Sì alla pace, fermiamo la guerra: firmata la Carta di S’Aspru

Tra i sottoscrittori i parlamentari Silvio Lai, Ettore Licheri e Francesca Ghirra. Unica stella polare è l’articolo 11 della Costituzione italiana

Siligo. No alla guerra, no a tutte le guerre. Non c’è solo il conflitto in Ucraina, da quasi un anno sotto i riflettori di tutto il mondo anche perché si combatte in Europa, continente che si pensava ormai diventato immune dai conflitti. La follia scatenata da Putin con l’aggressione all’Ucraina non è però in questo momento l’unica guerra in corso. La richiesta che domenica mattina è partita da S’Aspru, luogo di pace e di ritorno alla vita di tanti che nei loro anni migliori si sono persi nella tossicodipendenza, è chiara e netta: un immediato cessate il fuoco, subito, in tutti gli scenari di guerra, e coloro che a vario titolo sono coinvolti seduti a un tavolo gestito dalle organizzazioni internazionali per fare tacere le armi. Nella sala conferenze della comunità di recupero fondata da padre Salvatore Morittu le associazioni Intrecci culturali, Comitato #fermiamolaguerra, Acli, Laudato sii (Mondo X – volontari del santuario della Vergine delle Grazie) avevano invitato tutti i parlamentari sardi e alcuni consiglieri e assessori regionali. Non tutti sono intervenuti, ma una prima risposta c’è stata. Hanno così sottoscritto la Carta i parlamentari Silvio Lai (che ha portato l’adesione del capogruppo del Pd in Regione Gianfranco Ganau), Ettore Licheri e Francesca Ghirra, la consigliera regionale Desirè Manca, l’assessore regionale della Sanità Carlo Doria, l’esponente di iRs Gavino Sale e il sindaco di Siligo Giovanni Porcheddu. Hanno preso inoltre la parola il presidente del Rotary Sassari Nord Luigi Esposito, il vicario dell’arcivescovo di Sassari e rettore del seminario don Salvatore Fois, l’abate di San Pietro di Sorres dom Luigi Tiana, Oreste Molino della Comunità di Sant’Egidio, Antonella Virdis, referente per le politiche sanitarie della Regione Sardegna, Giampaolo Cassitta, presidente dell’associazione Intrecci culturali, padre Stefano Gennari dell’associazione Laudato sì, Salvatore Sanna, presidente delle Acli di Sassari, Giuseppe Mura del comitato #fermiamolaguerra e naturalmente padre Salvatore Morittu.

«Diamo voce alle vittime innocenti di questa barbarie cominciando ad affermare “Basta alle armi, avviamo il dialogo!” – ha esordito padre Morittu –. Mi rendo conto della nostra piccolezza. Ma è indispensabile adottare da parte nostra un comportamento che ci porta a uscire dal sistema. Se non lo avessimo fatto noi frati verso questi nostri amici prigionieri dell’eroina e della cocaina cosa sarebbe successo? Vogliamo allora cominciare noi ad impegnarci? È proprio dal piccolo che partono le grandi rivoluzioni, come su fremmetarzu, il lievito, con la pasta. Non disdegniamo allora i gesti che sembrano solo simbolici, una firma. La Carta di S’Aspru ci dà subito una dimensione piccola, ma forte, perché questa è una terra di contadini».

«Siligo – ha ricordato il primo cittadino Giovanni Porcheddu – è un paese che ripudia la guerra, come anche l’Unione di Comuni del Meilogu. La prima carta ha 950 anni, la Carta di Nicita, un atto di donazione di Barisone I all’abate di Montecassino per avviare la cristianizzazione del nord Sardegna. La carta di oggi è dedicata alla pace e non possiamo non sostenerla. Sono onorato per l’invito e commosso per la partecipazione di tutti. L’augurio è che questo sia il solco, dove poi il seme germina, di un qualcosa di davvero importante».

Una particolare attenzione a come i media trattano l’argomento della guerra è stata sollecitata dal giornalista Pier Giorgio Pinna, che ha chiuso gli interventi. «Il volontariato – ha detto – non si ferma di fronte alla casa che brucia. Da oggi parte un percorso al quale tutti devono dare il loro contributo. Anche i media, che hanno colpevolemente creato un binario nel quale c’era spazio solo per pro putin o anti putin. Questo che nasce oggi non è percorso di buonisti, ma di persone che vogliono finalmente smuovere le acque».

I firmatari della Carta si sono impegnati ad avere, come unica stella polare, l’articolo 11 della Costituzione, rifiutando le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli; si riconoscono nelle organizzazioni nazionali e internazionali che ripudiano le guerre; sono contro il riarmo e sono a favore dei costruttori di pace con la condivisione della “non violenza attiva”. Nella Carta, infine, si crede nella gestione del conflitto come punto di partenza per qualsiasi confronto, ricercando sempre le cose che “uniscono” rispetto a quelle che “dividono”.

La giornata, aperta con la “Guerra di Piero” di Fabrizio De André e chiusa con le parole di “Imagine” di John Lennon, è solo il primo passo verso altre tappe: l’incontro con le scuole, con i sindaci della Regione e l’inserimento della Carta nel sito change.org per la firma di tutti i cittadini.

Unico pensiero ha chiuso la mattinata: «abbiamo bisogno di parole, c’è necessità di comprendere, di analizzare e di dire semplicemente “sediamoci a dialogare, consapevoli delle nostre diversità». Da oggi, con la Carta di S’Aspru alla mano, cominci così un cammino di pace che dal basso coinvolga sempre più cittadini attraverso la sottoscrizione e mille altre iniziative per il cessate il fuoco e le trattative internazionali.

Luca Foddai

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