A Sassari corso Francesco Cossiga
All’illustre concittadino, presidente della Repubblica dal 1985 al 1992, dedicata una parte di corso Margherita di Savoia, di fronte a San Giuseppe e a via Monsignor Masia
Sassari. Piaccia o non piaccia Francesco Cossiga è stato un grande sassarese, con un curriculum politico eccezionale e fuori dall’ordinario. Ministro dell’Interno, presidente del Consiglio, presidente del Senato, presidente della Repubblica, senatore a vita. C’è poco da aggiungere e da fare notare a tutti coloro che lo dileggiano e si chiedono il motivo di una intitolazione di questo tipo. Il tratto iniziale di corso Margherita di Savoia da ieri, 17 agosto, anniversario della sua morte, avvenuta nel 2010, con funerali celebrati nella “sua” chiesa di San Giuseppe”, è adesso corso Francesco Cossiga. Lo si sapeva da un paio di mesi, ma adesso è tutto ufficiale. «È un momento solenne, perché commemorare un presidente della Repubblica, nato a Sassari, il secondo nella nostra città, deve essere per noi motivo di orgoglio e di riconoscenza», ha detto il sindaco Nicola Sanna, che nello spazio antistante San Giuseppe, con la strada chiusa (ovviamente) al traffico per alcune decine di minuti, ha aperto la breve cerimonia che ha visto la partecipazione dei figli dello statista democristiano Giuseppe e Anna Maria, del giornalista e biografo cossighiano Pasquale Chessa e di diversi esponenti della politica locale, di ieri e di oggi, dall’ex ministro e senatore Beppe Pisanu all’ex deputato Antonio Satta. E poi amici, parenti, estimatori. Oltre al parroco di San Giuseppe, don Massimiliano Salis. Un angolo di Sassari nel quale si è fatta la storia non solo della città ma addirittura d’Italia. Perché Cossiga non solo frequentava la chiesa guidata da monsignor Giovanni Masia, ma lì vicino, in via Asproni, abitava (quando era a casa, s’intende, e non a Roma). Aspetti che il primo cittadino ha voluto rimarcare nel suo intervento: «Francesco Cossiga è stato intimamente sassarese, profondo conoscitore della sua città e dell’intero territorio. Un politico che è sempre stato di levatura nazionale. La sua è stata un’esperienza politica difficile, in momenti delicati della storia italiana. Dobbiamo contestualizzare quel periodo, tra i più terribili della lotta al terrorismo delle Brigate Rosse, al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro. Lì Francesco Cossiga, assieme al governo e a tutte le forze dell’arco costituzionale hanno dovuto reggere una prova difficilissima per il mantenimento della nostra democrazia. Da sassaresi non dobbiamo avere paura dei nostri maestri, soprattutto quando questi sono persone oneste».
Cambia nome una via, intitolata a una regina Savoia. Ma non c’è stato nessun intento di cancellazione della memoria storica. «Non abbiamo nessuna furia iconoclasta nei confronti dei Sabaudi. Infatti, il corso Margherita di Savoia si chiamerà ancora così nella parte bassa, dopo l’emiciclo e dove ci sono residenze. Non siamo qui a cancellare la storia dell’Italia. Oggi segniamo una pagina importante nella storia della città, la facciamo conoscere per le strade. Il giusto tributo che Sassari doveva dare a una personalità così grande come Francesco Cossiga», ha concluso Nicola Sanna.
È stato Pasquale Chessa a delineare la figura di Francesco Cossiga come riformatore, ricordando come fosse stato lui, con il suo impulso, a riaffermare il ruolo dell’Italia nel gioco internazionale. E sempre grazie al presidente emerito Sassari ha giocato un ruolo importante, in quello che poi fu il confronto con grande uomo politico Antonio Segni. «Questo è un luogo senza tempo», ha infine rimarcato Giuseppe Cossiga.
Il prossimo appuntamento con la storia sarà quello del 24 agosto: alle 10,30, appena cento metri più avanti, sarà inaugurato viale Enrico Berlinguer. La nuova via è la parte di via Giuseppe Manno compresa tra Piazza d’Armi, corso Margherita di Savoia e appunto corso Francesco Cossiga. Due strade che si incrociano tra loro, quasi a simboleggiare l’incontro tra i due statisti.







