Una Consulta dell’immigrazione a Sassari
Nei giorni scorsi il Consiglio comunale ha detto sì all’unanimità ad un ordine del giorno di indirizzo presentato da Franco Era (CD) e Francesca Arcadu (Sassari Bella Dentro)
Sassari. Una Consulta territoriale dell’immigrazione nell’ambito sociale a Sassari. È quanto chiedono i consiglieri comunali Franco Era (Centro Democratico) e Francesca Arcadu (Sassari Bella Dentro) che nell’ultima seduta dell’Assemblea civica hanno illustrato un ordine del giorno con il quale si sollecita un impegno in tal senso di sindaco e Giunta.
«Nel programma dell’Amministrazione si fa riferimento come obiettivo fondamentale alla coesione sociale, all’integrazione inclusiva, alla democrazia partecipata, alle pari opportunità», scrivono Era e Arcadu. Al punto 4 della pagina 12, al primo capoverso, tale programma recita: «Dobbiamo accogliere la nuova immigrazione che rappresenta una vera ricchezza e che costituisce un punto di forza della strategia di sviluppo». A Sassari e «nel suo territorio si sono ormai stabilizzate numerose comunità di cittadini extracomunitari che vi risiedono ormai da molti anni. Alcuni di essi hanno studiato presso la nostra Università che li ha formati e altri lavorano stabilmente in città dove hanno creato la propria famiglia e intendono vivere la propria vita. Le grandi trasformazioni sociali, economiche e politiche degli ultimi anni, impongono una riflessione sullo stato di integrazione e sulla coesione sociale e sugli strumenti di cui una pubblica amministrazione deve dotarsi per una loro piena applicazione relativamente ai diritti e doveri degli stessi», prosegue l’ordine del giorno. «La stragrande maggioranza delle persone immigrate intende vivere nel nostro Paese e sui nostri territori rispettando le normali regole della convivenza civile e democratica e ove hanno deciso di continuare la loro esistenza. Tutti gli uomini e le donne hanno diritto a vivere in pace, alla salute, all’acqua al cibo, alla casa, ai vestiti, all’istruzione, al lavoro e all’assistenza e alla coesione sociale inclusiva, come previsto dal programma dell’amministrazione. Hanno ugualmente diritto ad esprimersi nella propria lingua e nel veder rispettata la propria cultura, nonché il diritto ad associarsi per partecipare attivamente nella società in cui vivono, come stabilito dai principi dell’Unione Europea. Considerato che i diritti di libertà e i diritti sociali, che l’ordinamento Italiano ha maturato nel tempo, i valori su cui si fonda la società Italiana, scritti nella costituzione democratica del 1947, devono estendersi a tutti i migranti. Visto che nel contempo ogni persona che vive in Italia deve rispettare i valori su cui poggia la società Italiana, i diritti degli altri, i doveri di solidarietà richiesti dalle leggi nazionali e delle norme comunitarie. Si fa pertanto espresso riferimento alla “Carta dei valori della cittadinanza” e dell’integrazione di cui al Decreto del Ministero dell’Interno del 23/04/2007GU n. 137 del 15/06/07, quale Carta dei Valori a cui deve ispirarsi il lavoro delle istituzioni e della consulta dei migranti».

«Tutto ciò premesso – conclude il testo dell’ordine del giorno – si propone di dare attuazione alla Consulta territoriale dell’immigrazione dell’ambito sociale nel territorio del Sassarese».
«La istituzione di una Consulta intende favorire i rapporti interni nelle comunità degli immigrati ma anche del Comune con questi cittadini. E li chiamiamo così perché fanno parte come noi della comunità sassarese. L’ordine del giorno vuole rappresentare l’obiettivo di inclusione sociale nel programma dell’Amministrazione», ha spiegato Franco Era. «Ma lo dobbiamo considerare un punto di partenza. Tutto dovrà essere supportato da un’attività includente. Nel centro storico questa è una comunità importante. Ritengo questo passaggio quanto mai opportuno in un momento in cui si sono verificati alcuni episodi seppure minimali».

«Molti capoluoghi d’Italia hanno già questo strumento che non solo è utile ma efficace in tutti i contesti in cui c’è da garantire un’integrazione più equa. Oggi partiamo con l’obiettivo di coinvolgere le altre comunità dell’area vasta», ha concluso Franco Era. «I numeri parlano chiaro. I cittadini extracomunitari portano un contributo economico e culturale di grande rilevanza. Ci sembra per questo importante confrontarci. Pensiamo sia importante includere e istituzionalizzare questa comunità in una Consulta per dialogare e confrontarci. Un dialogo pacifico e di arricchimento, per poi proseguire con altri strumenti. Consideriamo le politiche di inclusione importanti e fondamentali», ha aggiunto Francesca Arcadu.
L’ordine del giorno, definito dai proponenti “di indirizzo”, è stato approvato all’unanimità. La Consulta dovrà adesso essere resa operativa con un apposito regolamento, che sarà discusso e definito nella I e nella V Commissione consiliare.
© Riproduzione vietata







