Torres, le partite non durano mezzora
La sfortuna c’entra poco, dietro le rimonte degli avversari si nascondono fragilità e scelte tecnico – tattiche discutibili

A Imola la Torres ha vinto, ma non ha chiuso la partita quando ne aveva la possibilità e nel finale solo per la buona sorte avuta non ha subito il pareggio dei padroni di casa. Non è andata altrettanto bene sabato scorso al Vanni Sanna contro la Recanatese; i rossoblù hanno dominato il primo tempo, ma hanno segnato un solo gol, concedendo campo nella ripresa e subendo il pareggio allo scadere. Idem ieri a Pesaro, con un inizio promettente, gol segnato e almeno altre due favorevoli opportunità non concretizzate per raddoppiare e portare la gara su un binario preciso. Nella ripresa, baricentro abbassato ad aspettare gli eventi ed ennesimo gol preso nelle battute conclusive.
Ecco che allora sentire le dichiarazioni post gara di Stefano Sottili che parla di sfortuna e di “tutto che gira per il verso sbagliato”, risulta essere riduttivo e in parte fuorviante. Dichiarazioni se vogliamo anche pericolose, perchè non fanno altro che dare alibi, sia alla squadra che allo stesso allenatore. Magari un altro tipo di analisi, basata più sui difetti della propria squadra sarebbe stata più centrata e opportuna. Quando si gioca bene per un tempo e poi si tirano i remi in barca, le possibilità che gli avversari (si perchè ci sono anche loro) ti ritornino sotto e pareggino o addirittura vincano le partite, crescono e di molto. Questa Torres non è cinica, non ha l’istinto killer, non aveva la mentalità vincente con Greco e non ce l’ha neppure con Sottili, seppur con quest’ultimo, si stiano vedendo sprazzi di gioco che in passato non si erano mai visti.
Questo per quanto riguarda l’aspetto mentale e piscologico, che sta incidendo parecchio, senza tuttavia tralasciare il discorso tecnico-tattico, sul quale ci sarebbe altrettanto da discutere. Va bene il turn over, ma onestamente anche ieri certe scelte di Sottili hanno lasciato perplessi. Il tecnico toscano deve avere molta considerazione del trequartista Saporiti, lo ha voluto nel mercato di riparazione e gli sta dando più occasioni di quanto effettivamente il ragazzo abbia sinora meritato. Magari alla fine avrà ragione lui, per ora no. E’ vero che c’è bisogno di tutti e un nuovo arrivato ha necessità di avere minuti in campo per entrare al meglio nei meccanismo della squadra, ma è anche vero che il tempo di sperimentare non c’è più, dal momento che siamo già nel girone di ritorno. Magari ieri un trio composto da Scappini, Diakitè e Ruocco sulla trequarti avrebbe potuto dare più peso e certezze, oltre a maggior concretezza, viste anche le condizioni del terreno di gioco. Ora serve sostanza, servono punti e in una partita così importante contro una diretta concorrente, probabilmente si sarebbe potuto ragionare in maniera differente. Anche perchè passare dal limbo di una classifica anonima ma tutto sommato tranquilla alla zona retrocessione, è un attimo.
Aldo Gallizzi








