Vicenda Policlinico, fallimento della sanità sassarese
«Un’altra mazzata per il territorio», dichiarano Luigi Satta e Maria Grazia Sanna, candidati per il movimento civico Sassari Libera in Sardegna 20Venti

Sassari. «Un’altra mazzata per il territorio. Un’altra mazzata per Sassari. Un’altra mazzata pesantissima per l’asfittica economia del nord ovest della Sardegna. Il fallimento del Policlinico Sassarese decretato dai giudici è una sentenza che va molto al di là delle aule del tribunale e del ferreo rispetto delle leggi. I giudici hanno seguito il percorso previsto dal Codice, ma quel che è logico chiedersi è che percorso abbiano invece seguito i politici. Incomprensibile – sostengono Luigi Satta e Maria Grazia Sanna, componenti del movimento civico Sassari Libera e candidati alle elezioni regionali del 24 febbraio con la lista Sardegna 20Venti –. Per anni la Regione ha abbandonato nel mare in tempesta una struttura sanitaria che era stata per lungo tempo il fiore all’occhiello della sanità sassarese. Poi all’improvviso a fine 2018 ha deciso di tagliare l’accreditamento. Una decisione improvvisa e quantomeno sospetta, arrivata proprio nel momento in cui veniva sbandierata a quattro venti e in pompa magna l’apertura del Mater Olbia. Strana, davvero strana la concomitanza degli eventi».
«Un taglio dell’accreditamento fatto d’imperio dalla struttura amministrativa dell’Assessorato regionale alla Sanità, pare senza informare il Consiglio regionale – ribadiscono Luigi Satta e Maria Grazia Sanna –. Tanto che non era stato informato, almeno così ha detto ai lavoratori, neppure il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, l’ex sindaco che, arrivato a Cagliari, si è dimenticato della città che aveva amministrato per 10 anni e dei suoi concittadini che l’avevano mandato alla Regione con un plebiscito».
«E adesso…? Ora comincia davvero il calvario per gli oltre 200 dipendenti del Policlinico Sassarese e le difficoltà per tutti quelli che per decenni hanno lavorato nell’indotto. Probabilmente, anche loro finiranno in piazza d’Italia dentro una tenda, accanto a quella dei coraggiosi dipendenti della Secur che da lungo tempo stanno trascorrendo le loro giornate al freddo in attesa di risposte da una Regione insensibile, che solo in questi giorni di campagna elettorale si è improvvisamente ricordata di loro. Il “Salotto della Città” sembra però destinato a trasformarsi in una tendopoli, viste quante sono le emergenze di questo territorio dimenticato. La sentenza del Tribunale di Sassari ha decretato l’ennesimo disastro perpetrato da questa giunta regionale di centrosinistra nei confronti del nord ovest della Sardegna, periferia sempre più dimenticata e maltrattata dell’impero guidato da Pigliaru e compagnia con l’avvallo dei consiglieri regionali espressi dal territorio che non sono riusciti a evitare un’altra durissima punizione per il Sassarese – sottolineano i due candidati di Sardegna 20Venti –. Ogni volta viene da chiedersi perché questa giunta regionale ha colpito così duramente il nord ovest e ogni volta non si riesce a trovare una risposta. Non c’è stato settore in cui il Sassarese non sia stato penalizzato. Perché? Vorremmo saperlo e faremo di tutto per scoprirlo quando a Cagliari riusciremo finalmente ad avere accesso a tutte quelle carte che finora sono state tenute rigorosamente riservate chissà per quale motivo, nonostante questa giunta di centrosinistra abbia sempre sbandierato ai quattro venti la parola trasparenza. Siamo vicini ai lavoratori del Policlinico Sassarese, e logicamente anche della Secur, che stanno combattendo per salvare il loro posto di lavoro e facciamo nostra la loro battaglia. Non solo a parole e non solo in campagna elettorale – concludono Luigi Satta e Maria Grazia Sanna – perché per noi Sassari e il suo territorio vengono prima di ogni altra cosa».







