Anche Sassari alla Marcia della Pace
In programma domani ad Assisi. Sarà sollevato il tema della presenza delle servitù militari in Sardegna. Ci saranno il presidente del Consiglio comunale Antonio Piu ed il consigliere Simone Campus
Sassari. Da Sassari ad Assisi contro la terza guerra mondiale. Lo ricordano anche Giorgio Napolitano e Papa Francesco: Stato Islamico, Ebola, Gaza, Mediterraneo: di fronte alla «pericolosissima crisi della comunità internazionale» (Giorgio Napolitano) e alla «terza guerra mondiale combattuta a pezzi con crimini, massacri e distruzioni» (Papa Francesco) non possiamo rimanere inerti o neutrali. Domani, domenica 19 ottobre, da Perugia ad Assisi si svolgerà una nuova grande Marcia per la pace. Migliaia di persone, famiglie, scuole, associazioni ed enti locali si metteranno in cammino contro tutte le guerre, quelle fatte di tagliagole, di bombardamenti e quelle «meno visibili, ma non meno crudeli, che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite, di famiglie, di imprese». È venuto il tempo di riconoscere che la pace è un diritto umano fondamentale della persona e dei popoli. Un diritto che deve essere effettivamente riconosciuto e applicato.
Alla Marcia della Pace ci sarà anche Sassari. Parteciperanno il presidente del Consiglio Comunale Antonio Piu ed il consigliere Simone Campus. La loro presenza ha un obiettivo ben preciso: portare a conoscenza di una platea più ampia il tema della presenza delle servitù militari in Sardegna e della chiusura da più parti auspicata dei poligoni dell’Aeronautica militare.
«Quest’anno alla Marcia della Pace sarà ricordata la I Guerra Mondiale. È passato un secolo ma non bisogna dimenticare. In questo periodo storico assistiamo a guerre per vari motivi, religiosi, tra culture diverse, di malessere sociale. Sentiamo poi notizie di sbarchi che si verificano tutti i giorni, con disperati che arrivano sulle nostre coste. Ad Assisi vogliamo portare una testimonianza anche operativa», spiega il presidente Antonio Piu. «Penso che sia importante che le Amministrazioni locali siano presenti. Noi porteremo il nome delle nostra città alla Marcia».
«Avevo già partecipato alla Marcia della Pace, ideata da Aldo Capitini, precursore della “non violenza”, uno dei pochi docenti universitari che non aderirono al fascismo ed uno dei primi vegetariani negli anni ’30, una sorta di Ghandi italiano», aggiunge Simone Campus. «Papa Francesco oggi parla di guerra mondiale strisciante. La pace è creare condizioni di giustizia ed equità sociale. Una delle cose che mi piacerebbe fare è capitalizzare questo esperienza e predisporre un documento». Sarà preparato un testo, con tutta probabilità già dalla settimana prossima, una mozione o un ordine del giorno, che possa essere approvato all’unanimità da più consigli comunali, con l’obiettivo di avviare una vertenza forte dal basso che sostenga la politica del presidente della Regione Pigliaru, per ottenere la chiusura di almeno due poligoni su tre. Tra le ulteriori ipotesi anche una convocazione a Roma di tutti i consigli comunali sardi.
Il tema della presenza delle servitù militari in Sardegna sarà sollevato già sabato sera nei tavoli di discussione aperti prima dell’evento in programma domani da Perugia ad Assisi.








