione del portiere Mimma Fazio, che si è guadagnata la palma di migliore giocatrice dell’incontro. La qualificazione ai quarti ovviamente non è in discussione, ma certamente queste ragazze meritano una degna cornice di pubblico mercoledì 12 alle ore 15 al Vanni Sanna in occasione della partita di ritorno.
Aldo Gallizzi








