Torres, devi cambiare mentalità
La pessima gestione della partita col Rimini deve dare la consapevolezza che per puntare ai massimi obiettivi serve un altro tipo di atteggiamento
Se ieri a caldo c’era rammarico, oggi c’è forse anche rabbia. Perchè la consapevolezza di aver perso una grossa occasione è totale. Inutile tornare sugli episodi, già abbondantemente descritti, ma un’analisi complessiva risulta necessaria, soprattutto all’interno della squadra a partire dal tecnico e dalla sua gestione. E’ vero che Greco qualche settimana fa aveva “avvisato” i suoi del fatto che, non chiudendo le partite quando se ne hanno le possibilità, non si può pensare che vada sempre bene e così puntualmente e logicamente si è verificato, ma questo non lo esenta da colpe, perchè lo è altrettanto che lo stesso allenatore finora il concetto lo abbia espresso ma evidentemente non trasmesso ai suoi.
Con questo non si vuole gettare la croce addosso a nessuno, ma non si può mettere la testa sotto la sabbia, il nodo va sciolto e il concetto in qualche modo deve arrivare ed essere assimilato e anche molto in fretta. Il mister rossoblù deve fare qualcosa in più e i giocatori ci devono mettere del loro. Per vincere i campionati serve il talento e quello c’è, serve la personalità di imporre il proprio gioco, che invece si vede solo a tratti e soprattutto servono cinismo, cattiveria e determinazione, qualità che vanno ancora acquisite ed espresse con convinzione e continuità. Non serve invece giocare sulle punte, al piccolo trotto in vantaggio di un gol e in superiorità numerica, gestendo forze ed energie con la supponenza di chi sa di essere forte e di riuscire a portarla a casa comunque. Pensare di vincere col minimo sforzo è un errore da principianti, da ragazzini alle prime armi, perchè senza sacrificio e determinazione non si va da nessuna parte. Ed è proprio questo che va arrabbiare e non poco, considerata l’età media e l’esperienza dei giocatori della rosa sassarese, tutti navigati, gente che ne ha viste e vissute di ogni.
Questa Torres è forte e a differenza dello scorso anno nel quale c’era un Cesena onestamente di un’altra categoria, non sembra seconda a nessuna ed è proprio per questo che non è contemplabile buttare via vittorie nel modo in cui è accaduto a Rimini. Tra consapevolezza della propria forza e supponenza, il confine è sottile, molto sottile. Se si pensa di poter raggiungere un obiettivo con il minimo sforzo o comunque non dando sempre il massimo, si è lontani dalla realtà. Assodato che ormai è andata così, l’auspicio è che la delusione e la rabbia facciano scattare quel famoso click nella testa di allenatore e giocatori e che lo si possa percepire fin dai prossimi 90 minuti, nei quali i sassaresi ospiteranno la Virtus Entella al Vanni Sanna. Avere dei rimpianti a fine stagione per qualcosa dipeso da se stessi sarebbe imperdonabile.
Aldo Gallizzi








