Todde: «Le donne non sono oggetti»

Ricorre oggi la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

La presidente Alessandra Todde

«La violenza contro le donne continua a colpire nel mondo, in Italia e anche in Sardegna. Il femminicidio non è un incidente né un destino biologico, ma l’esito estremo di una cultura che ha imposto alle donne subordinazione e controllo», dichiara la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. Ricorre oggi la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Tante le iniziative anche in Sardegna.

«È un sistema che ancora oggi alimenta disparità e normalizza comportamenti che non dovrebbero essere accettabili – prosegue Todde –. E mentre le donne avanzano nei diritti e nelle responsabilità, c’è ancora chi tenta di limitarle con violenze psicologiche, economiche, simboliche, domestiche o digitali».

«La Giornata internazionale di quest’anno richiama l’attenzione su un fronte di violenza in crescita: quella online. Molestie, stalking digitale, diffusione non consensuale di immagini, deepfake. Dinamiche nuove che riproducono una logica antica: colpire le donne nella loro libertà», afferma Todde.

«Le donne non sono oggetti. È necessario un cambiamento culturale profondo. Pochi giorni fa lo abbiamo visto nell’attacco a Valentina Pitzalis, sopravvissuta a un tentato femminicidio. Un commento di inaudita violenza verbale che racconta il clima che ci circonda», aggiunge la presidente.

«Come Regione Sardegna abbiamo scelto di intervenire con determinazione: rafforzando i centri antiviolenza come mai prima, migliorando l’accesso ai servizi con nuove linee guida, garantendo più supporto psicologico, legale e abitativo. Stiamo investendo anche sull’indipendenza economica delle donne, perché troppe esitano a denunciare per timore di non riuscire a ricominciare», dichiara Todde.

«Ma esiste una responsabilità che nessuna politica può sostituire: quella collettiva. Serve riconoscere i nomi, perché senza nomi la violenza resta un dato astratto», sottolinea la presidente.

«Nell’ultimo anno in Italia almeno 77 donne sono state uccise per femminicidio. Tra loro, le donne della Sardegna: Giuseppina Massetti (Nuoro), Martina Gleboni (Nuoro), Maria Esterina Riccardi (Nuoro), Cinzia Pinna (Castelsardo), Francesca Deidda (San Sperate), Ignazia Tumatis (Cagliari), Maria Dolores Cannas (Sinnai), Marisa Dessì (Cagliari). Ogni nome è un’assenza. Ogni assenza è una ferita che attraversa la nostra comunità. Una società che tollera anche una sola assenza in più non può dirsi una società libera», conclude la presidente della Regione.

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