Sfida Brianda-Campus, tra cinque giorni il ballottaggio

Ieri pomeriggio incontri con i rappresentanti del mondo degli ordini e delle professioni

Sassari. Mancano cinque giorni al ballottaggio per decidere il nuovo sindaco di Sassari e i confronti tra i due candidati Mariano Brianda (centrosinistra) e Nanni Campus (progetto civico) sono quotidiani. Stamattina è previsto un nuovo incontro nella sede della Confcommercio e nei prossimi giorni sono programmati altri momenti di dibattito. Ieri pomeriggio la Consulta delle professioni della provincia di Sassari presieduta da Andrea Sarria, affiancato da Lorenzo Corda (Ordine degli ingegneri), ha organizzato un incontro con i due candidati. La formula non era però quella del faccia a faccia. Prima Mariano Brianda e poi Nanni Campus hanno risposto alle domande dei rappresentanti degli ordini professionali (in particolare, medici, farmacisti, ingegneri, commercialisti, infermieri). Completamente diverso il modo di argomentare. Se Brianda è apparso più controllato e analitico, Campus è sembrato più deciso, a tratti anche muscolare.

Mariano Brianda, magistrato. «Sassari deve tornare ad essere cabina di regia. E dobbiamo fare squadra, soprattutto in quei settori che ci possono portare fuori dalla crisi. Per esempio la cultura collegata allo sport, ma anche l’innovazione tecnologica e l’ambiente», ha detto Mariano Brianda, che ha sottolineato di avere un vantaggio: «Non vengo dal mondo della politica ma da quello del lavoro. Fino al 14 maggio scorso ero ancora in ufficio alla Corte d’appello». Con un messaggio chiaro ai partiti: se da sindaco mi ostacolerete non illudetevi che io possa tornare sui miei passi.

Tra i temi oggetto delle domande la sanità, l’università, il centro storico e la sicurezza. «Sassari deve riacquistare potere contrattuale. Oggi non ha neanche un suo rappresentante nella Giunta regionale. Allora, ci siederemo attorno a un tavolo, occorre abbandonare l’idea individuale che abbiamo adesso, per abbracciarne una collettiva. Ragioniamo in termini di realtà complessa». Uno strumento sarà quello di avviare una stagione di tavoli tecnici, aperti agli ordini professionali («Non sono lobby», ha detto) per scrivere insieme le linee guida per la città.

Sul centro storico due sono le proposte illustrate nell’occasione da Brianda. Incentivare lo studentato diffuso e poi riportare alcuni uffici pubblici nel cuore della città. «Sfiderò anche la grande distribuzione: dirò a un marchio che adesso sta a Predda Niedda di fare come accade a Parigi, o in altre città, dove esistono gallerie commerciali in pieno centro». E il problema sicurezza? «Dico che la delinquenza che c’è al centro storico è uguale a quella del resto della città. Lo so per il mio lavoro di magistrato». Ma al di là dei numeri conta la percezione che hanno i cittadini. «La risposta passa anche per la presenza delle forze dell’ordine. Per esempio, perché non ripristiniamo il carabiniere di quartiere?».

«Vorrei una città forte con una guida autorevole e inclusiva, moderna e dei diritti», la conclusione di Mariano Brianda.

Nanni Campus, medico. «Veniamo da 15 anni nei quali abbiamo conosciuto un solo tipo di governo della città. Ed è stata un’amministrazione insufficiente nella rappresentanza e nelle scelte», ha ricordato Nanni Campus. Sassari deve riprendere il ruolo che le spetta, basta con i contentini. «Quando nacque l’Ats l’assessore regionale venne da me per dirmi: sei contento che la sede sarà a Sassari? Io risposi che della carta intestata non me ne facevo nulla, ci servivano posti letto e fondi». Quello della salute è il settore che rivela il ruolo che ha oggi Sassari a livello regionale. «Pensiamo alla sanità privata. Il Mater Olbia con 200 posti letto convenzionati avrà 57 milioni di euro; il Policlinico per 90 letti aveva 10 milioni di euro. C’è qualcosa che non quadra. Mentre avviene questa aggressione, il nostro giornale locale continua a spararci articoli sulle eccellenze che arrivano a Olbia. Ma sono solo ricercatori, il terzo livello, mentre a Sassari abbiamo il primo livello con le vere eccellenze».

Ripartiamo anche dalle professioni. «Dobbiamo fare massa critica. Dobbiamo difendere la nostra dignità, non sono gli altri più forti ma siamo noi più deboli. Pensiamo alla città metropolitana, istituita solo a Cagliari. I fondi arrivano direttamente dall’Europa. Quando è stata istituita quella di Cagliari, ignorando completamente Sassari, ho sentito dire: se avessimo contestato sarebbe caduta la Giunta. Altro che contestazione ci voleva. La Giunta regionale andava bombardata».

«Non sono venuto qui per un comizio. I programmi in campagna elettorale sono standardizzati, lo sappiamo che sono scritti da ghostwiter. Il nostro Progetto civico è diverso. O mi sai rappresentare o ti tolgo la delega. E nel nostro progetto ci sono già i rappresentanti delle professioni e non c’è spazio per le appartenenze politiche», ha ribadito Campus. «Lo so che chi mi ha preceduto ha parlato di ascolto e di confronto, di riunioni e sedute convocate a Latte Dolce, per esempio. Indubbiamente è importante ascoltare. Ma una cosa è l’ascolto, un’altra la decisione. E l’organo che rappresenta la città è il Consiglio comunale, che fa i regolamenti. Sarò pronto al confronto, ma il luogo deliberante è il Consiglio. Rispettiamo i cittadini che votano e restituiamo potere e rappresentanza al Consiglio».

E il centro storico? «Noi avevamo investito 28 milioni di euro. Poi non si è fatto nulla. Quanto alla sicurezza, mi sembra che il tasso di criminalità al centro storico sia superiore. Non voglio delinquenti e non è questione di bianchi o di neri». (lu.fo.)

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